Dopo il giuramento nel fine settimana, il governo di Mario Draghi si appresta a chiedere la fiducia, prima alla Camera e poi al Senato. Il voto in Aula è previsto per mercoledì prossimo. Se in un primo momento, subito dopo il conferimento dell'incarico all'ex governatore della Bce da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presenza di una maggioranza in Parlamento sembrava una grande incognita, legata soprattutto a partiti come il Movimento Cinque Stelle e la Lega che non apparivano propensi a sostenere il nuovo esecutivo, ora è chiaro che i numeri non sono un problema per Draghi. Anche se potrebbero diventarlo strada facendo, visto quanto accaduto nelle ultime ore, con Sinistra Italiana che ha annunciato il voto contrario alla fiducia e l'emergere di diverse voci critiche all'interno del Movimento Cinque Stelle.

Il governo Draghi chiederà prima la fiducia in Senato. Sappiamo che può contare sicuramente sull'appoggio di tutti i senatori del Partito democratico (35), di Italia Viva (18), Forza Italia (52) e della Lega (63). Con questi (in totale 168) avrebbe già la maggioranza assoluta, ma vanno aggiunti anche quelli degli Europeisti (10), delle Autonomie (8) e del Gruppo Misto (22). Non tutti i 92 senatori del Movimento Cinque Stelle, invece, potrebbero votare a favore della fiducia dopo le polemiche nate sulla votazione su Rousseau, sulla composizione del governo e sul ministero della Transizione ecologica, quello che dovrà gestire gran parte dei soldi del Recovery Plan.

Dopo l'abbandono di Alessandro Di Battista, sono diversi i parlamentari Cinque Stelle che affermano di non voler accordare la fiducia a Draghi. Se votassero contro, da regolamento del partito, sarebbero espulsi. Ragion per cui lo stesso presidente di Rousseau, Davide Casaleggio, ha chiesto a chi non avesse intenzione di sostenere l'esecutivo appena nato di astenersi dal voto. Bisognerà aspettare mercoledì per capire quanti saranno.

Chi ha detto fin dall'inizio di non avere alcuna intenzione di sostenere il nuovo governo è Giorgia Meloni, che nelle ultime ore ha ipotizzato il voto contrario in Aula dei 19 senatori di Fratelli d'Italia. Questo per quanto riguarda il Senato. Alla Camera i deputati di FdI sono di più: 33. E a questi vanno aggiunti i parlamentari di Sinistra italiana, eletti nel gruppo di Liberi e Uguali (12) che hanno deciso di votare No alla fiducia.