Accordo Ue-Israele, Fratoianni: “Meloni si indigna con Ben Gvir ma dopo le parole cosa fa? Nulla”

Nel corso di una puntata speciale di Scanner Live con Valerio Nicolosi e Annalisa Girardi, dedicata all’evento Justice for Palestine, Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti e Marco Grimaldi hanno rilanciato la richiesta di sospendere l’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele. Criticando la “indignazione selettiva” del governo Meloni.
A cura di Giulia Renda
Immagine

La pressione dell’opinione pubblica può davvero incidere sulla fine del genocidio e dell’isolamento di Gaza?”. È attorno a questa domanda, lanciata durante l’evento dedicato alla campagna Justice for Palestine, che si è sviluppato il confronto tra Valerio Nicolosi, Annalisa Girardi ed esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra nel corso di una puntata speciale di Scanner Live. L’iniziativa è stata anche l’occasione per celebrare il raggiungimento di un milione di firme raccolte a sostegno della richiesta di sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele.

Nicola Fratoianni: “Le parole non bastano più”

“Abbiamo travolto il muro del milione di firme in pochissimi mesi”, ha rivendicato il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlando di una “mobilitazione enorme, trasversale, potente”. Per Fratoianni il punto centrale non è ideologico ma giuridico. “Noi oggi non chiediamo qualcosa di rivoluzionario, chiediamo semplicemente il rispetto del diritto internazionale”, ha detto. Da qui l’accusa al governo Meloni di essersi limitato a un cambio di tono senza modificare realmente la propria linea politica. “È una manovra di maquillage elettorale, ma non segnala un cambiamento di posizione”, ha affermato.

Le poche risposte arrivate finora sono arrivate perché "l'unica cosa che paga è la lotta, la mobilitazione. È ciò che ha fatto paura al governo: hanno visto che anche nel loro elettorato l'atteggiamento che hanno tenuto per tre anni sul genocidio a Gaza era inaccettabile". Al suo posto però arrivata una "indignazione selettiva: Ben-Gvir, perché ha avuto un atteggiamento oltraggioso, e i coloni violenti. Ma fanno finta di non sapere che Ben-Gvir non è un eccezione: è lo specchio perfetto del governo fascista, razzista e suprematista di Netanyahu".

Fratoianni ha rilanciato la richiesta di misure concrete: "Se condannano l'attacco alla Flotilla, bene. Ma dopo le parole, cosa fate? Chiedete la sospensione dell’accordo di associazione con Israele? Fate le sanzioni al governo? Riconoscete lo Stato palestinese? Nulla, zero”. Secondo il segretario SI, l’Europa potrebbe cambiare posizione se uno dei grandi paesi fondatori decidesse di rompere l’attuale equilibrio politico. “Se l’Italia si schierasse dalla parte giusta, insieme ad altri governi europei, quell’equilibrio potrebbe cambiare davvero”, ha concluso.

L'impunità di Israele e il peso dell'opinione pubblica

Nel dibattito, la deputata AVS Elisabetta Piccolotti ha sostenuto che “tutti i piccolissimi passi avanti che si sono prodotti, persino quest’ultimo mezzo e un po’ falso mutamento di atteggiamento del governo sono dovuti esclusivamente alla pressione dell’opinione pubblica”. Un riferimento al recente irrigidimento dei toni da parte dell’esecutivo Meloni nei confronti del governo israeliano: negli ultimi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato pubblicamente il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir e alcune operazioni militari a Gaza, pur continuando a escludere la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, richiesta invece avanzata dalle opposizioni e da parte della società civile mobilitata sulla campagna “Justice for Palestine”.

Secondo Piccolotti, senza la mobilitazione “questa storia si sarebbe svolta con i riflettori spenti” e si sarebbero create “condizioni di totale impunità”. Da qui la convinzione che la battaglia politica debba ora concentrarsi sul rapporto tra Europa e Israele: “Oggi riusciremo anche a ottenere quello per cui ci stiamo battendo: la sospensione dell’accordo tra l’Europa e Israele”.

Anche Marco Grimaldi, deputato alla Camera per Sinistra Italiana, ha insistito sul nodo dell’accordo Ue-Israele, definendo “evidente” la contraddizione europea.“Questo accordo ha una clausola ben precisa, che è proprio il rispetto dei diritti umani, rispetto che in questo caso non c’è”, ha dichiarato il deputato AVS. “Eppure l’accordo è ancora in piedi indisturbato”, ha aggiunto, sottolineando come le istituzioni europee continuino a non tradurre in atti concreti le prese di posizione politiche degli ultimi mesi.

Membership autopromo
OFFERTA LIMITATA

Attiva 14 giorni di prova gratuita

Naviga senza pubblicità, podcast e newsletter esclusive. Dopo 14 giorni paghi 90€/anno. Disdici quando vuoi.

Abbonati a Fanpage.it
api url views
La rassegna stampa per capire il mondo, ogni mattina.
Crea un account su Fanpage.it ed inizia a seguire Scanner
Immagine
Immagine

Scanner