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I corpi sono politici e il loro utilizzo lo è ancora di più. Ce lo ha mostrato la Flotilla, ce lo hanno mostrato le femministe nei decenni nei quali hanno lottato per la riappropriazione del corpo. I corpi sono sempre politici e sempre lo sono stati, eppure in alcuni momenti è più evidente. Lo sono soprattutto quando i corpi intermedi della società vengono meno alla loro funzione di rappresentanza. Partiti, sindacati, associazioni. Quando c'è un vuoto è naturale che venga riempito e in questo caso il vuoto è di rappresentanza.
I corpi nella storia contemporanea
Pensateci: nel secolo scorso quando è successo che i corpi sono diventati politici? Dopo prima guerra mondiale, quando bande di reduci si sono organizzate in una società in crisi di identità che ha aperto le braccia al fascismo. I corpi esposti sono stati un atto politico alla fine della Seconda guerra mondiale: pensate a Mussolini e a Petacci a Piazzale Loreto, esposti penzolanti esattamente come era avvenuto pochi giorni prima con dei partigiani. Lo sono stati negli anni '70 quando i corpi dei giovani erano espressione di libertà rispetto ad una società ancora molto conservatrice. Lo sono stati negli anni '90, in quell'interregno dopo il discioglimento dell'Unione Sovietica e prima della guerra globale al terrore post 11 settembre 2001. Penso soprattutto alla marcia dei 500 di Sarajevo e ai corpi usati come scudi umani, ma anche quelli attorno alla La Muqāṭaʿ a Ramallah, la casa dove Arafat viveva assediato dall'IDF.
Il mondo cambia e i corpi tornano centrali
Oggi viviamo una fase di transizione tra il vecchio mondo che abbiamo conosciuto ma che ormai è tramontato e quello nuovo, fatto di autocrazie, sorveglianza, controllo e guerre che ancora dobbiamo scoprire. In questa transizione diventa importante il corpo nel suo atto politico più alto: mettersi contro il potere. La Flotilla ha fatto questo riaccendendo la luce su Gaza e lo sta facendo anche il convoglio di terra della Sumud, fermato nella Libia orientale, la Cirenaica, dove comanda il generale Haftar. Alcuni sono stati arrestati, tra loro c'è anche Nico Centrone che poche ore prima dell'arresto scriveva:
Ciao Valerio, volevo dirti che domani il convoglio procederà verso Sirte, correndo tutti i rischi del caso. Potrebbero esserci arresti o altri problemi, ma abbiamo deciso di documentare l'impedimento da parte di Haftar in maniera da poterlo comunicare ai media chiaramente e con forza.
Poche ore dopo è stato arrestato, ancora non sappiamo in che tempi sarà rilasciato e rimpatriato, quello che sappiamo è che oggi i corpi in ogni forma sono politici: ci sono quelli che schiacciano l'altro, come quelli dei soldati dell'IDF fotografati nelle case di Gaza con l'abbigliamento intimo delle donne palestinesi, e ci sono quelli che subiscono la violenza fino al punto più estremo: la morte.
Ci sono quelli che potrebbero stare a casa, sul divano a commentare sui social quello che fanno gli altri, come i tanti troll che ci sono in circolazione, invece si mettono a disposizione con la loro carne, le loro ossa, e via terra o via mare decidono che il momento dei corpi intermedi e della rappresentanza indiretta è passato, che c'è bisogno di un'azione diretta per mettere in discussione il nuovo mondo che sta nascendo.
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