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Referendum costituzionale 20 e 21 settembre 2020

Beppe Grillo dopo il referendum: “Non credo nella democrazia parlamentare”

Il garante del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, dopo la vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari afferma di non credere alla rappresentanza parlamentare: “Ho contribuito alla democrazia diretta, quindi non credo assolutamente più in una forma di rappresentanza parlamentare ma nella democrazia diretta, fatta dai cittadini attraverso i referendum”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Dopo il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, il co-fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, torna a parlare di rappresentanza parlamentare. Intervenendo al ciclo di dialoghi pubblici ‘Idee per un nuovo mondo' promossi dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, Grillo spiega qual è la sua convinzione: “Quando noi usiamo un referendum, usiamo il massimo dell'espressione democratica. Per me, che ho contribuito alla democrazia diretta, quindi non credo assolutamente più in una forma di rappresentanza parlamentare ma nella democrazia diretta, fatta dai cittadini attraverso i referendum, andare a votare Sì o No alla diminuzione dei parlamentari è come se chiedi a un pacifista ‘sei a favore o no della guerra?”.

Sempre in tema di partecipazione e democrazia, Beppe Grillo prosegue: “Alle elezioni ormai ci va meno del 50%, è una democrazia zoppicante. Si cominciano a prospettare scenari come l'estrazione a sorte, perché no? Perché non posso selezionare una persona con certe caratteristiche? Se una persona in una giuria popolare può dare un ergastolo può anche occuparsi, a tempo determinato, del suo Comune o Paese”.

Secondo il garante del M5s “la democrazia diretta è l'evoluzione della democrazia. Possiamo portare tutto sul digitale”. Poi sul referendum costituzionale del 20 e 21 settembre aggiunge: “Sono andato a votare ancora con la matita copiativa, dietro una cabina, sono cose che non concepisco. In Estonia, Lituania, si fa tutto attraverso il voto elettronico. Possiamo determinare qualsiasi cosa stando seduti da casa”. Infine Grillo parla anche di un altro tema, quello del reddito universale: “Mettiamo al centro la persona invece che il mercato del lavoro, il lavoro non porta più il salario, spariranno quasi un terzo dei lavori conosciuti, quindi dobbiamo avere un reddito universale per tutti per diritto di nascita senza condizionamenti, e una istruzione per tutti, e queste due cose possono salvarci dal prossimo immediato futuro”.

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