Rapina a Napoli, il geologo Minin rivela: “Tunnel scavato a mano”. Il video 3d degli scavi sotto la banca

“Il tunnel sotto piazza Medaglie d’Oro è stato scavato a mano”, ha spiegato a Fanpage.it il geologo Gianluca Minin, che dopo la rapina ha ripercorso il cunicolo, facendone una mappatura 3d. “È instabile, i banditi hanno rischiato il crollo durante la fuga”.
A cura di Giulia Ghirardi
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La ricostruzione 3d del tunnel scavato dai rapinatori
La ricostruzione 3d del tunnel scavato dai rapinatori

Non solo un cunicolo, ma il punto di partenza di tutta la vicenda: "Dodici metri scavati a mano, senza rivestimenti, instabili, pericolosi". A parlare a Fanpage.it è Gianluca Minin, geologo e speleologo che si occupa di rilevazioni tridimensionali di cavità sotterranee e che, negli ultimi giorni, ha ispezionato il sistema fognario sotto la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro a Napoli dove lo scorso 16 aprile una banda armata ha fatto irruzione, tenendo in ostaggio circa 25 persone per oltre due ore, prima di svuotare diverse cassette di sicurezza e svanire nel nulla.

Sono riusciti nell'impresa anche studiando il sottosuolo e le condotte fognarie, scavando cunicoli secondari in mesi di lavoro. Gli stessi che Minin ha ripercorso subito dopo i fatti, facendo una ricostruzione tridimensionale di cui oggi, sabato 18 aprile, ha parlato a Fanpage.it.

La ricostruzione del tunnel

Dopo la rapina, il geologo Minin è tornato nel sottosuolo di piazza Medaglie d'Oro a Napoli, nel cuore del Vomero, seguendo esattamente il percorso dei rapinatori. Con un laser portatile e una torcia, strisciando nel fango e nei detriti, ha ripercorso il tunnel metro dopo metro, restituendone una precisa mappatura 3d.

"Quello che vediamo è esattamente quello che hanno visto i rapinatori mentre scappavano", ha esordito a Fanpage.it. "Il cunicolo misura circa 12 metri dalla parete della fogna principale ed è largo tra i 70 e i 90 cm, è molto stretto": uno spazio angusto dove si avanza piegati o strisciando. Ma il dato più rilevante è un altro: il cunicolo non sarebbe stato consolidato. "Nessun sostegno, nessun rivestimento", ha spiegato Minin, sottolineando di aver trovato nel tunnel solo "terra di riporto", accumulata nel corso dei secoli di vita urbana. "C'erano anche cocci dell'Ottocento", ha aggiunto il geologo a Fanpage.it.

Tuttavia, secondo Minin, i rapinatori avrebbero fatto un lavoro "friabile e instabile, poteva cadere da un momento all'altro". Durante i rilievi, infatti, ha riferito ancora il geologo, "mi cadevano pezzi si suolo in testa". Ed è proprio questo l'elemento che cambierebbe la prospettiva sull'intera rapina: chi ha scavato il tunnel si è assunto un rischio enorme. E lo ha fatto senza macchinari: "Hanno scavato tutto a mano. I mezzi li hanno usati solo per rompere la parete della porta, il resto lo hanno fatto a mano".

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