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Ex Ilva ancora a rischio chiusura: il sindaco di Taranto ordina all’alimentazione degli impianti

Il sindaco di Taranto ha imposto con un’ordinanza ad AdI Energia di sospendere entro 30 giorni la centrale termoelettrica che alimenta gli impianti del siderurgico di Taranto. Questo stop può comportare a cascata la chiusura dell’area a caldo, cuore dello stabilimento.
A cura di Davide Falcioni
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Piero Bitetti, sindaco di Taranto, ha disposto la sospensione all'alimentazione degli impianti dell'Ex Ilva, la più grande acciaieria d'Europa. Il rischio è che questo possa tradursi nella chiusura dell’area a caldo.

Il primo cittadino ha infatti imposto con un’ordinanza ad AdI Energia di sospendere entro 30 giorni la centrale termoelettrica che alimenta gli impianti del siderurgico di Taranto. Stando a quanto riferiscono fonti a conoscenza del dossier questo stop può comportare a cascata la chiusura dell’area a caldo, cuore dello stabilimento.

Se la centrale dovesse fermarsi non sarà più possibile recuperare e gestire i gas del ciclo siderurgico che, non potendo essere nemmeno bruciati in torcia, resterebbero privi di qualsiasi possibilità di smaltimento. In queste condizioni – riferiscono fonti informate citate da LaPresse – il ciclo produttivo non può continuare, perché l’impossibilità di gestire i gas del ciclo siderurgico comporta, come conseguenza diretta e inevitabile dell’ordinanza, la fermata dell’area a caldo. Ci sarebbero effetti a cascata, poiché senza l’area a caldo, e quindi senza produzione di acciaio a Taranto, si fermerebbero le lavorazioni a valle nel sito e gli altri stabilimenti del gruppo nel Nord Italia.

Il sindaco – si legge nel documento – ordina "alla società Adi Energia srl in amministrazione straordinaria di sospendere, entro 30 (trenta) giorni, l’esercizio dell’installazione autorizzata con Aia rilasciata con decreto Ministeriale n. 140 del 17.07.2020 e successive modifiche ed integrazioni, fino alla presentazione del Piano di riduzione” delle emissioni "contenente le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti nel rapporto di Vds Taranto dell’anno 2024 e successiva valutazione ed approvazione da parte di Arpa Puglia, Aress Puglia ed Asl Taranto".

La decisione è basata sul "principio di precauzione ambientale", che "impone che quando sussistono incertezze o un ragionevole dubbio riguardo alla esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, possono essere adottate misure di protezione senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l’effettiva esistenza e la gravità di tali rischi".

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