Uno slittamento di una settimana. Fino al 17 maggio – almeno – il governo non prenderà alcuna decisione sulle riaperture e sullo spostamento del coprifuoco. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sposa la linea della prudenza e respinge le richieste del centrodestra di governo – Lega e Forza Italia – ma anche di Italia Viva che invece speravano di portare il coprifuoco almeno alle 23 già da lunedì 17. In questa giornata, invece, ci sarà solamente la prima riunione della cabina di regia, che avrà il compito di valutare il da farsi. La conferma su questa data oggi è arrivata anche dallo stesso Draghi, che durante il question time alla Camera dei deputati ha risposto a una domanda sul tema della ripartenza del settore dei matrimoni spiegando che il tema verrà affrontare durante la cabina di regia di lunedì 17 maggio. Riunione interna al governo che servirà anche per decidere il nuovo orario del coprifuoco (alle 23 o alle 24) o la riapertura anticipata di alcuni attività.

La linea che seguirà Draghi sembra essere vicina a quella del ministro della Salute, Roberto Speranza, tra i più rigoristi all’interno dell’esecutivo. Bisogna “bilanciare le ragioni dell’economia e quelle della salute”, sottolinea Draghi ribandendo che serve un “approccio graduale” alle riaperture. Che vuol dire, di fatto, “allentare le restrizioni a seconda dell’andamento epidemiologico e della campagna vaccinale”. E proprio sulle somministrazioni dei vaccini il presidente del Consiglio fornisce, sempre durante il question time, un nuovo elemento: “Tra fine giugno e inizio luglio saranno vaccinati almeno con una dose tutti i fragili e gli over 60, le persone più a rischio”.

Draghi respinge le richieste di Lega e Fi sul coprifuoco

Draghi respinge quindi le richieste del centrodestra di governo, che ieri spingeva per convocare la cabina di regia prima, entro questa settimana, con l’obiettivo di decidere su riaperture e coprifuoco. Lega e Forza Italia hanno alzato la voce dopo che è emersa l’indiscrezione secondo cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, puntava a rinviare ogni decisione di una settimana per valutare gli effetti delle riaperture del 26 aprile. Il centrodestra ha anche presentato una mozione per chiedere riaperture anticipate e coprifuoco alle 23, come richiesto anche dalle Regioni. Anche Italia Viva si è accodata alla richiesta, con una sua mozione che ha gli stessi obiettivi. Sul coprifuoco, comunque, Draghi sembra voler seguire la linea di Francia e Germania, più prudenti della Spagna che ha eliminato il divieto di uscire nelle ore notturne. In Francia il 19 maggio il coprifuoco verrà spostato: non più dalle 19 ma dalle 21. In Germania, invece, è stato spostato dalle 21 alle 22.

Quando e come cambiano coprifuoco e riaperture

La cabina di regia è convocata per lunedì 17 maggio, ma non sarà quella la data di una decisione definitiva sullo spostamento del coprifuoco e sulle riaperture. Servirà poi un Consiglio dei ministri, che potrebbe essere convocato anche martedì 18, per decidere sullo slittamento del coprifuoco, probabilmente alle 23. O anche più avanti, magari venerdì dopo il monitoraggio settimanale dell'Iss. Il nuovo provvedimento potrebbe entrare in vigore della settimana successiva, quindi il coprifuoco potrebbe essere spostato in avanti da lunedì 24. Per l’abolizione del coprifuoco, invece, bisognerà aspettare: non se ne parla prima di giugno. Per le riaperture, inoltre, si dovrà valutare anche il nuovo report settimanale con i dati sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Italia. Se la flessione dei contagi e dei ricoveri dovesse proseguire sulla stessa linea degli ultimi giorni si potrebbe decidere quando far ripartire alcune attività. Come il settore dei matrimoni che, come detto oggi da Draghi, potrebbe ripartire presto. Altra riapertura potrebbe essere quella delle piscine al chiuso: per ora per queste attività non è prevista una data. Nelle settimane finali di maggio potrebbero riaprire anche i centri commerciali nel weekend. Infine, altro discorso ancora per i ristoranti al chiuso: la data finora prevista, quella del primo giugno, potrebbe essere anticipata. E valere anche per il servizio al bancone dei bar.