Rosa Maria Dell'Aria (Facebook).
in foto: Rosa Maria Dell’Aria (Facebook).

"Sono molto amareggiata perché ho dedicato la mia vita alla scuola, anzi direi che la mia vita non è altro dalla scuola, insieme alla dedizione ai ragazzi e alla soddisfazione nel vederli crescere. L'allontanarmi da loro è la ferita più grande. In qualche modo è dire che il mio lavoro è stato fatto male, orientato in altro modo". A parlare è Rosa Maria Dell'Aria, 63 anni e professoressa di italiano dell'istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, salita alla ribalta della cronaca, e del dibattito politico, per essere stata sospesa per 15 giorni in seguito alla realizzazione di un video da parte dei suoi alunni in cui il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e il decreto sicurezza sarebbero stati paragonati a Benito Mussolini e alle leggi razziali del 1938. Il filmato in questione era stato realizzato in occasione della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, ma la notizia del provvedimento contro la docente, a cui è stato anche di conseguenza dimezzato lo stipendio, è arrivata nelle ultime ore.

"Questa decisione mi ferisce non perché io non accetti la correzione ma perché non la merito – ha continuato Dell'Aria ai microfoni del TgR -, ho sempre lavorato in questo modo, senza alcuna faziosità politica e senza alcun altro intento se non la libera discussione e la formazione del libero pensiero". Lo scorso 11 maggio l'insegnante è stata sospesa per due settimane dall'ufficio scolastico provinciale perché non avrebbe vigilato sul lavoro di alcuni suoi studenti di 14 anni. Alla domanda sulla slide che compare nel filmato e in cui l'immagine di Salvini è accostata a quella della prima pagina del Corriere della Sera del 1938 che annuncia l'approvazione delle leggi razziali, la professoressa, in servizio da più di 20 anni, ha risposto: "Quella slide è stata inserita all'ultimo momento perché non si voleva assolutamente entrare in polemica con nessuno, né c'era un orientamento politico. Il video risulta dall'opinione, dall'elaborazione che i ragazzi hanno fatto dalle letture fatte anche durante il periodo estivo. Si era parlato di diritti umani. Avranno pensato che nelle leggi razziali c'era una violazione dei diritti umani e sembrerebbe che alcuni punti del decreto sicurezza potrebbero essere lesivi di questi diritti sanciti dalla Costituzione". Infine, ha concluso la prof, che il prossimo anno dovrebbe andare in pensione, "nel lungo dibattito che c'è stato sin dall'inizio dell'anno scolastico, in preparazione della giornata del migrante del 3 ottobre sia per quella della memoria, sono emerse diverse opinioni. Si è discusso ma nessuno è stato represso o bloccato, perché questo è il mio modus operandi: fare in modo che i ragazzi sviluppino un loro pensiero critico, libero, che siano attenti ai fatti e che possano imparare a ragionare e a pensare. Questa è la finalità di tutto il mio lavoro".