Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, chiarisce la posizione del Movimento 5 Stelle sulla crisi di governo e sull’allargamento della maggioranza, commentando le indagini a carico dell’ormai ex segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, per un’inchiesta sulla ‘ndrangheta.”In queste ore siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza, un processo complicato e ambizioso allo stesso tempo, perché il Paese ha bisogno di ricominciare a correre: le imprese devono lavorare, le famiglie hanno il diritto di poter pianificare il loro futuro”, scrive Di Maio su Facebook. Il ministro però ammette: “Con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato, ora mi sento di dire che mai il M5s potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi”. Il riferimento sembra chiaramente a Cesa e alle notizie di oggi sull’indagine a suo carico.

Per l’esponente del Movimento 5 Stelle la posizione è chiara: “È evidente che questo consolidamento del Governo non potrà dunque avvenire a scapito della questione morale, dei valori che abbiamo sempre difeso e che sono fondanti del progetto 5 Stelle. Tutto il nostro sostegno al presidente Giuseppe Conte”. Il ragionamento di Di Maio parte dall’attuale situazione di governo e maggioranza: “In queste ore drammatiche e difficili, con una crisi di governo in piena pandemia per colpa degli egoismi di qualcuno, il Movimento 5 Stelle sta lavorando duramente per assicurare stabilità al Paese. Siamo stati e continuiamo ad essere il baricentro del Governo. Per anni abbiamo sentito parlare di un ritorno al bipolarismo, ma se c’è qualcuno che nei momenti più bui ha tenuto in piedi l’Italia è stato proprio il Movimento 5 Stelle”.

Per Di Maio le forze politiche che hanno sempre ritenuto fondamentale assicurare “solidità economica e sviluppo sociale si sono infatti dimostrate poi le più egoiste: vedi Matteo Salvini, vedi Matteo Renzi”. Il ministro degli Esteri rivendica quindi il ruolo del M5s: “La forza del Movimento – con tutti i nostri difetti, per carità – ha garantito a questo Paese stabilità nei momenti più difficili, come quando rischiavamo l’aumento dell’Iva nell’estate 2019 durante la crisi del Papeete. Ciò che andrebbe riconosciuto al Movimento (oltre ai provvedimenti portati a casa che durante questa pandemia si sono rivelati lungimiranti) è aver chiuso ogni spazio di manovra a chi credeva che la politica fosse un salvacondotto dai problemi giudiziari. Di fronte ad ogni più piccolo sospetto (di altri, ricorderete il caso Siri) abbiamo agito garantendo pulizia a tutto il sistema. Sono questi i principi che da sempre regolano ogni nostra iniziativa”. Da qui le parole che sembrano chiudere a un’alleanza con Cesa.