"Se Renzi dichiarasse di non voler sostenere più questo governo di sinistra, ma di avere altre ambizioni, Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione", lo ha detto Mara Carfagna, ospite a Milano del Linkiesta Festival, rispondendo con una battuta a chi gli domandava se immagina un'esperienza nel centrodestra diversa da Forza Italia, e insieme al fondatore di Italia Viva, suggerendo appunto il nome ‘Forza Italia Viva'.

"Non so cosa accadrà nei prossimi giorni, ma molte persone dopo 25 anni non si sentono a proprio agio in Forza Italia, oggi si sentono a casa d'altri", ha aggiunto. Carfagna ha comunque precisato: "Una cosa mi è molto chiara: il mio campo di gioco resta il centrodestra. Ho molto rispetto per il percorso che sta facendo Matteo Renzi, ma non è sovrapponibile al mio, perché sta sostenendo un governo di sinistra con Leu e M5s. In questo momento giochiamo in due metà campo differenti". Quella attuale comunque "è una fase di passaggio che non riguarda i miei destini personali – ha sottolineato la vicepresidente della Camera – è una fase di passaggio per la nostra comunità, cosa accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni non lo so, su questo ci stiamo ragionando".

Poche settimane fa era stata Maria Elena Boschi a fare un un invito alla collega, ribadendole la sua stima: "Mara non va tirata per la giacchetta. Però capisco benissimo il suo imbarazzo ad andare doman(riferendosi alla manifestazione della Lega lo scorso 19 ottobre ndr) a Roma con Casapound".

"Oggi io non vedo un centrodestra, vedo una destra-destra. Va riequilibrato", ha aggiunto l'esponente di FI. "Ora mi sembra che FI abbia preso un'altra strada e la Commissione Segre è emblematica, avremmo dovuto votare a favore di quella commissione. Segre è un monumento della Storia. È stato commesso un errore, per sudditanza psicologica, ci fa del male dal punto di vista dei consensi e delle alleanze europee". Carfagna ha spiegato di "non accettare la sudditanza psicologica alla destra estrema. Non è ineluttabile che il nostro partito resti bloccato al 5% ma vedo un atteggiamento rinunciatario".