Il video dei rapinatori della banca Crédit Agricole a Napoli: entrano camuffati e con un bastone bloccano le porte

Tre dei rapinatori sono entrati nella sede Crédit Agricole in piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Arenella di Napoli, camminando velocemente, camuffati e in fila indiana. Poi, stando ai video delle telecamere di sicurezza della banca che Fanpage.it ha potuto visionare, l'uomo vestito di nero, il secondo della fila che indossava un cappellino nero con visiera, ha bloccato una delle porte della filiale con un grosso bastone.
Sono queste le immagini inedite che hanno ripreso alcuni dei membri della banda armata che lo scorso 16 aprile ha fatto irruzione nella sede Crédit Agricole dove ha poi tenuto in ostaggio circa 25 persone, prima di svuotare diverse cassette di sicurezza e darsi alla fuga.
La dinamica della rapina
Secondo quanto ricostruito sino a questo momento dal nucleo investigativo dei carabinieri, la rapina sarebbe iniziata all'incirca verso le 12:00 di giovedì 16 aprile quando tre rapinatori sono entrati nella banca dall'ingresso principale, mentre all'interno altri membri della banda sarebbero entrati da un locale nei pressi del caveau grazie a un buco di circa un metro di diametro praticato dalle fogne.
A quel punto la banda avrebbe raggruppato tutti i presenti, all'incirca 25 persone, all'interno di un ufficio, prima di fare irruzione nel caveau dove ha poi svuotato diverse cassette di sicurezza. Nel frattempo, sono giunti sul posto i militari del Gis (Gruppo di intervento speciale) che sono entrati nel caveau senza, però, trovare alcuna traccia dei rapinatori, già fuggiti attraverso le fogne passando attraverso un cunicolo di 12 metri che, come appreso da Fanpage.it, avrebbero scavato a mani nude.
L'ipotesi della "talpa"
Ci sarebbe una possibile "talpa" al centro delle indagini. Una figura che, secondo le ipotesi avanzate dagli inquirenti, potrebbe essere stata decisiva nella pianificazione del colpo. Le ipotesi di reato restano quelle di rapina aggravata e sequestro di persona, ma il ruolo di un eventuale basista potrebbe cambiare la lettura della vicenda.
Secondo quanto emerso nelle prime fasi investigative chi avrebbe fornito supporto alla banda potrebbe aver studiato a lungo l'interno della banca, raccogliendo informazioni tecniche e logistiche fondamentali. Tra queste, la verifica della consistenza del pavimento che separa l'antisala dall'area delle cassette di sicurezza: un dettaglio tutt'altro che marginale che avrebbe consentito ai rapinatori di individuare il punto più accessibile per irrompere nel caveau.
La presunta "talpa" potrebbe anche aver fornito indicazioni cruciali sulla struttura delle cassette di sicurezza che non presentavano una blindatura particolarmente resistente: un elemento che sembra essere confermato dal fatto che i rapinatori sarebbero riusciti a forzarle con strumenti relativamente semplici, come cacciaviti e attrezzi da scasso. Non solo: il gruppo sembrava conoscere con precisione gli orari di accesso alle cassette e alcune dinamiche dei sistemi di sicurezza interni.
All'articolo ha collaborato Gaia Martignetti