Il Governo ottiene la fiducia al Senato con maggioranza relativa, ma grazie a chi? Si è parlato tanto di "responsabili", "costruttori", poi alla fine "volenterosi". Chi ha aiutato Conte con il proprio voto a mantenere la fiducia anche a Palazzo Madama? C'è un po' di tutto, dai senatori a vita ai dissidenti di Forza Italia (immediatamente espulsi), dalla base ex Movimento 5 Stelle al presidente del Psi. Il risultato finale è di 156 voti favorevoli alla fiducia, comunque non abbastanza per governare stabilmente. La caccia ai responsabili, iniziata giorni fa e durata fino all'ultimo secondo prima della dichiarazione di voto, non si è conclusa con un successo strepitoso, ma neanche con un nulla di fatto. I numeri al Senato, tuttavia, sono ancora in discussione.

Due senatori di Forza Italia hanno votato sì alla fiducia al Governo. Uno era abbastanza preannunciato: Andrea Causin, ex del Partito Democratico e Scelta Civica. L'altra, invece, è stata una sorpresa: Mariarosaria Rossi, ex fedelissima di Silvio Berlusconi e grande amica di Francesca Pascale, ex compagna del leader di Forza Italia. Rossi, che è stata anche tesoriera di Forza Italia, ha deciso personalmente di votare con il Governo, come aveva fatto il giorno prima Renata Polverini. Non si tratta di una fuoriuscita, per ora. I due sono stati immediatamente espulsi da FI.

Lello Ciampolillo è stato il nome più ricercato sul web ieri sera, dopo il caso del voto arrivato prima o dopo la chiusura. Il senatore ha deciso di votare sì in extremis, a differenza di Mario Giarrusso che, dopo che sembrava essersi convinto, ha votato no. Lo stesso succede a Riccardo Nencini, presidente del Psi che ha prestato il simbolo a Italia Viva, dopo una lunga indecisione ha votato sì, a differenza del gruppo renziano che si è astenuto in blocco. Nessuno da Italia Viva dunque, anche se Comincini apre su Facebook: "Non voterei mai contro la maggioranza". Nessuno dall'Udc, che conferma quanto detto nelle note ufficiali. E da Forza Italia sembrano più singole prese di posizione che una tendenza di un gruppo a staccarsi.