video suggerito
video suggerito
Caso Paragon

Caso Squadra Fiore, spunta l’ombra di Paragon: nelle carte si parla di “prodotto israeliano”

Tra intercettazioni su WhatsApp e il riferimento a un “prodotto israeliano”, le carte sull’indagine della “squadra Fiore” delineano un quadro che sembra andare ben oltre il semplice dossieraggio e richiamare invece il mondo delle tecnologie di sorveglianza avanzata, in cui operano realtà come Paragon Solutions. Elementi che potrebbero essere distinti, ma che letti insieme suggeriscono un possibile intreccio: quello tra attività illegali tradizionali e l’uso di strumenti digitali di nuova generazione, capaci di ridefinire profondamente i confini dell’intercettazione.
A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Tra le carte dell'indagine sulla cosiddetta "Squadra Fiore", il gruppo finito sotto la lente della Procura di Roma nell'ambito del filone nato attorno alla società Equalize S.r.l.,emerge un passaggio che sembra spingere la vicenda oltre il perimetro, già ampio, del dossieraggio e degli accessi abusivi a banche dati. In un punto degli atti, che Fanpage.it ha potuto visionare, compare infatti un riferimento sintetico ma molto significativo: quello a un "prodotto israeliano". Una formula breve, quasi marginale nella costruzione del documento, ma che acquista peso se letta insieme al resto del quadro investigativo. Non è infatti un dettaglio isolato, quanto più un elemento che si inserisce in una narrazione fatta di strumenti sofisticati, comunicazioni schermate, tecniche di anonimizzazione e capacità operative che, per livello e complessità, difficilmente possono essere ricondotte a pratiche improvvisate.

L'indagine, che coinvolge anche la figura di Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI, parte dei servizi segreti italiani), ora accusato di peculato e di accesso abusivo a un sistema informatico, descrive un sistema strutturato: un gruppo che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato per acquisire informazioni sensibili, costruire dossier e metterli a disposizione di committenti interessati a influenzare ambiti politici ed economici. In questo contesto, il riferimento a un "prodotto israeliano" sembra evocare una categoria ben precisa di strumenti, quelli legati alla sorveglianza digitale avanzata. È qui che, per coerenza tecnica e contesto, il rimando può essere avvicinato a realtà come Paragon Solutions, società tecnologica israeliana specializzata nello sviluppo di software di sorveglianza avanzati, finita al centro dell'attenzione internazionale per l'uso dei suoi strumenti in operazioni di spionaggio ai danni di attivisti e giornalisti, tra cui anche due giornalisti di Fanpage, il direttore Francesco Cancellato e il capo servizio Ciro Pellegrino.

Non si tratta di un collegamento esplicito o dimostrato negli atti, ma di una convergenza di indizi che, letti nel loro insieme, orientano l'interpretazione verso un ambito ben preciso: quello delle tecnologie di intercettazione e analisi dei dati ad alto livello, dove il confine tra sicurezza, intelligence e uso improprio degli strumenti può diventare difficile da tracciare.

Le intercettazioni WhatsApp

È però a pagina 2 degli atti che il quadro si fa più concreto. L'indagine descrive nel dettaglio le attività attribuite al gruppo: accessi abusivi a banche dati protette, acquisizione illecita di tabulati telefonici, realizzazione fraudolenta di riprese audio e video di incontri privati e, soprattutto, intercettazioni di comunicazioni "specie di natura telematica (email, chat WhatsApp, etc.)". Un passaggio cruciale, perché introduce un nodo tecnico preciso. Intercettare comunicazioni su WhatsApp non è, infatti, un'operazione banale. La piattaforma utilizza la crittografia end-to-end, che teoricamente impedisce a terzi di accedere ai contenuti durante la trasmissione. Quando negli atti si parla esplicitamente di intercettazioni di chat WhatsApp, il tema si sposta inevitabilmente su un altro piano: per ottenere quei dati è necessario intervenire sul dispositivo, non sulla piattaforma. Ed è qui che il quadro investigativo incrocia un ulteriore livello di lettura: tra gli strumenti noti pubblicamente per questo tipo di capacità c'è Graphite, lo spyware sviluppato proprio da Paragon Solutions. Un software in grado di infettare uno smartphone attraverso tecniche "zero-click", senza alcuna interazione da parte dell'utente, sfruttando vulnerabilità sconosciute (le cosiddette zero-day). Una volta installato, consente un accesso pressoché totale al dispositivo: messaggi, file, contatti, posizione, fino all’attivazione di microfono e videocamera. Il punto centrale è proprio questo: strumenti di questo tipo non "bucano" WhatsApp nel senso tradizionale, ma aggirano la crittografia intercettando i dati direttamente sul telefono, prima che vengano cifrati o subito dopo essere stati decifrati. Questo non significa che Graphite sia l'unico sistema esistente o che sia necessariamente quello utilizzato nel caso specifico, ma è una modalità perfettamente compatibile, sul piano tecnico, con quanto descritto negli atti: intercettazioni di comunicazioni telematiche, installazione di strumenti sui dispositivi, utilizzo di tecnologie avanzate.

Due piani separati o un unico sistema?

A questo punto il nodo si fa evidente. Da una parte, le carte parlano di intercettazioni su chat WhatsApp, di strumenti installati sui dispositivi e di un'organizzazione in grado di operare con tecniche sofisticate. Dall'altra, compare il riferimento a un "prodotto israeliano", che richiama un ambito ben preciso: quello delle tecnologie di sorveglianza israeliana avanzata, in cui si muove proprio Paragon Solutions. Le due cose potrebbero essere indipendenti. Potrebbero appartenere a livelli diversi della vicenda, senza un collegamento diretto. Ma lette insieme, all'interno dello stesso impianto investigativo, suggeriscono anche un'altra possibilità: che si tratti di due tasselli dello stesso sistema operativo.

La domanda che sorge spontanea è quindi: il caso della "Squadra Fiore" riguarda solo dossier e accessi abusivi o si intreccia con il mondo, molto più complesso, delle tecnologie di intercettazione di ultima generazione come quella di Paragon Solutions e del loro possibile utilizzo?

(AVS): "Squadra Fiore dietro spionaggio illegale a direttore Fanpage Cancellato? Governo chiarisca"

Nel frattempo, sul piano politico, arrivano le parole di Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato: "L'Italia si conferma come un paese di spiati, e di spioni. Dopo la clamorosa vicenda dello spionaggio ai danni di Luca Casarini e don Mattia Ferrari di Mediterranea, Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino di Fanpage e molti altri attraverso il software israeliano Graphite di Paragon, in dotazione tra gli altri anche ai nostri servizi, nei mesi scorsi la magistratura ha scoperto due gruppi di dossieraggio illegale paralleli: la società Equalize a Milano e la squadra ‘Fiore' a Roma. Gruppi che agivano nell'ombra e potevano vantare agganci e connivenze con soggetti dei servizi. Desta particolare preoccupazione la squadra ‘Fiore' di Giuseppe Del Deo, ex numero due dell'Aisi, la sicurezza interna, e del Dis, organo di collegamento dei servizi, che agiva all'interno dei servizi utilizzando per fini non istituzionali le banche dati del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale al fine di acquisire informazioni e utilizzarle per influenzare settori della politica e dell'imprenditoria", dichiara.

"Particolare inquietante emerso dalle indagini è che la squadra di collaboratori di Del Deo, che si occupavano delle attività clandestine di tipo para investigativo, venivano denominati convenzionalmente i ‘neri'. Da quanto risulta, il sospetto dei Pm è che ci possano essere proprio gli spioni privati di Del Deo dietro alle intercettazioni non autorizzate dei servizi segreti. Quindi potrebbero essere stati proprio i ‘neri' a spiare illegalmente il direttore di Fanpage Francesco Cancellato visto che l'Aisi riconosce solo lo spionaggio autorizzato ai vertici di Mediterranea e non quello su Cancellato" aggiunge il capogruppo di Avs, per poi concludere: "La vicenda si infittisce e Avs chiede verità. Il governo deve chiarire".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views