Trasmissione televisiva "Porta a porta"

Negli ultimi due giorni gli occhi degli italiani erano tutti puntati sul voto di fiducia del Senato, che con 165 favorevoli, 141 contrari e tre astenuti ha dato il via libera all'ultimo atto della manovra bis che dovrebbe traghettare l'Italia fuori dalla crisi. Tra le modifiche più importanti indubbiamente l'aumento dell'Iva ha catalizzato l'attenzione dei media, tanto che un altro emendamento è passato inosservato o quasi. Ad essere sfuggito dai riflettori è l'articolo 13 della manovra correttiva, quello sui costi della politica, che è stato completamente modificato. Nella teoria, era infatti previsto che il taglio alle indennità dei parlamentari fosse permanente, con una riduzione dello stipendio (per approfondire rinviamo a un' infografica video, in esclusiva per Fanpage, che ci mostra quanto percepisce la Casta nostrana). Nella pratica, invece, grazie alle modifiche blindate e approvate ieri a Palazzo Madama, la riduzione riguarderà solo l'intervallo 2011-2013 (10% sui redditi superiori ai 90mila euro e 20% sopra i 150mila euro). Inoltre per quanto riguarda le indennità di carica il taglio è stato abbassato al 20% per le quote superiori a 90 mila euro annui d'indennità e al 40% a partire da 150 mila euro.

Alla luce di queste evidenze, dunque, lo stoicismo del deputato del Pdl, Massimo Paniz, intervistato al programma la Zanzara su Radio 24, è da ammirare. Dopo quanto aveva già fatto Rotondi, che ad inizio estate, quando si iniziava a parlare di riforma fiscale e di possibili tagli alla politica, aveva impugnato la causa della Casta con dichiarazioni del tipo: “Coccoliamoli i parlamentari, tanto nel Paese comunque ci detestano”, e il caso più recente di Laura Allegrini, senatrice del Pdl ("Noi politici guadagniamo poco e soffriamo la solitudine"), è arrivato un altro dramma umano a sconvolgere il partito del premier: “E’ ingiusto il trattamento economico nei confronti dei parlamentari. Dalla mia attività di parlamentare, con gli ultimi tagli che sono stati disposti, se va bene riesco a prendere 300 euro al mese”, ha affermato Paniz.

Così, nel corso dello show condotto da Cruciani, il parlamentare comprova il suo vittimismo: "I conti sono matematici: prendo 4500 euro di indennità che, ridotte al 40% perché ho un’altra attività, arrivano a 2700 euro Questi vanno ridotti del 20% dell’emolumento originario come contributo di solidarietà, cioè 900 euro, e arriviamo a 1900 dai quali vanno tolte le imposte e arriviamo a circa alla metà. Togliamo infine il contributo per tutti i parlamentari del Pdl di 800 euro e come vede io ci perdo a fare il parlamentare. È un semplice conto matematico. Se i giornalisti controllassero e si informassero meglio non si sarebbe sollevato un polverone inutile".

Eppure a nostro avviso c'è qualcosa che non va. Non tanto perché Maurizio Paniz è un avvocato, diventato peraltro popolare per aver difeso Elvo Zornitta, indagato nell'indagine su Unabomber, ma quanto per il fatto che il deputato veneto è al quinto posto della classifica dei politici più ricchi d'Italia, avendo dichiarato 1.765.878 euro (preceduto dalla collega Giulia Bongiorno, dal finiano Giuseppe Consolo, dal deputato del Pdl Antonio Angelucci e da Silvio Berlusconi). Ma Paniz dice di guadagnare solo 300 euro da parlamentare con la propaganda anti-casta sobillata negli ultimi tempi che (non) ha portato ai tagli per le loro indennità coll'ultima manovra. Magari una soluzione ci sarebbe: dimissioni.