Il ritorno di Delmastro alla Camera: ma l’ex sottosegretario sfugge alle domande sulla Bisteccheria

Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, da alcuni giorni è ritornato al lavoro alla Camera dopo le dimissioni dal suo incarico di governo. La vicenda della Bisteccheria d’Italia, locale aperto in società con la figlia di un prestanome di camorra, non è ancora chiarita. Ma, intercettato dai microfoni di Fanpage.it, Delmastro ha evitato di rispondere alle domande.
A cura di Redazione
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È il ritorno di Andrea Delmastro, ormai ex sottosegretario alla Giustizia, ai lavori parlamentari. Già da qualche giorno Delmastro, che si era dimesso a sorpresa dopo il referendum sulla giustizia, aveva ripreso a frequentare Montecitorio, dove è deputato di Fratelli d'Italia. Oggi i microfoni di Fanpage.it l'hanno intercettato all'uscita dagli uffici parlamentari, chiedendo chiarimenti sul caso che ha portato alle sue dimissioni: ma il meloniano ha evitato qualunque domanda, trincerandosi nel silenzio.

Come è noto, a marzo era emerso che Delmastro era socio fondatore della Le 5 Forchette srl, che aveva sede legale a Biella ma gestiva a Roma il ristorante Bisteccheria d'Italia. Socia di maggioranza e amministratrice era Miriam Caroccia, diciottenne al momento della firma e soprattutto figlia di Mauro Caroccia, imprenditore che già a fine 2024, alla nascita della società, era processo con l'accusa di aver fatto da prestanome per il clan camorrista Senese.

A fine 2025 Caroccia era stato condannato nel processo di appello bis e Delmastro aveva ceduto le proprie quote nella società, vendendole (dopo alcuni passaggi intermedi) alla stessa Miriam. A inizio 2026, la Cassazione aveva confermato la condanna e poco dopo era emersa l'esistenza della società in questione.

"Molti si chiedono ancora come è possibile che lei non conoscesse Mauro Caroccia, Miriam Caroccia e il loro passato. Si sente ancora di dover chiarire delle cose?", abbiamo chiesto a Delmastro, che però ha tirato dritto. "Poi si è dimesso, il gesto l'ha fatto ma la vicenda resta, no? Come si è arrivati alla costruzione di quella società, dove comunque c'era dentro una buona parte della dirigenza di Fratelli d'Italia di Biella?".

Peraltro, dopo lo scoppio dello scandalo mediatico e prima delle dimissioni di Delmastro erano emerse diverse immagini che sembravano dimostrare che il parlamentare e Mauro Caroccia si conoscevano già, e che quindi il deputato sapeva di chi fosse figlia la giovane con cui si metteva in affari. Su questo non sono mai arrivati chiarimenti definitivi

Nel frattempo, gli inquirenti hanno aperto un'inchiesta in cui Delmastro non è indagato: l'ipotesi è che anche Bisteccheria d'Italia venisse usata per riciclare i soldi che venivano dalle attività illegali del clan Senese. L'accusa è rivolta a Mauro Caroccia e alla figlia Miriam, l'ex socia di Delmastro.

L'inchiesta ha portato a parlare anche i familiari dell'uomo: la moglie dopo essere stata interrogata ha detto di essere dispiaciuta per il coinvolgimento di Delmastro, che si sarebbe presentato semplicemente come "uomo delle istituzioni che aiutava un semplice cittadino": l'aiuto economico per la riapertura del ristorante sarebbe stato una "manna dal cielo", un vero e proprio atto di "beneficenza".

"Questa cosa delle beneficenza che dicono i Caroccia è un punto che in qualche modo potrebbe essere anche a suo favore, dicono ‘è l'unico che ci ha teso una mano'. Lo conferma, è andata così?". Ma anche a questo Delmastro non ha voluto rispondere.

"Molti dicono che quando c'è stata la questione di Cospito le ricerche le ha fatte, anche approfondite, e lì non ha aperto un articolo di giornale". Silenzio. Il sottosegretario è tornato a parlare solo quando è arrivato alla macchina, per augurare "buon lavoro" ai cronisti. Sulla vicenda con i Caroccia, per il momento, resta un velo di mistero.

di Marco Billeci e Luca Pons

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