Tutti i bonus per chi si vuole trasferire in un borgo a rischio spopolamento: l’elenco Regione per Regione

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A cura di Luca Pons
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Esistono molti bonus diversi per chi ha intenzione di comprare casa, o di aprire un’attività commerciale, in un piccolo paese che rischia lo spopolamento. Ci sono agevolazioni nazionali, ma in buona parte gli incentivi cambiano da Regione a Regione: ecco un elenco dei principali.

È piuttosto comune sentire parlare di piccoli Comuni, disabitati o a rischio spopolamento, che mettono in vendita alcune abitazioni a un euro. Succede regolarmente perché ci sono diverse realtà, specialmente quelle più difficili da raggiungere o che sono isolate per quanto riguarda le infrastrutture, che cercano di contrastare il calo degli abitanti e, quindi, offrono incentivi economici.

Ci sono anche misure a livello nazionale sul tema (con la cosiddetta Strategia nazionale per le aree interne e il Piano borghi finanziato con il Pnrr), ma spesso sono poi le amministrazioni regionali e quelle comunali a mettere concretamente in atto le misure. Perciò, le regole possono essere molto diverse tra una Regione e l'altra, o anche tra Comuni. Tenendo a mente che potrebbero esserci ulteriori agevolazioni a livello comunale anche in Regioni dove non ci sono bonus più generali, ecco una lista dei principali bonus a disposizione per chi ha intenzione di cambiare vita, comprare casa o aprire un'attività in un piccolo centro.

Liguria

La Regione Liguria prevede un bonus affitto per che sostiene artigiani, commercianti e imprese di servizi. Chi apre un'azienda in questi settori nei Comuni non costieri che hanno una popolazione di al massimo 2.500 abitanti, riceve in cambio un aiuto con le spese di gestione e di affitto: si parla di fino a 300 euro al mese, per un periodo di cinque anni.

Lombardia

In Lombardia è attivo il bando "Nuova Impresa", anche in questo caso rivolto alle attività economiche. Chi lancia un'attività commerciale per vendere prodotti alimentari e generi di prima necessità in un Comune entro i 3mila abitanti, oppure in una frazione, può approfittarne. Si parla di un contributo che vale l'80% delle spese effettuate. Il tetto massimo è fissato a 40mila euro se in quel Comune o quella frazione non c'è nessun'altra attività economica che rientri nello stesso codice Ateco, mentre è dimezzato a 20mila se ce ne sono già altre.

Trentino-Alto Adige

La provincia autonoma di Trento ha stanziato dei fondi per l'acquisto di una casa, che poi va ristrutturata. L'aiuto riguarda solo i centri abitanti considerati a rischio abbandono, che vengono individuati dalla Giunta provinciale. Il bonus copre il 40% della spesa (che può essere al massimo di 200mila euro) se si tratta di insediamenti storici, e il 35% della spesa negli altri casi.

Friuli-Venezia Giulia

In Friuli-Venezia Giulia è in vigore un incentivo per i giovani che vogliono aprire un allevamento, un'azienda agricola, un'impresa che trasforma e vende prodotti agricoli o simili. I beneficiari devono avere meno di 41 anni e devono impegnarsi a mantenere la residenza in montagna.

L'aiuto può coprire il 30% di una fascia di spese molto ampia, dalla compravendita di terreni all'acquisto e la ristrutturazione di immobili, fino a macchinari, animali, ma anche spese tecniche. L'importo massimo è fissato a 240mila euro.

Toscana

Nel caso della Toscana non c'è un bando attivo in questo momento, ma non è escluso che venga rinnovato quello varato lo scorso anno è stato per i Comuni montani fino a 10mila abitanti e quelli della Toscana Diffusa. Per chi veniva dal di fuori della Toscana, trasferiva la residenza in uno di questi Paesi e vi comprava casa poteva richiedere un bonus fino a 10mila euro. Quest'anno la Regione ha stanziato 10 milioni di euro per riqualificare le infrastrutture e i servizi pubblici nelle aree in questione, ma non è ancora noto se ci sarà un altro bando per chi compra casa.

Marche

Anche per le Marche non c'è ancora un bonus attivo, dato che da alcuni mesi è scaduto quello attivato l'anno scorso. Si trattava di una misura rivolta a imprese commerciali, bar e ristoranti che avevano intenzione di aprire nei Comuni sotto i 5mila abitanti. Come detto, non è da escludere che la misura sia rinnovata.

Lazio

La Regione Lazio ha varato un Piano per la riqualificazione dei piccoli Comuni che è valido fino al 2027. Tra le misure c'è un bonus per le famiglie che abitano nei cosiddetti "piccolissimi Comuni", quelli fino a 2mila abitanti. Si tratta di un sostegno economico fino a 2mila euro, che viene erogato una tantum a chi fa un figlio o a chi ne ha uno sotto i tre anni.

Inutile dire che sono incluse anche le famiglie che trasferiscono la propria residenza in uno dei piccolissimi Comuni. Per avere il contributo, però, è necessario impegnarsi a mantenere la residenza per almeno cinque anni.

Abruzzo

L'Abruzzo ha lanciato da alcuni anni un bonus per i nuovi residenti del valore di 2.500 euro all'anno. È rivolto a ogni famiglia che trasferisce la propria residenza, e si impegna a mantenerla per almeno cinque anni, in un Comune di montagna. L'importo può raddoppiare nel caso in cui si lanci anche un'attività imprenditoriale nel Comune in questione, nello stesso periodo.

Puglia

In Puglia non sono ancora chiari i dettagli delle misure per le aree interne. La Regione ha varato poche settimane fa un programma da 75 milioni di euro che dovrà essere definito concretamente e messo in atto nei prossimi mesi. Tra gli obiettivi c'è anche "favorire la permanenza nei territori di turisti, lavoratori da remoto, studenti, giovani famiglie e nuovi abitanti".

Calabria

È iniziata la fase di pilota del programma “Ripopola Calabria”, che per chi è interessato a trasferirsi darà i suoi ‘frutti' solo più avanti. Per ora, la Regione sta invitando i Comuni sotto i 5mila abitanti (che abbiano avuto un calo di popolazione negli ultimi anni) a segnalare gli immobili pubblici inutilizzati che potrebbero essere messi in vendita per essere recuperati.

Quando questa fase sarà completata, ci dovrebbe essere una piattaforma online da cui fare osservare gli immobili in vendita e fare richiesta. La Regione contribuirà con fino a 2mila euro al metro quadro, con un tetto di 280mila euro in tutto, per i lavori di riqualificazione. Chi ottiene l'immobile dovrà trasferire la residenza in Calabria e impegnarsi a viverci per almeno dieci anni.

Sicilia

La Regione siciliana ha lanciato negli scorsi giorni un'iniziativa piuttosto unica: l'offerta di uno sconto del 50% sulle tasse per chi arriva dall'estero e trasferisce la residenza in Sicilia. Si tratterebbe di uno sgravio sull'Irpef regionale che durerebbe per tre anni, e potrebbe far risparmiare fino a 100mia euro all'anno (naturalmente, l'importo dipenderebbe dal reddito del beneficiario). Lo sconto potrebbe arrivare fino al 60% per chi non solo sposta la residenza, ma compra anche un immobile, oppure fa ristrutturazioni, e sposta il domicilio fiscale in Comune sotto i 5mila abitanti.

Sardegna

La Sardegna è forse la Regione che ha dedicato la maggior quantità di energie alle misure contro lo spopolamento, tanto da avere una pagina dedicata. Sono significativi gli incentivi per la natalità, come il bonus da 600 euro al mese (per il primo figlio, mentre sono 400 euro per gli altri) a chi ha un figlio e abita in un Comune sotto i 3mila abitanti. Bonus che ha incrementato in modo significativo le nascite negli ultimi anni.

È poi previsto un credito d'imposta del 50% per chi compra casa in un piccolo Comune, fino a 15mila euro di sconto. Ancora, c'è un bonus che può valere fino a 20mila per chi apre un'attività economica e così facendo aumenta l'occupazione in un piccolo centro.

Le altre Regioni

Come detto, gli incentivi contro lo spopolamento possono essere molto diversi a seconda del territorio in cui ci si trova. La Valle d'Aosta non ha un'unica misura regionale, anche se se ne parla ciclicamente, e si muove invece con strategie mirate come quella dell'Unité Mont-Cervin, che cercano più di potenziare i servizi e le infrastrutture che incentivare economicamente nuovi residenti.

Lo stesso fa, per esempio, il Piemonte che con bandi appositi ha messo a disposizione 1,4 milioni di euro per riqualificare gli impianti sportivi nei centri fino a 15mila abitanti. O anche 10 milioni di euro per mantenere servizi essenziali, tenere aperte le scuole e finanziare le botteghe dei servizi nei Comuni montani. A sua volta, il Veneto ha stanziato 250mila euro per gli enti locali montani più in difficoltà: le priorità sono sempre servizi sociali, trasporto scolastico, viabilità.

Non si può escludere, quando ci sono piani di questo tipo che affidano le iniziative pratiche ai singoli Comuni, che siano poi le amministrazioni comunali a varare degli incentivi specifici per i nuovi residenti. È quello che fanno, ad esempio, Comuni come Ficulle o Piegaro in Umbria, e così avviene anche in alcuni casi in Basilicata.

Ci sono delle Regioni che in passato hanno sperimentato misure di incentivo per spingere più persone a spostare la residenza, poi hanno cambiato strada. L'Emilia-Romagna lo ha fatto nel 2020 e nel 2022, offrendo sostegno alle giovani coppie che compravano o ristrutturavano casa nei Comuni dell'Appennino. Il Molise nel 2019 ha lanciato il reddito di cittadinanza attiva, che poteva valere fino a 24mila euro in tre anni, ma poi non l'ha più rinnovato.

In ogni caso, anche quelle Regioni che oggi non hanno dei misure di questo tipo su scala regionale potrebbero vararle in futuro. Il presidente della Campania Roberto Fico, a novembre dello scorso anno, ha detto esplicitamente: "Pensiamo a incentivi o ad una defiscalizzazione per le aziende che si delocalizzano. Ma anche bonus per nuclei familiari disposti che vogliono trasferirsi".

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