Terremoto Campi Flegrei, il parroco di Pozzuoli: “Palazzi sventrati e lesionati, siamo stati lasciati soli”

“Ci sono palazzi gravemente lesionati, alcuni sventrati, infissi caduti giù dalle case, parte della montagna ceduta” e il tutto sarebbe avvenuto “nella totale solitudine, assistenza zero”: a denunciarlo è stato Don Mario Russo, parroco di Pozzuoli, città gravemente colpita dal terremoto di ieri sera ai Campi Flegrei.
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"Siamo stati lasciati soli": a dirlo è Don Mario Russo, parroco di Pozzuoli, comune in provincia di Napoli, tra le aree coinvolte dalla forte scossa di terremoto registrata alle 19:46 di ieri, venerdì 31 luglio, con epicentro nei Campi Flegrei e il cui sciame sismico prosegue ancora oggi. Il sacerdote ha deciso di denunciare, attraverso un video pubblicato su Facebook, quanto vissuto già nelle prime ore di ieri proprio a Pozzuoli. Ha infatti raccontato che, dopo la violenta scossa di 4.7, la situazione era davvero critica.

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"Ci sono palazzi gravemente lesionati, alcuni sventrati, infissi caduti giù dalle case, parte della montagna ceduta", ha raccontato il Don. Un elenco davvero allarmante, ma necessario per far comprendere la serietà della situazione. A Pozzuoli, infatti, ci sono stati importanti danni. E le immagini, raccolte anche da Fanpage.it, lo dimostrano.

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Ad appesantire il quadro, è quanto Russo ha rivelato poco dopo e cioè che ieri sera tutto sarebbe avvenuto "nella totale solitudine". Solo dopo diverso tempo, sarebbe arrivata una "camionetta della Protezione civile" ma fino a quel momento "assistenza zero", ha proseguito il religioso.

"Questo è il piano della protezione civile decantato ed efficace della nostra città", ha proseguito aggiungendo che ha sempre cercato di tenere un livello basso; ma che adesso non più tacere proprio per amore della verità e soprattutto della sua città, Pozzuoli, dove è nato e vissuto. "Tutto ciò che è disservizio verrà da me pubblicamente denunciato".

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Appena arrivati, i soccorsi hanno iniziato con le operazioni di evacuazione, assistenza ai feriti e conta dei danni. Questa mattina è stato riferito che si contano ben 250 sfollati, il cui numero è però destinato a salire. Tra loro c'è anche un anziano, allettato, che necessita di cure e, dopo essere stato fatto evacuare, è stato trasferito in ospedale. Si sono registrati 21 feriti, di cui 20 sono stati portati proprio nell'ospedale di Pozzuoli.

Ci sono poi tantissime famiglie che, per ragioni di sicurezza, hanno dovuto lasciate le loro abitazioni: "È tutto rotto. Non possiamo tornare a casa", ha riferito una donna ieri sera a Fanpage.it. Tanti altri hanno raccontato, sempre a Fanpage.it, di essere costretti a dormire in auto: "Qualche volta abbiamo già dormito in macchina, questa volta anche perché è stata la più forte. L'abbiamo sentita proprio fortissima". Infine sono state chiuse tre strade (via Ciliano, via Fasano e per pericolo crollo di un campanile via Sacchini).

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Tra gli edifici leggermente danneggiati, c'è anche la casa del parroco. Danni che lui definisce nulli a confronto ad altri edifici come, per esempio, la Chiesa che dirige che resterà chiusa a tempo indeterminato. La riapertura, infatti, avverrà solo dopo le verifiche sui danni e la staticità dell'edificio.

La situazione è quindi particolarmente pesante. Alle 10 di oggi è stata convocata un'altra riunione del Centro di coordinamento soccorsi in Prefettura dove stanno partecipando il prefetto, i sindaci, le forze dell'ordine, la protezione civile, i soccorsi e tutti coloro che sono stati messi in moto. Anche perché da ieri sera, si sono contati diversi eventi, oltre il centinaio. Il più violento è stata proprio la scossa di 4.7.

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