Il presidente della Camera, Roberto Fico, si dice ottimista sulla tenuta dell’attuale maggioranza e in un’intervista con il direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini, sprona i partiti che ne fanno parte a essere uniti per raggiungere l’obiettivo di sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund. “Vedo una tenuta di questa maggioranza salda e oltretutto non è in alcun modo il momento di dividersi, è un momento importantissimo per il Paese”, afferma l’esponente del Movimento 5 Stelle. La solidità della maggioranza, secondo Fico, è maggiore dopo le regionali, non per i risultati delle elezioni “ma perché vedo che le forze di maggioranza hanno avviato un percorso importante anche con la vittoria del referendum”. Per Fico questo sarà un momento fondamentale per il Paese: “A breve dovremo presentare i progetti per spendere quei 209 miliardi del Recovery Fund e ora siamo a un bivio: o il Paese diventerà un altro Paese, molto più moderno, dove le riforme prendono realmente corpo o tra qualche anno ci troveremo solo con debiti. E credo che tutte le forze politiche abbiano chiare queste dinamiche”.

Il futuro del M5s: tante anime, serve una sintesi

Fico affronta anche il delicato momento del Movimento 5 Stelle, soprattutto dopo le elezioni regionali, riconoscendo che all’interno ci sono “tante anime: l’importante è cercare di trovare una sintesi e una strada rinnovata. Abbiamo tante cose da fare, da dire e tante sono state fatte. Una strada enorme è stata percorsa e questo Paese è cambiato anche grazie al Movimento, tante leggi sono state promulgate, penso al reddito di cittadinanza, ai fondi alla scuola. Ora dovremo fare un altro pezzo di strada e più saremmo uniti e più troveremo una via”. Non solo attraverso gli Stati generali, ma anche con “punti di incontro stabili, dove possiamo indicare non solo la strada, ma anche la sintesi migliore”.

Per Fico ci sono alcuni argomenti di cui parlare, come la legge sull’acqua pubblica, il conflitto d’interessi o una grande riforma della Rai. Il tema per il Movimento 5 Stelle, dal punto di vista politico, è quello di far convivere l’anima ‘anti-establishment’ e l’azione di governo: “Per forza crea dentro di sé una contraddizione, dobbiamo in qualche modo riparare, comprendere la contraddizione e capire come andare avanti. Penso che il faro sono i principi e i valori che ci hanno caratterizzato all’inizio della nostra avventura e che devono essere oggi riportati come linee guida delle grandi leggi ambientali, delle opere che possono essere costruite nei nostri territori”.

Fico: democrazia diretta e rappresentativa possono convivere

Il presidente della Camera ritorna anche sulle parole di Beppe Grillo, secondo cui la democrazia parlamentare deve essere superata in favore di quella rappresentativa: “Quando parliamo di democrazia, in ogni sua forma, parliamo della partecipazione dei cittadini e quindi della consapevolezza della partecipazione dei cittadini alla politica. Penso che la democrazia diretta e la democrazia rappresentativa possano vivere in un principio di vasi comunicanti, perché più opportunità diamo alle persone di partecipare e senza dubbio le scelte saranno molto migliori. Per fare questo dobbiamo organizzare anche sui territori forme di consultazioni collettive, con le consulte dei cittadini per esempio. La democrazia anche diretta può essere assolutamente utile e va applicata a partire dai territori, perché dobbiamo abituarci a partecipare, a informarci”. Ciò che deve aumentare è la “cultura della partecipazione”, secondo Fico, ovvero “pensare che i cittadini possano e debbano dire la loro. Dico a tutti i cittadini che è molto utile occuparsi di politica, perché più è forte ed autorevole e più le decisioni vengono prese nell’interesse della collettività”.

Il lavoro della Camera durante il Covid e il taglio dei parlamentari

L’intervista del presidente dell’Aula di Montecitorio si apre facendo il punto sulla gestione della Camera durante l’emergenza Coronavirus: “Non è stato semplice perché anche per noi la situazione era nuova e ci siamo dovuto trovati ad affrontare un punto: fare andare avanti l’attività legislativa coniugandola con la sicurezza di parlamentari e lavoratori. Abbiamo messo in camp una serie di iniziative, un allargamento, anche per garantire i voti su leggi fondamentali come lo scostamento di bilancio. C’è stato un grande lavoro e grande unità da parte di tutti per fare andare avanti la funzione legislativa”.

Con il Sì al referendum costituzionale il taglio del numero dei parlamentari entrerà presto in vigore. Una battaglia storica vinta dal M5s: “Valuto molto importante il fatto di aver portato a termine una riforma costituzionale così importante e soprattutto che il voto del Parlamento alla fine sia stato in grande maggioranza sposato dai cittadini. Ora ci dobbiamo mettere al lavoro perché il taglio dei parlamentari consegna a noi e a me una responsabilità molto grande, ovvero quella di far trovare la Camera nella prossima legislatura pronta alle modifiche e possiamo farlo con la riforma dei regolamenti di Camera e Senato. Quindi a breve inizieremo questo lavoro, molto corposo, di sostanza e non tecnico”.

Fico chiede accordo nazionale su comunali 2021

Fico si sofferma anche sulle elezioni comunali del 2021, quando verranno chiamati al voto alcuni grandi comuni italiani come Roma e Napoli. “Io sono convinto che per il bene generale dei comuni italiani – risponde a Fanpage.it – vada fatto un accordo che sia prima di tutto nazionale tra le forze politiche di maggioranza. Un accordo che sia su ciò che c’è da fare, ma anche un accordo su come il legislatore, il governo, può davvero aiutare i comuni e metterli al centro. Un sindaco che va a fare il sindaco di una grande città e si trova con i bilanci che hanno, si trova con un problema insormontabile e quindi deve avere l’aiuto del Parlamento e del governo. Non è un sindaco di una parte o di un’altra, il punto è aiutare tutti i cittadini aiutando il comune”.

Regeni, Fico annuncia: a breve altre azioni

Infine il presidente della Camera torna su una vicenda su cui si è sempre impegnato e speso in prima persona, quella dell’uccisione di Giulio Regeni e sulla ricerca della verità. “Noi sappiamo che Giulio è stato sequestro, torturato e ucciso dallo Stato egiziano, ovvero da alcune parti interne che fanno parte dello Stato. La magistratura italiana ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone e deve continuare assolutamente il lavoro tra le procure. Comunque vada dovrà essere svolto un processo, è quello che chiediamo all’Egitto, chiediamo continuamente collaborazione”, afferma Fico. Annunciando, infine: “Giulio Regeni è sempre nei miei pensieri e spero di qui a breve di fare altre azioni”.