I nuovi scenari politici dopo le comunali, Diamanti (YouTrend): “Tra csx e cdx testa a testa, Vannacci decisivo”

L'ultima partita della gara delle elezioni comunali, quella dei ballottaggi, si è conclusa con un pareggio tra centrodestra e centrosinistra. Dei 6 capoluoghi di provincia tornati alle urne il 7 e l'8 giugno, solo Agrigento e Lecco hanno cambiato colore politico: la prima è passata dal centrodestra al centrosinistra, mentre la seconda ha compiuto il percorso inverso.
Un risultato che non accende gli animi degli analisti, ma che è stato comunque accompagnato da toni trionfalistici da entrambe le parti. Alle parole di Giorgia Meloni, che esultava per i risultati di Arezzo, Lecco e Macerata, Elly Schlein, ha replicato parlando di una sonora "affermazione dell'alleanza progressista" tra Agrigento, Chieti e Trani.
Secondo quanto spiega a Fanpage.it il sondaggista e presidente di YouTrend, Giovanni Diamanti, però, "non c'è stata una tendenza univoca in queste elezioni". Per questo motivo, "c'è una situazione di testa a testa tra i due poli che non sembra avere una soluzione chiara in questo momento".
Dopo i ballottaggi c'è un testa a testa tra i due poli
Guardando più da vicino i numeri presentati da YouTrend, sui 118 Comuni sopra i 15mila abitanti andati al voto a fine maggio il centrosinistra ha vinto in 50 città, il centrodestra in 28, mentre ben 40 saranno amministrate da candidati civici o appartenenti ad altre forze politiche. Il dato del centrosinistra, pur indicando una prevalenza rispetto agli altri schieramenti, è inferiore a quello registrato prima del voto: il campo progressista, infatti, amministrava 59 dei Comuni chiamati alle urne.
Diversa, invece, la lettura dei numeri del centrodestra. Sebbene tra i 118 territori al voto i Comuni amministrati dalla coalizione siano ancora una minoranza, l'alleanza di governo è quella che ha registrato la crescita più significativa, passando da 17 a 28 amministrazioni. I candidati civici o espressione di altri partiti continuano invece a rappresentare una componente solida del panorama locale, con 40 Comuni amministrati rispetto ai 42 della tornata precedente.
Nel complesso, secondo il presidente dell'Istituto, i risultati di queste elezioni comunali "hanno dato poche indicazioni, visto che c'erano pochi grandi Comuni al voto, ma possiamo trarne che non c'è stata una tendenza univoca". Secondo il sondaggista, quindi, "non c'è un trend chiaro" per la politica nazionale e per i partiti. Da un lato, spiega a Fanpage.it, c'è "una sostanziale tenuta del centrodestra", che temeva un tracollo dopo il risultato del referendum costituzionale dello scorso marzo. Dall'altro, i risultati "smentiscono chi pensava che dopo la vittoria al referendum il centro sinistra avesse la strada spianata". Un quadro confermato anche dai sondaggi politici, che "parlano di un testa a testa tra i due poli" e che, però, "non sembra avere una soluzione chiara in questo momento".
"Vannacci non ha bisogno del centrodestra per crescere, con lui coalizione molto spostata a destra"
Una sfida il cui esito dipenderà in larga misura dall'ampiezza delle coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni politiche: "Sulla carta sarà una partita molto tesa e combattuta – spiega Diamanti – Molto dipenderà da quanto sarà largo il campo largo e da cosa farà il centrodestra, che si trova a fare i conti con l'interessante crescita di Roberto Vannacci a scapito della Lega". Futuro Nazionale, secondo gli ultimi sondaggi continua a crescere e sfiora ormai il 5% dei consensi e potrebbe diventare l'ago della bilancia nelle prossime elezioni politiche. Stando alle rilevazioni, un'alleanza con il centrodestra potrebbe infatti portare la coalizione fino al 47% delle preferenze, contro il 45% del campo largo.
Secondo l'analista, un accordo tra Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Futuro Nazionale potrebbe dunque offrire più vantaggi all'alleanza di governo che all'ex generale. "Vannacci per crescere non ha bisogno del centrodestra, anzi in alleanza ha meno voto potenziale, mentre in coalizione può essere decisivo e avere un peso contrattuale non da poco". Per questo, per l'analista, il peso di Futuro Nazionale "rischia di imporre al centrodestra l'obbligo di allearsi con lui per una questione numerica, ma questo comporterà una discussione su alcune tematiche strategiche e a una coalizione molto spostata a destra e forse con qualche difficoltà in più a tenere l'elettorato moderato".
Il sostegno dell'elettorato dell'ex generale a un'eventuale alleanza con il centrodestra, però, non è scontato, come dimostra il caso di Vigevano. Nella cittadina lombarda, Furio Suvilla, candidato sindaco di una lista civica vicina a Futuro Nazionale, aveva infatti raccolto il 14,21% delle preferenze, un risultato, ricorda Diamanti, comunque insufficiente per accedere al secondo turno.
"Il campo largo è competitivo, mettere insieme i civici è una carta interessante"
Guardando invece all'area di centrosinistra, Diamanti individua una possibile riserva di consensi negli amministratori civici vicini al campo progressista. "Il centrosinistra ha provato più volte a mettere assieme i civici, ma non è facile, perché partono da esigenze locali e sono per definizione più trasversali, ma sicuramente è una sfida che vale la pena provare", sottolinea l'analista, "il campo largo parte competitivo alle prossime elezioni, per poter fare quello scatto in più che serve a vincere avrà bisogno di inventarsi qualcosa di nuovo, riuscire a mettere i civici insieme potrebbe essere una carta interessante".
Il ruolo centrale delle liste civiche nei territori emerge però anche nel centrodestra, come dimostra la vittoria di Simone Venturini a Venezia. La sua lista civica ha ottenuto il 30,11% delle preferenze, staccando nettamente i partiti della coalizione: Fratelli d'Italia, ad esempio, si è fermato al 12,90%. "È difficile far passare per trionfo del centrodestra una partita in cui i partiti di centrodestra sono completamente svuotati da una lista civica personale del candidato sindaco", ricorda Diamanti. "È una vittoria importante di Venturini, una sconfitta del centrosinistra, ma non ci vedo questo trionfo politico nazionale che alcuni cercano di raccontare".