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Conte parla della sua malattia: “Intervento delicato, ho temuto il peggio”

Il presidente del M5s Giuseppe Conte torna a parlare dopo la delicata operazione, annunciata lo scorso 27 aprile, che lo ha costretto a interrompere la sua attività politica: “Ho subito un intervento delicato, sono stati giorni difficili ma ora sto bene”.
A cura di Giulia Casula
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Giuseppe Conte torna a parlare dopo giorni di assenza dalla scena politica. Lo scorso 27 aprile il presidente del M5s, a sorpresa, nel bel mezzo del tour di presentazione del suo nuovo libro, aveva annunciato di dover annullare tutti i suoi impegni a causa di un'operazione urgente. Un intervento chirurgico per asportare una neoplasia, spiega oggi, che si è concluso positivamente ma che lo ha costretto a fermarsi per diverse settimane.

"Ho temuto il peggio, ma grazie a Dio ora sto bene", ha dichiarato Conte in un'intervista al Corriere della Sera, parlando della sua malattia. "Ho subito l'asportazione d'urgenza di una neoplasia. L'intervento è stato delicato, ma è andato molto bene ed è stato risolutivo". Fortunatamente, "l'esame istologico ha confermato che si trattava di una formazione benigna, il che mi consente di tornare alla vita di prima senza nessuna conseguenza".

Per il leader pentastellato "sono stati giorni duri, con la vita che in un secondo non è più la stessa. Voglio ringraziare Olivia, mio figlio e i miei familiari, che mi sono stati sempre accanto, ringrazio l'équipe medica che mi ha seguito e la mia comunità politica. Tutti si sono stretti attorno a me, mi hanno riempito d'affetto", anche da parte di "tantissimi colleghi dei partiti di opposizione, ma anche del governo e dal mondo dell'informazione. Ho apprezzato molto. Ho sempre pensato che la lotta politica non deve mai oscurre la sensibilità umana, che viene prima. È quel che ho cercato di fare in questi anni di impegno e in questa prova mi è stato restituito".

Uno stop forzato che "mi è pesato", dice. "Da quando ho iniziato a fare politica non mi ero quasi mai fermato, se non per pochissimi giorni di riposo. Questa volta ho dovuto annullare appuntamenti in tutta Italia e saltare anche il Primo Maggio, che avevo programmato di passare con i lavoratori che rischiano il posto e per i quali continueremo a batterci".

Ora però, Conte è pronto a tornare sul campo e riprendere a dare battaglia al governo. ‘Trovo molto grave che, mentre c'è una guerra in Iran e una crisi energetica che mette in ginocchio famiglie e imprese, Meloni faccia vertici a Palazzo Chigi per acconciarsi una legge elettorale che le permetta di vincere", dice a proposito della riforma elettorale su cui spinge la maggioranza. "Più che una accelerazione vedo un pantano, con Meloni che vorrebbe andar dritto e Lega e Forza Italia in disaccordo su punti cruciali, non dettagli. Per noi sono fondamentali le preferenze, mentre questo premio abnorme non va, distorce la rappresentatività'‘, commenta.  Il suo giudizio è netto: "Nessuna ambiguità, è una riforma da bocciare. E se insisteranno la nostra contrapposizione sarà durissima", assicura.

Per il governo "mi sembra che la fase sia sempre la stessa, la fase zero. Zero virgola del Pil, zero riforme in quattro anni, zero aiuti sulla benzina che è tornata a salire, zero misure per gli stipendi, zero tagli delle tasse e pressione fiscale record, zero sostegni alle imprese nonostante il tracollo della produzione", prosegue.

Sul fronte dei rapporti con gli Usa, per Conte, "Trump si sta indebolendo". I suoi "attacchi insensati e inaccettabili contro il Papa lo allontanano dal mondo cattolico e non solo" ma il "nostro governo si sveglia tardi da questo incantesimo verso Washington".

Parlando della missione della Flotilla, l'ex premier sostiene che "il nostro governo non trova la dignità di tutelare neppure i nostri connazionali contro questi atti di pirateria internazionale. Resta una politica anti italiana, contro i nostri interessi e i nostri valori".

Nel frattempo il campo largo, nonostante i sondaggi a favore, sembra essere in stallo su leadership e piattaforma comune. "Noi ora siamo concentrati sul programma. Tra pochi giorni avremo 100 spazi aperti per la democrazia, perché per prima cosa dobbiamo coinvolgere i cittadini per un programma condiviso", replica. Poi si penserà a come individuare la guida della coalizione: "Solo così, in una fase successiva, le primarie potranno essere un momento di vera partecipazione democratica. Le primarie possono essere un'ottima soluzione proprio per scongiurare derive leaderistiche", spiega. "Quanto a me, ci sono e decideremo insieme alla mia comunità", conclude.

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