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Sciacalli sfruttano la rapina in banca a Napoli per truffare gli anziani: si fingono carabinieri per rubare l’oro

La rapina da film nella banca di Napoli sta aprendo nuovi orizzonti della truffa: c’è chi si presenta agli anziani fingendo di indagare. Ma in realtà vogliono derubarli.
A cura di Beatrice Tominic
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Le indagini sulla rapina in banca sono ancora in corso. Si indaga per comprendere chi abbia rapinato il caveau e per ricostruire la dinamica del colpo messo a segno lo scorso giovedì, 16 aprile, alla banca Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro all’Arenella, al centro di Napoli. Ma mentre gli inquirenti sono alla ricerca dei malviventi e questi ultimi, dopo essere fuggiti attraverso un tunnel scavato a mani nude, restano in fuga, la rapina sta aprendo le porte a nuove possibilità di furto e truffa.

A renderlo noto sono stati i carabinieri che negli ultimi due giorni si sono trovati a dover fronteggiare nuove segnalazioni di truffa. Come spesso succede nei confronti degli anziani, i ladri si presentano alla loro porta, si fingono carabinieri e, nei modi più disparati, si fanno consegnare i loro oggetti più preziosi oppure provano a trovare un primo aggancio telefonicamente. La rapina, in questo senso, sta dando un assist a tanti truffatori che si spacciano per carabinieri che stanno seguendo le indagini del colpo in banca.

La rapina al Credit Agricole.
La rapina al Credit Agricole.

La truffa dei carabinieri che indagano dopo il colpo in banca: il caso di Posillipo

Secondo quanto raccolto fino ad ora, la truffa collegata alla rapina in banca sta prendendo rapidamente piedi. Uno dei casi più lampanti è quello avvenuto ieri pomeriggio, venerdì 17 aprile, quando un individuo ha chiamato al telefono una signora di Posillipo.

Una volta risposto, l'uomo si è presentato come maresciallo dei carabinieri e le ha spiegato si essere impegnato nelle indagini relative alla rapina avvenuta a Piazza medaglie d’oro nell’Istituto bancario Credit agricole. Senza troppi giri di parole, ha raggiunto immediatamente il suo obiettivo. "Signora, mi sa dire se lei in casa ha gioielli o contanti?", le ha chiesto. Una domanda che alla donna è sembrata strana, nonostante al telefono fosse comparso il numero della stazione dei carabinieri, come prevede lo spoofing, tecnica di frode utilizzata per prosciugare conti correnti delle malcapitate vittime.

Donna frena la truffa della rapina a Posillipo

Nonostante la sicurezza fornita dal numero della stazione dei Carabinieri comparso nel telefono della donna, quella domanda così insistente sui suoi averi in casa non ha convinto la signora di Posillipo. È vero, la chiamata risultava partita proprio dalla caserma: ma cosa c'entrava la presenza di gioielli, oggetti preziosi e contanti in casa sua con le indagini di una rapina nel caveau?

Le cassette svaligiate.
Le cassette svaligiate.

La donna, allora, ha scelto di interrompere la telefonata in corso col sedicente maresciallo impegnato nelle indagini sulla rapina. Ha messo la telefonata in attesa e, con un altro dispositivo, ha chiamato il 112. Dall'altra parte del capo hanno risposto i militari della centrale operativa, stavolta quelli veri, che hanno potuto accertare che nessuno la stesse chiamando dalla caserma. E, in questo modo, hanno sventato la truffa.

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