"Noi abbiamo perso per un'idea, un valore, un ideale, non per un mojito", lo ha detto Maria Elena Boschi dal palco della Festa dell'Unità di Firenze, riferendosi alla sconfitta subita dal Pd al referendum sulle riforme istituzionali del governo Renzi. "Salvini all'inizio della legislatura – ha proseguito Boschi – disse che aveva regalato a tutti i ministri una foto di Renzi dicendo che aveva resistito solo mille giorni e invitandoli a non ripetere gli stessi errori. La foto oggi la possiamo rispedire con tanti bacioni perché noi siamo stati al governo tre anni".

Per l'ex ministro dem comunque la necessità di riforme non è venuta meno: "Se passa il taglio del numero dei parlamentari, dovremo cambiare la legge elettorale perché altrimenti sarebbe un sistema iniquo, ma non credo che possa ripartire un progetto ampio come la nostra riforma, bocciata dal referendum. Però servirebbe al Paese. Non credo che abbiamo superato le difficoltà da cui quella riforma nasceva. Intanto cerchiamo di lavorare bene insieme sulla legge di bilancio, poi non voglio mettere limiti alla provvidenza". 

Per quanto riguarda il nodo sottesegretari, la cui lista completa dovrebbe essere resa nota nella giornata di domani, la dem ha assicurato che non c'è alcuno scontro con gli alleati di governo: "C'è una trattativa, che ovviamente seguono i segretari di partito, quindi Zingaretti, come è normale che sia".

La deputata ha ribadito quanto già sostenuto dal senatore Matteo Renzi, e cioè che votare la fiducia al governo giallo rosso è stato un atto non semplice: "Se dicessi che ho votato la fiducia a cuor leggero mentirei: è costata molta fatica, a me come ad altri, ha spiegato.

Boschi non ritirerà le denunce partite nei confronti dei Cinque Stelle: "Non dimentichiamo le frasi che ci sono state, che hanno riguardato, anche me personalmente come altri esponenti, da Matteo Renzi a tanti altri. Non le dimentichiamo, ed è il motivo per cui io sul piano personale non ritiro le denunce che ho fatto anche verso esponenti di M5s. Però la politica non si fa con il sentimento personale, si fa negli interessi del Paese, negli interessi degli italiani".

"Ci siamo trovati ad agosto, per colpa di Salvini – ha aggiunto Boschi – in una situazione critica, in cui rischiavamo di mettere in ginocchio il nostro Paese, con un'economia che purtroppo il governo precedente aveva ridotto in condizioni di non crescita. Abbiamo evitato di vedere l'aumento dell'Iva che avrebbero pagato gli italiani, tutti noi; di andare contro l'Europa come nel progetto di Salvini. Io credo che questo sia un gesto apprezzabile, per cui dovremmo dire grazie anche a chi, come Matteo Renzi per esempio, pagando un prezzo anche alto a livello personale, ha deciso comunque di anteporre l'interesse del Paese, e noi con lui stiamo facendo questo".

"Noi, almeno il gruppo che ha sempre fatto riferimento a Matteo Renzi stiamo nel Pd, lo abbiamo sempre detto. Ovviamente se da qui alla Leopolda dovesse cambiare qualche cosa ne discuteremmo tra di noi, ne discuteremo con Zingaretti", ha detto a proposito dell'ipotesi di un nuovo partito formato dall'ex premier Renzi. "Non sarà una scissione nel caso – ha proseguito -, dovremo capire le condizioni. Certo, se è vero che si pensa a un rientro di D'Alema e Bersani, penso che dovremo discuterne dentro al Pd".

Boschi guarda già alle regionali 2020 in Toscana: "Penso sia utile scegliere rapidamente il candidato o la candidata: è vero che sono fondamentali idee e programmi, ma abbiamo visto che serve anche avere una candidatura forte, quindi credo che prima si decide e meglio è".

"Temo per esperienza vissuta sulla nostra pelle, che non basti il lavoro svolto. Non ho dubbi sulla buona amministrazione in Toscana, sul lavoro eccellente di questi anni, come potevamo dirlo del governo nazionale quando abbiamo affrontato le Politiche 2018. Però non basta per vincere le elezioni. Dobbiamo immaginare quali sono le proposte per il futuro". Boschi pensa a "un'alleanza ampia, non soltanto con le forze politiche, ma con le forze vive di questa regione, l'associazionismo, il mondo imprenditoriale, i nostri sindaci, le famiglie, gli insegnanti, che hanno voglia di salvare questa regione dalla destra di Salvini".