Lo scudo penale per l’ex Ilva potrebbe essere considerato nuovamente dal governo. A spiegarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che da Milano afferma: “ArcellorMittal deve ritirare l’atto di recesso e allora possiamo discutere se effettivamente ci sono delle sopravvenienze, che vanno dimostrate e che devono essere di mercato: non parlo quindi dello scudo penale, che non è una sopravvenienza, anche se è un elemento che potremmo andare a considerare. A me interessa il piano industriale. Se c’è la disponibilità a proseguire nel risanamento industriale, a conservare e salvaguardare la stabilità produttiva dell'impianto, io mi siedo cento volte a quel tavolo. Lui, il signor Mittal, ha avviato la battaglia giudiziaria, noi ci stiamo difendendo e lo faremo con la massima determinazione”.

Secondo Conte ciò che farà Mittalnon è ancora chiaro” e anche per questo motivo “l’incontro di domani non sarà risolutivo”. “Quello che vi assicuro – prosegue Conte – è che il presidente del Consiglio domani porterà una posizione molto chiara: abbiamo preso atto del recesso che è stato notificato ai commissari e dell'iniziativa giudiziaria intrapresa da Arcelor Mittal al tribunale di Milano, che vuole dire consegnare le chiavi dell'impianto e andarsene, Questo è per noi inaccettabile, rispetto a contratto vigente, in corso”. Conte chiede un ravvedimento ad ArcelorMittal, ovvero vuole che si mantengano gli impianti. In questo caso, allora, si potrà ripartire con il negoziato.

Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, interviene sul caso dell’ex Ilva e attacca ArcelorMittal: “Per proporre qualcosa, prima la multinazionale deve fare un bagno di umiltà e sedersi di nuovo al tavolo con lo Stato. L’atto portato avanti da questa multinazionale è stato un atto temerario e lo vediamo dalle reazioni delle procure. Devo dire che l'Italia per la prima volta ha reagito in maniera sinergica tra le varie istituzioni che sono indipendenti tra loro”. Il ministro spiega: “Le procure e la Guardia di finanza, che ringrazio, stanno portando avanti le indagini in maniera velocissima per dire alla multinazionale che c'è un contratto, con tanto di addendum ambientale e dettagli sul numero di lavoratori da prendere. Solo una cosa non c'era in quel contratto: lo scudo. Ma tutti stiamo parlando del fatto che abbiamo cambiato le leggi”.