Bonus pompe di calore, ristrutturazioni e colonnine elettriche con i fondi Ue: l’elenco di tutte le misure

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Dai bonus per l’acquisto di pompe di calore a incentivi per la ristrutturazione di casa, fino alle colonnine elettriche. La Commissione Ue ha chiarito in un documento le misure e le condizioni per accedere alla flessibilità di bilancio concessa per l’energia. L’Italia potrà contare su circa 14 miliardi. Ecco l’elenco di tutti gli interventi ammissibili.

Sono più di venti le voci inserite nell'elenco delle misure ammissibili alla flessibilità di bilancio concessa dalla Ue per l'energia. Si va dai bonus per l'acquisto di pompe di calore a incentivi per la ristrutturazione di casa, fino alle colonnine elettriche. L'Italia avrà a disposizione circa 14,4 miliardi in un triennio. Lo ha chiarito la Commissione europea in un documento in cui vengono scritte,  nero su bianco, le condizioni per accedere alle risorse liberate dalla clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica. Vediamo di che cosa si tratta.

Quali sono gli interventi che si potranno finanziare con i fondi Ue per l'energia

L'Italia potrà contare su circa 14 miliardi da spendere in tre anni. Dopo una serie di trattative, l'esecutivo Ue hja deciso di concedere maggiore flessibilità agli Stati membri che potranno derogare ai vincoli del Patto di stabilità e crescita per le spese relative alla sicurezza energetica. Recentemente, in un documento la Commissione ha spiegato i criteri di attivazione delle clausole di salvaguardia nazionale e le spese ammissibili. Nell'elenco rientrano:

  • Aiuti per le famiglie come: sovvenzioni per l'energia geotermica e solare, per sistemi residenziali di immagazzinamento dell'energia, bonus per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative pulite, come le pompe di calore, sussidi per la costruzione di colonnine elettriche, sostegni e prestiti a tasso agevolato per la ristrutturazione di casa.
  • Sovvenzioni per il settore pubblico: investimenti in produzione e stoccaggio in loco di energia rinnovabile in loco e per la ristrutturazione di edifici;
  • Sostegni alle imprese: incentivi fiscali per infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. * Sovvenzioni e/o prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici. * incentivifinanziari mirati per incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale.
  • Trasporti:  investimenti pubblici in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, in infrastrutture e materiale rotabile di trasporto urbano pulito come tram e metropolitane, in infrastrutture ferroviarie e materiale rotabile.
  • Energia: investimenti in progetti di energia rinnovabile, compresi la produzione di energia elettrica e il riscaldamento, in tecnologie delle batterie e di stoccaggio dell'energia, in centrali nucleari, in infrastrutture e tecnologie delle reti elettriche, in tecnologie per la produzione di idrogeno mediante elettrolisi utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili o a basse emissioni di carbonio, in tecnologie per l'efficienza energetica connesse al sistema energetico e in combustibili rinnovabili sostenibili. Ma anche contratti bidirezionali per differenza per la produzione di energia pulita e investimenti per potenziare la sicurezza fisica e informatica dei sistemi energetici.

Esclusi taglio delle accise e altri sostegni

Nell'elenco delle potenziali misure trovano spazio una vasta varietà di interventi, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e al contempo aumentare la sicurezza energetica. Restano fuori dalla lista: il taglio delle accise di altre imposte sui combustibili fossili, i prezzi fissi, le sovvenzioni per i combustibili fossili, i sostegni basati sul reddito o altri sussidi varati allo scopo di attenuare l'impatto dei prezzi elevati dell'energia e in generale tutte quelle che non migliorarono la resilienza del sistema energetico europeo.

Il piano del governo Meloni

Intanto il governo Meloni sta già studiando un piano di interventi a partire dalle risorse sbloccate dall'Ue. "Si tratta di valutare se alcune spese le possiamo classificare come investimento, ad esempio quelle di ricerca. Nel caso, si può valutare di inserirle. Altrimenti no, perché chiaramente la nota della Commissione parla di centrali nucleari", ha affermato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commentando le nuove linee guida."Noi non abbiamo nessuna centrale nucleare in costruzione, né oggi né in prospettiva nell'immediato, anche perché stiamo facendo altre valutazioni. Ma è molto positivo che questo sia un indirizzo della Commissione Europea".

Sul fronte dell'efficientamento energetico e del sostegno alle famiglie Pichetto ha sottolineato che "il conto termico ha avuto un notevole successo sia per quanto riguarda gli edifici privati, sia per quanto riguarda i comuni e gli edifici pubblici. Pertanto, l'efficientamento energetico col passaggio dalle caldaie che utilizzano fossile all'utilizzo di energia elettrica e, di conseguenza, a fonti che non hanno emissioni, è l'azione direi fondamentale che si può fare rispetto alle famiglie e ai fabbricati". Rispetto ai limiti imposti dall'Unione Europea sugli interventi di carattere sociale e sulla mobilità pulita, per il ministro "la nota della Commissione su questo è chiara: non riguarda la riduzione dei prezzi fissi, o delle accise, o comunque non finanzia forme di intervento sui prezzi. Non è una forma di carattere sociale, è una forma di investimento sulla transizione verso la decarbonizzazione, e questo va tenuto presente".

Sulla questione dei veicoli elettrici ha aggiunto: "I nostri bandi per le colonnine non hanno avuto grande successo perché abbiamo una situazione di mercato che non ha sviluppato l'elettrico. E perché l'elettrico in Italia aveva e ha delle difficoltà di tipo economico sociale".

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