Napoli, colpo al caveau Credit Agricole: banda napoletana di 6-10 uomini tra fogne e strada

Una banda di napoletani, o comunque a maggioranza napoletana, tra i sei e i dieci elementi, partiti da una base, un deposito o simile, collocato al massimo a due chilometri dal luogo della rapina, la filiale 10 della banca Crèdite Agricole in piazza Medaglie d'oro, quartiere Arenella, Napoli. In parte arrivati dal sottosuolo, sulla traccia delle condotte fognarie, in cunicoli secondari scavati in mesi di lavoro, in parte giunti con l'automobile che aveva una targa finta e con in pugno armi fasulle.
Questo è uno degli scenari che gli inquirenti oggi tracciano per le indagini sul colpo al caveau della banca napoletana, durante il quale sono state trafugate «circa quaranta cassette di sicurezza», come confermato dallo stesso istituto di credito.
I rapinatori, che hanno anche preso in ostaggio numerosi tra dipendenti e avventori della banca, sono poi tutti riusciti a scappare e sono in fuga.
Inizialmente sul tavolo degli inquirenti vi erano ulteriori scenari. Anche la possibilità che gli autori fossero pugliesi, elementi con uno storico notevole in colpi del genere. Fonti investigative interpellate da Fanpage, pur non escludendo del tutto questa circostanza, hanno spiegato che le caratteristiche della vicenda napoletana non hanno molti punti in comune col modus operandi delle bande del Foggiano o di quelle dell'area BAT (Barletta-Andria-Trani).
Una rivelazione investigativa emersa durante uno speciale di "Confidential", il live d'inchiesta targato Fanpage e condotto da Francesco Piccinini, riferisce di indagini sul gruppo di personaggi della criminalità "specializzata" che ruota intorno a piazza San Gaetano, dunque centro storico di Napoli, persone che saprebbero anche districarsi abilmente nel ventre della città, quella Napoli di sotto che è servita come via d'arrivo e via di fuga per tanti colpi e che, nonostante varie "toppe" collocate negli anni resta una gruviera.
La composizione di una squadra capace di assaltare un caveau dai sottoservizi è facile da disegnare: serve il classico basista, ovvero chi non partecipa materialmente all'azione ma fornisce le informazioni, supporto logistico e dettagli necessari. Servono gli uomini delle fogne, cioè chi sa come districarsi nella città sotterranea, leggere le mappe (e capire come reperirle) e dove perforare, sbucare e fuggire. Servono i rapinatori, gente che non si fa prendere la mano ma capace di arrivare nei locali e bloccare gli addetti per impedire che attivino i sistemi di allarme. Servono gli scassinatori, coloro che con velocità e forza vìolano le cassette di sicurezza e arraffano il possibile nella corsa contro il tempo.
Quando c'è una crepa, non serve essere geniali: basta accorgersene prima degli altri. E di crepe che hanno consentito questo colpo potenzialmente ce n'erano, stando ai racconti ex post. Dicono alcuni clienti della banca a Fanpage che non tutte le cassette di sicurezza fossero difficili da trafugare, anche se il Crèdite Agricole invece è convinto che i suoi sistemi di sicurezza hanno invece impedito un danno peggiore.
C'è poi la questione dei lavori: i cunicoli sono stati scavati nel corso di molto tempo. «È stato preparato mesi prima», dice il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dopo aver ascoltato la relazione dei tecnici delle fogne comunali. Del materiale di risulta proveniente dagli scavi nessuno si è accorto, così come nessuno ha notato o segnalato il rumore sospetto. Possibile? Nella città del caos e dei cantieri incontrollati la soglia del rumore tollerabile si è alzata a dismisura: logico che anche situazioni del genere possano andare avanti indisturbate.