Il coprifuoco non sarà né cancellato né posticipato di alcune ore questa settimana. La ragione è semplice: la cabina di regia tra le forze di maggioranza per discutere delle prossime riaperture è stata fissata per il 17 maggio, lunedì prossimo. Questo significa che non è previsto alcun cambiamento nella settimana corrente, ma se ne parlerà solo da quella successiva. Nelle ultime ore del resto si era parlato molto del fatto che una decisione, in merito tanto al coprifuoco quanto alle ulteriori riaperture, avrebbe potuto slittare di una settimana. Si era anche detto che dal ministero della Salute ci fosse l'intenzione di rivedere la misura solamente a partire da fine maggio. Dal 24, più precisamente. Ora, con una data fissata per la cabina di regia, è più probabile invece che il coprifuoco venga discusso prima e potrebbe essere modificato già a partire da lunedì prossimo.

Proprio sul coprifuoco le forze politiche continuano a fare pressioni al governo affinché lo elimini del tutto o lo posticipi. Lo chiede sia il centrodestra, ma anche Italia Viva che lo considera una questione fondamentale affinché si possa riaprire al turismo.

Durante la riunione tenutasi oggi a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, soprattutto i ministri di Lega e Forza Italia hanno insistito perché si anticipi rispetto al calendario sulle riaperture già definito dal governo. L'intenzione ora è quella di aspettare il nuovo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, da cui dipenderanno anche i cambi di colore delle Regioni, per poi riunirsi lunedì e decidere se allentare le misure anti-contagio.

Ad ogni modo, al momento non è chiaro se l'intenzione del governo sia quella di cancellare del tutto la misura o, come sembra più probabile almeno in un primo momento, spostare il coprifuoco alle 23 o a mezzanotte. Intanto domani è previsto un incontro tra governo e Regioni sul tema e i governatori, come già hanno fatto in passato, chiederanno almeno di posticipare il coprifuoco di una o due ore per permettere al settore della ristorazione, tra i più colpiti dalle chiusure, di lavorare di più.