Quali sono le Regioni dove il Pil sale nel 2026 e quelle in recessione: la classifica
Il Trentino-Alto Adige, trainato da Bolzano, supera anche Lazio e Toscana per crescita economica, mentre la Valle D'Aosta potrebbe andare in recessione. A quanto pare, l'economia italiana nel 2026 crescerà un po' più di quanto si pensasse fino a pochi mesi fa: lo ha fatto sapere per prima l'Istat, con un rapporto sul periodo aprile-giugno di quest'anno che ha superato le attese (portando la presidente del Consiglio Meloni a un'esultanza sproporzionata), e poco dopo lo ha confermato l'Ufficio parlamentare di bilancio. Al momento, la previsione è che il Pil dell'Italia nel 2026 aumenterà dello 0,9%. In questo dato, però, ci sono fortissime differenze tra i vari territori, non solo tra Regione e Regione ma anche tra una città e l'altra.
La stessa logica si applica, poi, all'andamento dei prezzi. Quest'anno, anche a causa dello shock energetico causato dalla guerra di Israele e Usa in Iran, il costo dell'energia è salito molto e ha causato, a catena, un aumento dell'inflazione (‘aiutato' anche dagli eventi meteo estremi). Le stime sull'inflazione in Italia, per quest'anno, oscillano attorno al 3%. Ma ci sono città in cui i prezzi aumenteranno molto di più e altre in cui l'incremento si vedrà appena. L'associazione di categoria delle imprese Confesercenti ha commissionato al centro studi privato CER (Centro Europa ricerche) un calcolo sulla crescita economica (e dei prezzi) nei vari territori italiani. Ne è risultata questa classifica.
Dove cresce di più il Pil nel 2026: la classifica delle Regioni e delle città
Stando a quanto ha fatto sapere Confesercenti, che non ha pubblicato l'intero rapporto ma alcuni dati estrapolati, queste sono le medie di crescita del Pil, nel 2026, per le macro-aree italiane:
- Al Nord-Est, il Pil crescerà dell'1,1%
- Al Centro, il Pil crescerà dell'1%
- Al Nord-Ovest, al Sud e anche nelle Isole, il Pil crescerà dello 0,8%.
Si tratta di medie che, in molti casi, sono ‘trainati' da singole Regioni particolarmente grandi o con una crescita significativa. Ad esempio, questa è la top 3 delle Regioni in cui il Pil dovrebbe crescere di più quest'anno:
- Trentino-Alto Adige: +1,5%
- Lazio: +1,2%
- Toscana: +1,2%
Il Trentino-Alto Adige (che nella misurazione accorpa le province autonome di Bolzano e Trento) è nettamente in testa, parecchio al di sopra della media nazionale e anche oltre quella, già alta, del Nord-Est. Il Lazio e la Toscana, che essendo più grandi e popolose hanno anche un impatto maggiore sul dato nazionale, tengono alta la media del centro. Seguono queste tre Regioni, tutte all'1,1%:
- Liguria
- Emilia-Romagna
- Basilicata
La Basilicata è l'unica Regione del Sud presente tra le prime sei, così come la Liguria è l'unica del Nord-Ovest. Non c'è nessuna delle due isole. Questo spiega perché, nel complesso, la media di queste aree è più bassa. È interessante anche osservare il fondo della classifica, con tre Regioni che – stando alle previsioni – cresceranno molto meno della media nazionale:
- Molise: +0,5%
- Calabria: +0,1%
- Valle D'Aosta: -0,1%
La Calabria risulta essere quasi ferma. La Valle D'Aosta, poi, è l'unica Regione italiana che ad oggi sembra essere avviata a una potenziale recessione: il suo Pil potrebbe diminuire, invece di crescere.
Confesercenti sottolinea anche che un peso molto importante ce l'hanno le grandi città, che influiscono moltissimo sul dato regionale. Infatti, in molti casi – ma non tutti – la classifica tra i capoluoghi si avvicina a quella tra le Regioni:
- Bolzano: +1,8%
- Roma: +1,6%
- Milano: +1,6%
- Napoli +1,5%
- Bari: +1,3%
- Firenze: +1,1%
- Bologna: +1,1%
- Genova: +1,1%
- Trieste: +1,1%
Qui la lista si interrompe, per evidenziare che Venezia e Torino sono al di sotto della media nazionale, con un +0,7%. All'ultimo posto c'è Reggio Calabria, che fa registrare una crescita zero – leggermente peggio del resto della Regione.
In quali città aumentano di più i prezzi
Come detto, lo stesso discorso si applica anche all'inflazione. Ci sono alcuni capoluoghi in cui l'aumento dei prezzi si farà sentire parecchio, oltre la media nazionale, mentre altri in cui l'impatto sarà relativamente contenuto.
Su tutti spicca Reggio Calabria: qui nel 2026 i prezzi dovrebbero salire del 4,3%. Come detto, è un'inflazione ben più alta di quella prevista a livello nazionale, che dovrebbe oscillare attorno al 3%. Al secondo posto c'è Napoli, con il 3,5%, comunque decisamente più basso del capoluogo calabrese.
Seguono Bolzano e Roma, al 3,4%. Subito sotto, Bari e Palermo con il 3,2%. Sembra che in molte grandi città meridionali, dove pure la crescita economica non va necessariamente a rilento (è il caso di Napoli e Bari), la salita dei prezzi si faccia sentire in modo particolarmente significativo.
Dall'altra parte ci sono le città dove i prezzi aumentano, ma a un ritmo un po' più lento. A Firenze si tocca il 2%, a Potenza si scende all'1,9%. Il dato più basso di tutti è a Campobasso: qui gli abitanti dovrebbero vedere un'inflazione dell'1,7%, quasi la metà rispetto alla media nazionale.