Matteo Salvini vuole incontrare Rosa Maria Dell'Aria, la professoressa di Palermo sospesa dopo che i suoi studenti avevano paragonato il ministro dell'Interno a Benito Mussolini. "Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci. Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista", ha comunicato il leader della Lega.

Qualche ora prima, da una diretta di Facebook, il ministro dell'Interno ha rimarcato come la politica dovrebbe tenersi lontana dalle scuole, che hanno il compito di educare a idee diverse: "Io rispetto le idee di tutti, ma mi sembra strano che il decreto sicurezza venga posto agli studenti come novella legge razziale di mussoliniana memoria, mi sembra una forzatura politica", ha aggiunto. "Dire che Salvini è fascista, che il decreto sicurezza è fascista.. si parla di olocausto, di sterminio, si definisce Salvini assassino e delinquente. Non penso che sia opportuno che ci siano questi accostamenti irrispettosi perché il fascismo, il comunismo, il nazismo fecero dei morti. Noi invece vogliamo salvare vite difendendo i confini e la sicurezza dei cittadini italiani", ha concluso il leader del Carroccio

M5s: "Il ministero della Lega censura il pensiero critico"

L'insegnante è ritenuta colpevole di non aver controllato il lavoro dei suoi studenti. Gli alunni quattordicenni, in occasione dell'ultima Giornata della memoria, hanno presentato un video in cui il decreto sicurezza di Salvini veniva accostato alle leggi razziali promulgate dal Duce nel 1938, su cui si sono poi scatenate le polemiche culminate nell'allontanamento della professoressa dall'insegnamento per 15 giorni. "Piacciono solo i cittadini indottrinati? Obbedienti e quindi incapaci di costruire un mondo migliore di quello che ereditano, di spingerci oltre i diritti già conquistati? La verità è un’altra", ha denunciato su Facebook Luigi Gallo, presidente della Commissione cultura alla Camera, pubblicando il video di un'intervista alla docente. L'esponente del Movimento 5 Stelle ha poi continuato: "Noi lavoriamo tutti i giorni a scuola affinché gli studenti abbiano un pensiero critico, sviluppino ragionamenti indipendenti e soprattutto imparino a pensare con la propria testa. E il Ministero della Lega cosa fa? Li censura. Un atto veramente grave e per questo il M5S ha depositato un interrogazione a prima firma Vittoria Casa".

Lega: "Vicenda strumentalizzata". Pd: "Siamo al suo fianco"

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, ha affermato di trovare la vicenda "molto strumentalizzata", in quanto non si tratta di una decisione che arriva dal governo, ma di una scelta dell'istituto. "Se lo hanno fatto un motivo ci sarà", ha aggiunto Giorgetti, sottolineando ancora di non credere "assolutamente che sia per indicazione da parte dell'esecutivo e di Salvini".

Da parte del Partito Democratico, invece, arriva una petizione affinché la professoressa possa tornare presto alla sua cattedra. "Cara professoressa Dell'Aria, il Partito Democratico sarà sempre al fianco degli insegnanti e della libertà di insegnamento. Siamo al suo fianco e chiediamo che torni presto in cattedra dai suoi studenti", ha scritto Nicola Zingaretti a presentazione dell'istanza. Il segretario ha poi spiegato la vicenda, denunciando il clima che contrasta la libera espressione delle proprie idee: "La professoressa Dell'Aria è stata sospesa perché ha fatto una parte fondamentale del proprio dovere: insegnare ai ragazzi a pensare con la propria testa e a manifestare in piena libertà le proprie opinioni. Qualcuno forse ha la memoria corta e ci vuole riportare indietro nel tempo, quando in Italia non era consentito manifestare liberamente le proprie idee. Proprio per prevenire il rischio della censura di regime, tuttavia, la nostra Costituzione, con l'articolo 21, ha messo nero su bianco che tutti devono avere diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Non accettiamo quindi bavagli o intimidazioni, soprattutto se si entra nelle aule delle nostre scuole e si manda ai ragazzi e ai loro insegnati un messaggio distorto e pericoloso, come avvenuto a Palermo, di repressione del pensiero critico". Zingaretti ha quindi chiesto al Goverbno di attivarsi immediatamente per reintegrare la docente e per garantire la libertà di espressione e il diritto di parola di tutti in qualsiasi scuola del Paese.