Nel 2012 le famiglie spenderanno per le bollette – elettricità, acqua, gas e rifiuti, 2390 euro, che equivalgono a ben 237 euro in più rispetto all’anno precedente. Così si spiega, afferma un’indagine di Federconsumatori, il crollo dei consumi e l’impoverimento dei cittadini.

Pignoramento presso terzi (recupero del credito indiretto)

Il creditore può recuperare il suo credito esercitando l'esecuzione forzata direttamente sul debitore (pignorando beni del debitore) oppure può recuperare il suo credito indirettamente esercitando l'azione esecutiva (in modo indiretto) chiedendo il pagamento al debitore (terzo rispetto il creditore che agisce in esecuzione) del proprio debitore (il quale può essere creditore verso altri soggetti) cd pignoramento presso terzi.

Caratteristiche del pignoramento presso il terzo

Una delle peculiarità del pignoramento presso terzi è data dal fatto che è necessaria la collaborazione del terzo il quale deve confermare o negare l'esistenza del credito e deve anche fornire l'esatta quantificazione del medesimo credito vantato dal debitore esecutato presso il terzo.

Errata dichiarazione del terzo

E' possibile che la dichiarazione del terzo sia errata, se si verifica tale situazione la Cassazione del 5.5.2017 n. 10912 ha stabilito che nell’espropriazione presso terzi, se il terzo pignorato il quale, dopo avere reso una dichiarazione positiva ex art. 547 cpc, si avveda di essere incorso in un errore, può revocare la propria dichiarazione sino a quando non sia stata pronunciata l’ordinanza di assegnazione; mentre se l’errore emerge dopo tale momento, ha l’onere di proporre contro l’ordinanza di assegnazione l’opposizione all’esecuzione ex art. 617 cpc.

Contestazione della dichiarazione del terzo

Resta da comprendere cosa accade se la dichiarazione del terzo manca o sorgono contestazioni sulla dichiarazione.

In origine la mancanza della dichiarazione del terzo (o la contestazione della dichiarazione del terzo apriva un procedimento di accertamento, infatti, era previsto che in caso di mancata o contestata dichiarazione del terzo si doveva aprire necessariamente il giudizio di accertamento del diritto pignorato.

Successivamente il legislatore (2013) è intervenuto e ha stabilito che qualsiasi contestazione sull'esistenza ed i termini dell'obbligo del terzo debba essere risolta ilico et immediate dal Giudice dell'Esecuzione con un'ordinanza (e nel testo modificato nel 2015 è stato regolamentata la garanzia del contraddittorio) all'esito degli opportuni accertamenti, che si svolgono come subprocedimento interno al processo di esecuzione.

L'ordinanza ex art. 549 cpc (che risolve le questioni relative alla dichiarazione del terzo) e l'ordinanza ex art. 553 cpc (relativa all'assegnazione) possono essere due provvedimenti separati o un unico provvedimenti

Infatti, qualora le contestazioni relative alla dichiarazione del terzo vengano risolte accertando l'esistenza del credito pignorato (ex art. 549 cpc) il giudice dell'esecuzione deve provvedere all'assegnazione ex art. 553 cpc.

Il giudice dell'esecuzione può provvedere con la stessa ordinanza di cui all'art. 549 cod. proc. civ. oppure, pronunciata tale ordinanza, se sia necessario provvedere separatamente ai sensi dell'art. 553, può farlo con una successiva ordinanza, questo potrebbe essere giustificato dalla necessità di procedere ad un'attività di calcolo oppure dipendere da approfondimenti necessari ai sensi del secondo comma del detto articolo.

Ebbene, avendo il legislatore affidato espressamente al giudice dell'esecuzione il provvedere sulla risoluzione delle questioni insorte in relazione alla "contestata dichiarazione del terzo" con una ordinanza ed avendo stabilito che contro tale provvedere il rimedio sia quello dell'opposizione agli atti esecutivi, risulta palese che esso sia il rimedio unico per far valere, da parte di ognuno dei soggetti coinvolti nell'esecuzione e dunque anche del terzo debitore pignorato, i vizi, quali che essi siano, del provvedimento e, quindi, anche dell'attività procedimentale spiegata o consentita dal giudice dell'esecuzione per pervenire alla pronuncia del provvedimento.

«Nella vigenza del regime dell'art. 549 cod. proc. civ. introdotto dalla riforma di cui alla I. n. 228 del 2012, il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi è l'unico esperibile contro l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che, all'esito della risoluzione delle questioni indicate dallo stesso art. 549 e, dunque, anche qualora con il relativo procedimento si sia sommariamente accertata l'esistenza della situazione debitoria del terzo pignorato in presenza di una sua dichiarazione negativa, abbia assegnato le somme pignorate. Non è più concepibile ipotizzare invece il rimedio dell'appello, previa qualificazione come sentenza sostanziale dell'ordinanza, nei casi che nel regime antecedente si individuavano come risolutivi da parte del giudice dell'esecuzione di questioni da decidersi in base ad un procedimento di cognizione, atteso che il giudice dell'esecuzione è abilitato dal nuovo art. 549 a risolvere con un accertamento sommario ogni questioni insorta in relazione alla dichiarazione del terzo».

«In tema di espropriazione presso terzi, il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi è l'unico esperibile anche avverso l'ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c., anche quando la stessa risolve questioni relative alla partecipazione dei creditori alla distribuzione della somma di cui il terzo si è dichiarato debitore.»).

Effetti dell'ordinanza di assegnazione del credito verso il terzo

Inoltre, il terzo non è parte del pignoramento, quindi, non può sapere se il giudice dell'esecuzione assegnerà (o meno) le somme a creditore (e in quali misure se ci sono più creditori). In queste situazioni la Cassazione del 10.5.2016 n. 9390 ha stabilito che l’ordinanza ex art. 553 cpc con la quale il giudice assegna al creditore la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell’assegnatario (creditore) ma il titolo esecutivo  acquista tale efficacia quanto meno dal momento in cui sia portata a conoscenza del terzo assegnatario.

Cass., civ. sez. III, del 23 ottobre 2018, n. 26702