L'escalation di violenza in Siria non accenna a diminuire. L'atteggiamento del governo italiano è stato fin dalle prime battute di netta condanna dell'offensiva militare contro i curdi, ma fino ad ora non si era spinto oltre. Al termine del Consiglio degli Affari Esteri a Lussemburgo, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato che l'Italia nelle prossime ore bloccherà l'esportazione di armi verso la Turchia. "L'Europa parla con una voce oggi, tutti gli Stati condannano quello che sta facendo la Turchia nel territorio siriano, e si sono impegnati a bloccare l'export degli armamenti. Nelle prossime ore anche l'Italia fermerà con un decreto ministeriale l'export di armi verso la Turchia".

"Era importante per noi che tutta l'Europa assumesse la stessa posizione e abbiamo lasciato ai singoli Stati l'impegno di farlo perché questo crea immediatezza – ha aggiunto il ministro – Questo fa sì che non si debba lavorare a un embargo europeo che porta a mesi di lavoro che avrebbero vanificato l'immediatezza dell'intervento". Lo stop alla vendita di armi "riguarda quello che succede da domani in poi – ha chiarito Di MAIO – Domani nell'informativa alla Camera sulla Siria spiegherò anche i dettagli del decreto". L'Italia si allinea così agli altri Paesi europei. Nei giorni scorsi infatti hanno sospeso la vendita di armi alla Turchia, prima Norvegia, Finlandia e Paesi Bassi, poi si sono unite anche la Francia e la Germania.

Solo nel 2018 l’Italia ha venduto materiale bellico ad Ankara per circa 360 milioni di euro: è il terzo paese a cui vendiamo più armi, dopo Qatar e Pakistan, e rappresenta circa il 15 per cento del totale delle esportazioni militari italiane. Il dato delle esportazioni belliche italiane in Turchia è stato in forte crescita negli ultimi: nel 2017 erano state di 266 milioni, e l’anno prima di 133 milioni.