Rapina alla banca Crèdit Agricole di Napoli preparata per mesi da professionisti: scoperte gallerie e un generatore

La rapina alla banca Crèdit Agricole di piazza Medaglie d'Oro all'Arenella, nel cuore di Napoli, è stata preparata per mesi. La banda di rapinatori era composta probabilmente da diversi professionisti del mestiere. I carabinieri e i tecnici fognatori dell'Abc che stanno indagando nel sottosuolo, a quanto apprende Fanpage.it, hanno scoperto un cantiere con quintali di materiali, una galleria di circa 12 metri, scavata a distanza millimetrica dalla fognatura principale di Napoli, dove scorrono escrementi e acqua piovana, e sbucata di fianco alla banca, un altro tunnel con immissione nella fogna, con una breccia ad un metro di altezza, e un pozzo verticale di circa 5 metri che sbucava nel pavimento dell'istituto di credito.
Ma l'ipotesi è che ci possa essere anche un'altra galleria di 2-300 metri utilizzata per realizzare il primo cantiere. Almeno 5 i componenti della banda coinvolti. Mentre stamattina gli speleologi hanno ritrovato e portato in superficie un generatore sotterraneo. Questa mattina gli operai Abc sono tornati sul posto, per i rilievi laser. Nel pomeriggio ci saranno ulteriori approfondimenti.
Il sindaco: "Lavoro di mesi fatto da professionisti"
La rapina alla banca del centro di Napoli è stata, insomma, da film, con 25 ostaggi sequestrati e l'intervento anche dei Gis da Livorno. Alla fine però i rapinatori sono riusciti ad aprire le cassette di sicurezza e sono fuggiti. Un lavoro da professionisti, come conferma il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: "Dai dati che noi abbiamo avuto dalla Abc – l'azienda idrica del Comune di Napoli – che è intervenuta per capire bene il lavoro fatto nel sottosuolo, è stata veramente una rapina programmata da mesi, con grandissimi professionisti che hanno fatto un lavoro veramente da film".
Il primo cittadino ha seguito la vicenda passo per passo. Da quanto emerso, è stata un'operazione di grande complessità, apprende Fanpage.it, portata avanti da professionisti del mestiere. Per poter realizzare l'intrico di tunnel sotterranei ci sono voluto mesi. È un lavoro che non si fa in una settimana. Le fogne di Napoli si trovano in genere in prossimità delle strade, nel sottosuolo, in corrispondenza del centro della carreggiata. I rapinatori sono entrati in fognatura da un punto non ancora individuato. Ma si ipotizza che non sia molto lontano dalla banca, perché sotto hanno portato quintali di materiale.
I tunnel scoperti nel sottosuolo
L'idea è che possano aver creato un accesso da qualche cantina o garage di cui avevano disponibilità e da questo punto abbiano realizzato il cantiere di partenza. Quindi, avrebbero scavato, camminando lungo la fognatura con precisione millimetrica, attraverso la quale sono arrivati a fianco della banca. Hanno scavato un'altra galleria di 12 metri per arrivare sotto la banca e hanno fatto un buco nella fogna, all'altezza di un metro da terra, e un pozzo per risalire di circa 4-5 metri d'altezza che sbucava in un locale adiacente al caveau delle cassette di sicurezza.
I rapinatori sono sicuramente usciti di qui. Mentre al momento dell'accesso in tre sarebbero entrati dall'esterno, probabilmente nell'Alfa Romeo nera ritrovata in via Niutta, e due dal sottosuolo. La prima galleria non è stata ancora ritrovata ma si presume che possa essere lunga non più di 2-300 metri.
Come hanno lavorato i rapinatori e l'attrezzatura speciale
Per poter realizzare questa operazione di scavo sarebbero state necessarie almeno 3-4 persone, specializzate in questo genere di intervento, che avrebbero lavorato tutti i giorni per vari mesi. Per poter eseguire queste operazioni, inoltre, occorre in genere un'attrezzatura speciale. In questo caso, la fogna adoperata è un tratto grande e ventilato. Ma di norma il lavoro in fognatura richiede maschere antigas esplosivo e altri dispositivi di sicurezza, bombole, nonché la sonda multigas che rileva la carenza di ossigeno, anidride carbonica e metano.