Gli edifici scolastici italiani sono inadeguati. Spesso vecchi e fatiscenti. Con rilevanti problematiche interne (della struttura) ma anche esterne, come quelle riguardanti la posizione, il rumore, lo smog e tanti altri fattori ancora. La fotografia scattata dal rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli è tutt’altro che positiva: riguarda più di 9mila edifici che sono stati monitorati nel 2018. E, come emerso dalle relazioni dei tecnici degli enti locali redatte tre anni fa, ben tremila edifici hanno problemi strutturali di rilievo che riguardano le pareti, i tetti, i solai. Per rimettere in sesto le scuole italiane, secondo i calcoli della Fondazione Agnelli, servirebbero ben 200 miliardi di euro. Una cifra astronomica, che rappresenta l’11% del Pil, ma che è necessaria per la scuola italiana. E quello che serve, sottolinea ancora il rapporto, non sono nuove scuole: perché in Italia da qui al 2030 si dovrebbero perdere ben 1,1 milioni di studenti. Ma quelle che ci sono devono essere risistemate.

Edilizia scolastica, in Italia istituti obsoleti

Gli edifici scolastici sono 39.079 in tutta Italia. Per 23mila di questi, come riporta Repubblica anticipando il report, si conosce l’anno di costruzione: si tratta solo del 59% del totale. Il problema è chiaro: “Il patrimonio edilizio scolastico è inadeguato perché obsoleto”. La metà degli edifici è stata costruita tra il 1960 e il 1985. Due terzi hanno almeno 40 anni. L’età media, poi, è di 52 anni. Con picchi in Liguria (75 anni di media) e risultati meno negativi in Calabria e Molise (42 anni di media).

Le problematiche degli edifici: fattori interni ed esterni

I problemi delle strutture sono sia interni che esterni. E a risentirne sono tutte le dimensioni: la sicurezza, la sostenibilità ambientale e la didattica. Per quanto riguarda i fattori esterni, in ben 4.572 istituti (il 13%) si rilevano fattori di insicurezza nell’ambiente circostante. Poi ci sono le strutture, con scuole considerate fragili e insicure. Non costruite seguendo criteri antisismici e spesso utilizzando materiali scadenti. Le scuole, inoltre, non sono sostenibili dal punto di vista energetico, con la mancanza di doppi vetri o dell’isolamento delle pareti esterne. Mancano, inoltre, i pannelli solari, presenti solo su un quarto delle strutture. Ancora, non sono state abbattute le barriere architettoniche in moltissimi casi e gli spazi per la didattica rispecchiano un approccio tradizionale, penalizzando eventuali innovazioni di qualsiasi tipo. Infine, è scarsa la manutenzione sia ordinaria che straordinaria. E per questa serie di ragioni serve un piano da 200 miliardi, come richiesto dalla Fondazione Agnelli, per ristrutturale il patrimonio scolastico italiano.