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Il ruolo dei Gis di Livorno nella rapina in banca a Napoli e i motivi dell’intervento a distanza di ore

I carabinieri del Gruppo di intervento speciale (Gis) provenienti da Livorno hanno fatto irruzione alla Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli dopo circa 4 ore dall’inizio della rapina del 16 aprile. Prima, erano stati liberati 25 ostaggi, tutti illesi.
A cura di Enrico Spaccini
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I carabinieri del Gis di Livorno durante l’operazione alla Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli
I carabinieri del Gis di Livorno durante l’operazione alla Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli

Una banda di rapinatori questa mattina, giovedì 16 aprile, ha assaltato la Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro all'Arenella, al centro di Napoli. Almeno tre persone, armate, sono entrate nella banca alle 12 sequestrando 25 ostaggi, tra clienti e dipendenti della filiale. In pochi minuti, le forze dell'ordine hanno circondato l'edificio provando a mediare con i rapinatori per la liberazione dei sequestrati. Una volta al sicuro, i carabinieri del Gruppo di intervento speciale (Gis) provenienti da Livorno hanno fatto irruzione nella banca quattro ore più tardi, scoprendo però che ormai la banda si era dileguata, probabilmente nell'impianto fognario passando per un buco scavato nel pavimento e portando con sé il contenuto di diverse cassette di sicurezza custodite nel caveau.

Il tentativo di mediazione con i rapinatori

Per il momento, quindi, la banda è riuscita a portare a termine la rapina. Il bottino non è ancora quantificabile perché, avendo sottratto il contenuto delle cassette di sicurezza, nemmeno il personale della banca può sapere cosa sia stato rubato. Tuttavia, l'aspetto positivo dell'intera vicenda riguarda proprio i 25 ostaggi, i quali sono stati liberati dagli stessi rapinatori durante il colpo, uscendo così illesi dal sequestro. Questo è un elemento cardine per poter comprendere quella che è stata la gestione dei vari reparti delle forze dell'ordine che sono stati impiegati nel corso dell'operazione.

Appena i rapinatori si sono barricati nella filiale, sul posto sono intervenuti subito i carabinieri di "pronto intervento". La priorità, infatti, è sempre stata quella di garantire la sicurezza sia delle persone che si sono radunate in piazza Medaglie d'Oro, sia soprattutto dei 25 ostaggi. Per questo motivo è stata tentata come prima cosa una mediazione con i sequestratori, in modo tale da evitare un conflitto a fuoco che avrebbe messo in pericolo la vita dei presenti.

I militari dell'antiterrorismo, che come è possibile vedere attraverso le foto pubblicate nel corso della giornata sono intervenuti con caschi, scudi e giubbotti antiproiettili, non sarebbero stati fatti entrare nella filiale perché meno formati per questo tipo di operazioni ad alto rischio rispetto ai colleghi del Gruppo di intervento speciale.

I carabinieri dell’aliquota antiterrorismo in piazza Medaglie d’Oro a Napoli (foto da LaPresse)
I carabinieri dell’aliquota antiterrorismo in piazza Medaglie d’Oro a Napoli (foto da LaPresse)

Il blitz del Gis e la fuga della banda

Il blitz del Gis è, quindi, andato in scena quando ormai erano trascorse più di quattro ore dall'inizio della rapina. Gli specialisti, arrivati in elicottero dalla sede di Livorno (l'unica presente in Italia e situata in un punto strategico nel centro del Paese), sono entrati in azione quando gli ostaggi erano stati già liberati e quindi non potevano correre alcun pericolo. L'ipotesi più probabile era che ormai i rapinatori se ne fossero andati, ma non si poteva escludere la possibilità che almeno uno di loro fosse rimasto indietro per qualche motivo e che quindi potesse aprire il fuoco.

La banda, però, era già scappata. I carabinieri avrebbero trovato un buco nel pavimento della filiale, ed è quindi probabile che i rapinatori siano scappati da lì, passando per la fognatura della città. L'operazione si è conclusa alle 17:20, ma ora sono in corso le varie ispezioni per capire quale strada abbiano preso i malviventi per far perdere le loro tracce.

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