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"A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina". Questa frase celebre di Giulio Andreotti, padre costituente della Repubblica e della Realpolitik, sette volte Presidente del Consiglio, ci spinge oggi a guardare con attenzione a quanto sta accadendo in Italia.
La rottura con il trumpismo
Ci sono due notizie rilevanti. La prima è che Giorgia Meloni ha rotto con il Presidente Trump, definendo "inaccettabili" le sue parole sul Papa. Meloni è in calo nei sondaggi e ha subito una batosta elettorale; partendo da questo dato, cerca ora di smarcarsi. Pesa anche la sconfitta di Orbán in Ungheria e quello che potremmo definire l'"abbraccio letale" di JD Vance, che è andato a Budapest per sostenere Orbán senza portargli fortuna.
Giorgia Meloni si sta quindi riposizionando all'interno di un blocco di destra conservatore europeo che rompe l'asse con il trumpismo.
Il fronte israeliano e il Libano
La seconda notizia riguarda la sospensione del rinnovo automatico degli accordi tra Italia e Israele. A pensar male, ci si chiede come mai si arrivi a questo solo ora, dopo un genocidio e dopo che Meloni aveva attaccato la missione umanitaria a Gaza sostenendo che ostacolasse la pace. Oggi però il comunicato ufficiale parla chiaro: vista la condizione attuale, il protocollo non sarà rinnovato.
Sullo sfondo c'è la guerra in Libano. La missione Unifil è stata speronata per due volte in 24 ore dai mezzi israeliani, che continuano a sparare e lanciare bombe anche nelle zone dove è presente la missione internazionale dell'ONU. Ricordiamo che Unifil è sotto il nostro comando dal 2006, alternato semestralmente con la Francia.
Questo riposizionamento segna il declino del trumpismo per come lo abbiamo conosciuto.
Meloni non rinnega i suoi valori, ma da politica abile capisce che quando la nave affonda i topi scappano. Trump è in difficoltà: le midterm si avvicinano e si è infilato in una guerra contro il regime iraniano dalla quale non può uscire bene. O intraprende un conflitto lungo dai costi umani ed economici pazzeschi, o fa un passo indietro confermandosi quello che negli Stati Uniti chiamano "taco": uno che minaccia e fa la voce grossa, ma poi si ritira all'ultimo.
Mentre si osserva il blocco navale di Hormuz e il passaggio di una nave cinese nello stretto, è evidente che la destra europea si stia riorganizzando. E la prima a fare questo passo è stata proprio Giorgia Meloni.
Oggi Scanner parte da qui.