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Da lunedì scorso, con il ripristino della zona gialla, sono rientrati in classe milioni di studenti. Il governo, preparando il decreto Riaperture, in un primo momento aveva ipotizzato un ritorno totale alla didattica in presenza per le scuole di ogni ordine e grado, ma poi questo obiettivo è stato ridimensionato: troppe difficoltà sul territorio da superare, tra mancanza di spazi e nodo trasporti. Nelle zone gialle e arancioni si è quindi deciso di rientrare in aula tra il 70% e il 100%, mentre nelle zone rosse questa percentuale è ridotta tra il 50% e il 75%. Nonostante questo compromesso raggiunto con i governatori, sulla scuola rimangono comunque alcune perplessità. Abbiamo fatto il punto della situazione con la sottosegretaria all'Istruzione del Movimento Cinque Stelle, Barbara Floridia.

Questa settimana sono tornati in classe moltissimi ragazzi. Una scelta, quella di riaprire la scuola, che ha destato qualche preoccupazione: ci può spiegare in base a quali elementi il governo ha preso questa decisione?

Il Governo sul rientro in classe degli studenti ha agito tenendo conto di due fattori: il primo è che i dati ci supportano nel ritenere che non è a scuola che il virus corre, quindi la scuola è un luogo abbastanza sicuro fermo restando che il rischio zero non esiste e che è necessario proseguire nelle misure di prevenzione e controllo della pandemia. Il secondo è che la Dad deve essere una misura temporanea, altrimenti i danni sul piano formativo e psicologico dei ragazzi diventano insostenibili. Per questo, appena la situazione al di fuori delle scuole ha permesso le prime riaperture, si è scelto di dare priorità alla scuola, come noi del M5S abbiamo sempre chiesto.

Inizialmente si era parlato di un ritorno totale in classe per le scuole di ogni ordine e grado, ma dopo un dibattito con Regioni e sindacati le percentuali di alunni in presenza sono state ridotte. Può spiegarci cosa è successo?

Questo dimostra che il dialogo con le Regioni e i sindacati è presente, anche se molti dicevano il contrario. Come avevo chiesto in precedenza, avrei preferito un ritorno di tutti in presenza, ma ci sono territori in cui sono presenti ancora criticità da affrontare e superare, ad esempio sui trasporti. Questo nonostante le Regioni abbiano ricevuto risorse per il trasporto pubblico e siano stati istituiti tavoli prefettizi in cui sono presenti i diversi soggetti interessati a organizzare efficacemente le riaperture delle attività tra le quali la scuola riveste un ruolo prevalente.

Il tracciamento dei contagi nelle scuole funziona? Il ministero crede di poter gestire eventuali focolai con questo strumento?

Questa domanda è più corretto porla al ministero della Salute che ha il compito di monitorare e sovraintendere il tracciamento ai diversi livelli, ma sono sempre dell'opinione che solo una proficua collaborazione tra Ministeri aiuta a raggiungere l’obiettivo.

In questi giorni Mario Draghi sta presentando il Pnrr in Parlamento: ci può riassumere le misure per la scuola e spiegare come verranno spesi i soldi stanziati?

La scuola ha un ruolo importante nel Pnrr. Ci sono alcune misure di cui sono particolarmente soddisfatta. Sull’edilizia scolastica per esempio, dove abbiamo investito 3,9 miliardi di euro per rendere sicuri e sostenibili 2,4 milioni di metri quadri di edifici scolastici. È prevista una riforma per il superamento delle cosiddette “classi pollaio”. Verranno costruite mense scolastiche in 1000 edifici, per permettere il tempo pieno anche nelle zone in cui non era possibile farlo, specialmente al Sud. Il piano per le palestre e le strutture sportive nelle scuole da 300 milioni di euro mira per esempio a costruire o adeguare strutturalmente circa 400 edifici in 5 anni, da destinare a palestre o strutture sportive, anche per contrastare fenomeni di dispersione scolastica nelle aree maggiormente disagiate. Il grande divario presente fra Nord e Sud proveremo a colmarlo anche con queste misure specifiche.

Per quanto riguarda le nuove assunzioni del personale scolastico, come stanno le cose?

Nell'ultimo anno è stato messo in campo uno dei piani assunzionali più importanti degli ultimi tempi. Ricordo che si sta concludendo il concorso straordinario riservato ai precari storici per 32mila posti che vedrà la metà dei partecipanti salire in cattedra a partire dal 1° settembre 2021, che bisogna accelerare sulle assunzioni dei precari da tutte le graduatorie, di merito e ad esaurimento, ed è già stato bandito un concorso ordinario. Sono soddisfatta di poter testimoniare una proficua dialettica nel Governo volta a individuare sempre le migliori soluzioni nel rispetto delle posizioni di ognuno. Il fine ultimo è quello di assicurare un servizio di qualità dell’offerta formativa alle nostre studentesse e ai nostri studenti.

Al ministero state già programmando il prossimo anno scolastico? Crede che ci sarà ancora la didattica a distanza?

Avrei voluto che la Dad fosse integrativa delle lezioni in presenza già prima della fine di questo anno scolastico. Questo è ciò che mi auguravo. L’obiettivo è stato quasi raggiunto, ma non del tutto. Nel nuovo anno scolastico, anche grazie al piano vaccinale che andrà avanti in questi mesi, non dovremo più sentire parlare di scuole chiuse. L’Italia, e la scuola, non sarà ancora tornata alla normalità, ma lavoriamo affinché le scuole non chiudano più.