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Trasporto pubblico a Napoli
3 Agosto 2021
14:03

La stazione metro Duomo apre il 6. Ma il cantiere resta altri 2 anni per realizzare la cupola di vetro

Venerdì 6 agosto 2021 apre al pubblico la Stazione Duomo della metropolitana Linea 1. Ma il cantiere in piazza Nicola Amore resterà per altri due anni, sul lato di via Duomo, per ultimare gli scavi archeologici e il restauro del tempio Isolimpico di Augusto di epoca romana. Solo alla fine, al di sopra del tempio, sarà posizionata la cupola di vetro dell’archistar Massimiliano Fuksas.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Si inaugura venerdì 6 agosto 2021 la Stazione Duomo della metropolitana Linea 1 – salvo imprevisti – dopo quasi 20 anni di lavori. Corso Umberto I è stato finalmente liberato dalle transenne negli scorsi giorni. Ma il cantiere in piazza Nicola Amore resterà per altri due anni, sul lato di via Duomo, per ultimare gli scavi archeologici e il restauro del tempio Isolimpico di Augusto di epoca romana, sopra il quale sarà posizionata alla fine la cupola di vetro dell’archistar Massimiliano Fuksas. Per questo motivo, il Comune ha confermato il divieto di transito in via Duomo nel tratto tra piazza Nicola Amore e via Tramontano-via Zecca dei Panni, potranno passare solo i mezzi di emergenza e soccorso, gli autorizzati dall’ordinanza 258 dell’8 marzo 2021 prorogata.

La cupola di Fuksas si farà, ma tra due anni

La cupola di Fuksas, insomma, si farà, ma non questa settimana. Sarà l’ultimo tassello da porre sulla Stazione-Museo dell’Arte, considerata già tra le più belle al mondo. Il tempio Isolimpico è stato smontato e rimontato pezzo per pezzo, per portarlo ad una quota più alta da quella alla quale è stato ritrovato. I lavori, molto complessi, costati circa 10 milioni di euro, ed affidati ad esperti archeologi e restauratori, sono stati fatti sotto la supervisione della Soprintendenza e sono ancora in corso. A quanto apprende Fanpage.it da Metropolitana di Napoli spa, si ritiene che salvo imprevisti possano essere completati entro circa 2 anni. Al momento, quindi, il tempio Isolimpico resterà offlimits ai visitatori, "nascosto" all’interno del cantiere. Quando saranno completati i lavori archeologici di scavo e recupero, si calerà la cupola.

Il cantiere al di sotto del quale si trova il tempio, quindi occuperà il lato di in piazza Nicola Amore che dà su via Duomo. In questo caso, come detto, si stimano lavori per almeno altri due anni circa, ma è chiaro che a dettare i tempi saranno i lavori archeologici che non sono tutti prevedibili, dove si va di scalpello e non di martello pneumatico. Molto delicata l’operazione per far emergere il tempio, che al momento si trova in profondità e va smontato e ricostruito in superficie, in modo che sia tutelabile e visibile. Per i prossimi anni, quindi, i viaggiatori potranno utilizzare la Stazione Duomo, ma la parte archeologica resterà ancora transennata, così come avviene attualmente in piazza Municipio.

Il tempio Isolimpico dell'imperatore Augusto

Nella Stazione Duomo della Linea 1 è stato rinvenuto il Complesso monumentale dei giochi olimpici in onore dell’Imperatore Augusto a imitazione dei giochi di Olimpia, composto da un Tempio e un Portico e resti delle Mura di Fortificazione della città tra via Duomo e via Filangieri. Il tempio è stato smontato e rimontato. I lavori aggiuntivi sono costati 10  milioni di euro e sono stati finanziati da Roma nel 2017.

Il regolamento dei giochi olimpici napoletani si ricava da un testo di una iscrizione scoperta a Olimpia, in Grecia, nell’800, in cui sono riportati le classi di età dei partecipanti, i premi, il nome degli atleti, le competizioni, le cerimonie religiose connesse ai giochi con una processione diretta verso il Cesareo. Napoli, infatti, è un'antica colonia fondata dai greci.

Del tempio si conserva il podio in laterizio rivestito di lastre e cornici di marmo con scala risalente al II secolo ristrutturato che ingloba il tempio originario. Il tempio è rinchiuso in un ambulacro recintato rivestito da mosaico con grandi tessere di marmo policrome restaurato nel III secolo dC e sovrapposto alla pavimentazione originaria di marmo. Del tempio del I secolo dC si conserva la pavimentazione a mosaico con tessere bianche e nere. Il tempio si affaccia su un’area aperta, forse la pista di allenamento degli atleti, a Sud del portico costruito nel II secolo aC. Sono stati trovati 750 frammenti, epigrafi e iscrizioni agonistiche.

Foto Antonio Pariante
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