Fermoimmagine del video realizzato dagli studenti di Palermo.
in foto: Fermoimmagine del video realizzato dagli studenti di Palermo.

"Visto che tutti coloro che ne parlano non l'hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni, ho deciso di pubblicare il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo (omettendo solo l’ultima slide con i nomi). Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni?". Comincia così il post con cui l'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, ha condiviso sulla propria pagina Facebook il video integrale degli studenti dell'Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, in cui avrebbero paragonato l'attuale ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e il suo decreto sicurezza a Benito Mussolini e alle leggi razziali emanate nel 1938 contro gli ebrei. Per questo lavoro, realizzato nell'ambito della giornata della Memoria il 27 gennaio scorso, è stata sospesa per 15 giorni la loro insegnante, la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, che ha anche ricevuto uno stipendio dimezzato, per non aver controllato il lavoro dei suoi alunni.

Nelle immagini in questione gli studenti accostano la figura del vicepremier leghista al periodo fascista, senza tuttavia mai paragonare apertamente il leader del Carroccio a Mussolini. Così, se da un lato c'è la foto della prima pagina del Corriere della Sera del 1938, in cui si annuncia l'approvazione delle Leggi per la difesa della razza da parte del Consiglio dei Ministri, dall'altro c'è quella di Salvini durante la conferenza stampa per l'approvazione del decreto sicurezza che, ricordano i ragazzi, "prevede la cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che durava due anni, consentendo ai profughi l'accesso a scuola e al lavoro". Ancora, lo scatto che ritrae i leader di 32 paesi durante la Conferenza di Evian del 1938, che si riunirono per trovare una soluzione al problema dell'aumento del numero di rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista, è messo a confronto con quello del vertice di Innsbruck, tenutosi il 12 e 13 luglio 2018, durante il quale sempre il titolare del Viminale ha sottolineato "che bisogna difendere i confini, ridurre le partenze, gli sbarchi e i costi". L'immagine che mostra il rastrellamento del Ghetto di Roma del 1943 è infine avvicinato a quello del sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte della Capitale, nel 2019 quando "gli immigrati sono stati messi a bordo di pullman senza neppure conoscere la propria destinazione".

Il video si chiude con una domanda: "Cosa significa celebrare un giorno della Memoria?". Gli studenti hanno risposto: "Significa impegnarsi per protestare contro quello che accade oggi e non lasciarsi manipolare da una politica nazionalista e xenofoba che rischia di ripetere gli errori di allora". "In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque – ha aggiunto Pietro Grasso -. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni. Allora mi chiedo: perché la professoressa Rosa Maria Dell'Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos? Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l'intelligenza a spaventare Salvini e i suoi". Intanto la docente di italiano al centro del dibattito delle ultime ore, Rosa Maria Dell'Aria, in servizio da più di 20 anni, ha detto che "allontanarla dalla scuola è stata la ferita più grave", mentre il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, ha dato incarico ai propri uffici dell’amministrazione centrale di approfondire la vicenda.