Statali, le ferie arretrate potranno essere pagate: cosa cambia con il decreto Pa e quando spetta l’indennità

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Il decreto Pa omnibus cambia le regole sulle ferie non godute dei dipendenti pubblici: alla fine del rapporto potranno essere pagate se il lavoratore non le ha prese per ragioni che non dipendono da lui. Se invece ha scelto consapevolmente di non prenderle, potrebbe non avere diritto all’indennità.

Il decreto Pa omnibus è entrato in vigore lo scorso 8 agosto e introduce importanti novità per i dipendenti pubblici. La modifica alla disciplina relativa alle ferie non godute è tra le più rilevanti. Il provvedimento non elimina del tutto il divieto di monetizzazione delle ferie arretrate ma cambia la vecchia impostazione: se il dipendente non ha potuto usufruirne per motivi che non dipendono da lui, potrà ricevere un'indennità sostitutiva al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Se invece l'amministrazione ha dato la possibilità di usufruire delle ferie accumulate ma il dipendente ha scelto di non farlo, non è detto che i giorni arretrati verranno monetizzati. Vediamo nello specifico che cosa prevede il decreto Pa omnibus sulle ferie non godute e che cosa cambia.

Cosa prevede il decreto Pa omnibus sulle ferire non godute

L'articolo 1 del decreto contiene le principali variazioni per gli statali. Nello specifico, viene eliminata la parte secondo cui le ferie non possono "in nessun caso" dare luogo alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi mentre vengono aggiunti una serie di oneri a carico del datore di lavoro, al quale spetterà mettere il dipendente nelle condizioni di prendere i giorni di ferie e informarlo debitamente. La "mancata fruizione delle ferie che dipenda dalla scelta consapevole del lavoratore, con onere della prova a carico del datore di lavoro, non comporta la corresponsione di trattamenti economici sostitutivi alla cessazione del rapporto di lavoro", si legge al comma 2. In sostanza le ferie potranno essere monetizzate alla fine del rapporto solo se il dipendente non le ha usate per ragioni che non dipendono da lui. 

Come funzionava prima e cosa cambia oggi per gli statali che non prendono le ferie

Prima, in caso di fine rapporto, ad esempio un dipendente pubblico che va in pensione, l'amministrazione era esentata dal pagamento delle ferie arretrate. Poteva capitare dunque, salvo alcune eccezioni, che il lavoratore potesse non ricevere l'indennità corrispondente ai giorni non goduti. Il provvedimento modifica questa disciplina stabilendo che il dipendente ha diritto alle indennità sostitutive, se non ha potuto prendere le ferie per motivi a lui non imputabili. Dal canto suo la PA sarà tenuta a informare il lavoratore della necessità di usarle e ad agevolarne la fruizione.

Prendiamo il caso di uno statale che non è potuto andare in ferie perché l'ufficio era sotto organico e la sua richiesta è stata respinta o rinviata. Al momento della fine del rapporto di lavoro, se l'amministrazione non è in grado di dimostra di aver dato una concreta possibilità al dipendente di prendere giorni di ferie, dovrà versare l'indennità sostitutiva che gli spetta. 

Diverso è il caso in cui il dipendente scelga consapevolmente di non usare le ferie, nonostante l'invito dell'amministrazione a farlo tramite comunicazioni, programmazione dei calendari e richieste formali. In questa circostanza, in caso di controversia, il lavoratore potrebbe non avere diritto a farsi pagare i giorni arretrati.

Quando entrano in vigore le nuove regole

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 7 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo. Dovrà essere convertito dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti decadrà. Nel frattempo, durante la discussione in Aula, alcune norme potrebbero essere modificate tramite emendamento.

Naturalmente, le disposizioni sulle ferie si applicano sui giorni maturati dopo l'entrata in vigore del provvedimento e non prima. Allo stato attuale quindi, chi ha accumulato delle ferie prima del 7 agosto, anche se per ragioni di cui non è responsabile, non potrebbe beneficiare delle nuove regole ed eventualmente ricevere le indennità sostitutive corrispondenti.

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