I gilet gialli francesi non sono poi così diversi dal Movimento 5 Stelle. Almeno stando a quanto afferma il fondatore del Movimento Beppe Grillo in un colloquio con il Fatto Quotidiano. “I gilet gialli – afferma – hanno venti punti di programma, non parlano solo di tasse, vogliono il reddito di cittadinanza, pensioni più alte, tutti temi che abbiamo lanciato noi, ma sui giornali finiscono per aver contestato le tasse sulla benzina, cioè l'unica cosa giusta che ha fatto Macron”. Secondo Grillo, quindi, è giusta l’idea di Macron di aumentare il prezzo della benzina che, anzi, “dovrebbe essere molto più alto se consideriamo le esternalità negative prodotte dalle automobili, almeno il doppio di quello che paghiamo oggi”.

In sostanza secondo Grillo la politica dovrebbe dire: “Entro quattro anni la benzina andrà a quattro euro, il primo anno sale di un euro, il secondo di un altro euro e così via, regolatevi di conseguenza, solo così si innesca l'innovazione”. E proprio di politica continua a parlare il fondatore del M5s, riferendosi alla situazione italiana: “Ci sono grandi talenti ma manca la politica, e se la politica non indica una strada, finisci vittima del cambiamento tecnologico, dobbiamo prima di tutto metterci d'accordo su che vita vogliamo”.

Non manca il capitolo M5s: “Dobbiamo rimettere al centro l'ambiente, il clima, i grandi temi”. Così come un passaggio sul reddito di cittadinanza: “Non è che con 780 euro al mese fai molto, i soldi sono un modo per dare un’identità. I poveri vogliono essere vivi, non trasparenti, non invisibili”. E per questo un ruolo fondamentale ha anche il lavoro, questione su cui Grillo si sofferma: “Le imprese devono finanziare la formazione come fanno le banche coi mutui: il datore di lavoro ti presta i soldi per formarti, quando sei pronto inizi a lavorare per lui e ti scala l'investimento dallo stipendio”. Infine, una battuta sulla vicenda che ha coinvolto di padre di Luigi Di Maio, Antonio: “La carriola era senza assicurazione”. Ma ammette: “Ce la siamo cercata, quando dicevo onestà, onestà spiegavo che non te lo devi dire da solo che sei onesto, te lo devono dire gli altri”.