
Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè da ministra del Turismo del Governo Meloni, arrivano anche le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo di Forza Italia al Senato. Ieri la ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa. Il suo passo indietro è arrivato dopo quello sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero di Nordio, Giusi Bartolozzi e al termine di una lunga prova di forza con la premier. Con una lettera Santanchè ha ufficializzato la sua uscita di scena, non senza polemiche. Un gesto "non dovuto", l'ha definito La Russa dopo, visto la sua situazione giudiziaria "priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda ‘cassa integrazione"'.
Scontro anche dentro Forza Italia dopo la sconfitta sulla riforma simbolo di Silvio Berlusconi. Dopo la lettera firmata da 14 senatori azzurri in cui si chiedevano le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo, è arrivata la notizia. "È una mia decisione autonoma", ha spiegato l'azzurro.
La Russa parla delle dimissioni di Santanchè: "Mi è pesato doverla convincere"
"La cosa che mi ha pesato di più nella vicenda Santanchè? Beh, avere dovuto essere io a parlare con lei", ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato, intervistato a Dritto e Rovescio. "Ma l'ho fatto nell'interesse sia di Daniela che del partito, perché la situazione era difficile, nel senso che non c'era alcuna ragione giuridica per le dimissioni". Ha incolpato la "pressione strumentale delle opposizioni", ma anche "il referendum, la vicenda Delmastro… E se Giorgia le chiede di dimettersi, fa bene lei a dire: no, voglio che me lo chiedi ufficialmente, perché sia chiaro che io mi dimetto non perché ritengo di dovermi dimettere, ma perché obbedisco a quello che ritiene opportuno". Insomma, tutti si sono comportati bene secondo La Russa: "Onore e merito dunque al senso di responsabilità di Daniela, onore e merito a Giorgia che si è sobbarcata il peso nell'ultima settimana di una campagna referendaria che non apparteneva alla storia del partito di Fratelli d'Italia".
La Russa guarda il lato positivo: "Il governo oggi ha più consensi di quando ha iniziato"
Questa è la prima volta che un governo "dopo tre anni, anche col sondaggio dopo il referendum, continua ad avere un consenso maggiore di quello che aveva quando ha iniziato". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso dell'intervista a Dritto e Rovescio, in onda questa sera su Rete quattro. Il riferimento è a un sondaggio in cui il cosiddetto campo largo risulta aver superato il centrodestra nei consensi. La maggioranza, però, ha comunque una percentuale di voti più alta di quella con cui vinse le elezioni nel 2022:"Vuol dire che le cose non stanno andando male", ha detto La Russa.
Renzi: "Berlusconi i voti li prendeva, sono sconvolto quando Pier Silvio giudica la politica di Forza Italia"
"Silvio Berlusconi, che io non ho mai votato, era uno che i voti li prendeva: guidava un partito non perché ne pagava i debiti ma perché prendeva un fracco di voti". Lo ha detto Matteo Renzi, ospite a Piazzapulita. "Io sono sconvolto quando Pier Silvio Berlusconi in tutte le conferenze stampa di presentazione dei palinsesti di Mediaset dà i giudizi sulla politica di Forza Italia. Poi quando uno caccia Gasparri ha sempre ragione. Ma abbiamo un ministro degli Esteri, e penso che sia una delle ragioni della sconfitta, che in questa fase internazionale pensa di rassicurare gli italiani dicendo ‘state attenti ai droni'. Tajani non sa di che si parla sulla geopolitica", ha concluso.
Meloni ora è anche ministra del Turismo: Mattarella firma la delega dopo le dimissioni Santanchè

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi ha parlato al presidente della Repubblica Mattarella e gli ha proposto formalmente la soluzione temporanea alle dimissioni di Daniela Santanché: la stessa Meloni assumerà l'interim, cioè la delega temporanea, al Turismo. Mattarella ha poi firmato il decreto che assegna ufficialmente alla premier questo incarico.
In una nota Meloni ha ringraziato Santanchè, "che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano". Un tono ben diverso da quello con cui, appena due giorni fa, ha chiesto pubblicamente che la ministra si dimettesse. Poi la premier ha aggiunto che il governo "continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia".
Ora Meloni potrebbe scegliere di tenere per sé la delega fino alla fine della legislatura – manca circa un anno. Oppure potrebbe preferire aspettare qualche tempo e, quando le polemiche si saranno calmate, assegnare il ministero ad altri, magari ad una delle persone considerate in lizza.
Magi (+Europa): "Il governo Meloni è un gigante con i piedi d'argilla, prepariamo l'alternativa"
"Il governo Meloni, che fino a pochi giorni fa sembrava una forza inossidabile, si risveglia dopo il referendum e scopre di essere un gigante dai piedi d’argilla", ha detto Riccardo Magi, segretario di +Europa. "A innescare la slavina è stata la stessa Meloni con questa ondata di dimissioni arrivate dopo una vera e propria resa dei conti interna a Fratelli d’Italia. Anche Forza Italia, con le dimissioni di Gasparri da presidente dei Senatori di Fi, subisce lo scossone del voto referendario. L’opposizione organizzi l’alternativa di governo".
Nordio sostituisce Bartolozzi: chi è il nuovo capo di gabinetto Antonio Mura

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto il suo nuovo capo di gabinetto, che prenderà l'incarico lasciato da Giusi Bartolozzi martedì. Si tratta di Antonio Mura, magistrato (come Bartolozzi) di 72 anni, già procuratore alla Corte d'Appello di Roma e giudice nella Corte d'Assise di Firenze, ma anche ex componente del Csm.
La capo di gabinetto, figura molto potente all'interno del ministero, si è dimessa dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia (segnato anche dalla sua uscita contro la magistratura, definita "plotone d'esecuzione). Era già finita al centro delle polemiche per la gestione del caso Almasri lo scorso anno.

Nella sua carriera Mura, originario di Sassari, ha ricoperto diversi ruoli al ministero della Giustizia. Ha guidato il dipartimento per la giustizia minorile, tra gli altri. In questa legislatura finora è stato a capo dell'Ufficio legislativo del ministero. In pratica, il consigliere giuridico del ministro. Con il nuovo incarico, invece, diventa braccio destro di Nordio nell'ultimo anno di legislatura. La sua nomina, annunciata dal ministero, sarà resa ufficiale nei prossimi giorni.
Per Craxi anche le congratulazioni di Occhiuto: "Profilo riformista e liberale"
"Congratulazioni e auguri di buon lavoro a Stefania Craxi, neo capogruppo di Forza Italia al Senato. Sono felice che la guida del nostro gruppo a Palazzo Madama sia affidata a una figura di grande spessore, con una storia importante, qualità e competenze. Un profilo riformista e liberale che saprà rappresentare al meglio le battaglie storiche del nostro partito. Un ringraziamento a Maurizio Gasparri per il lavoro serio e appassionato svolto in questi anni alla guida del gruppo. Sono certo che continuerà a offrire, con la sua esperienza e la sua costanza, un grande contributo alla nostra comunità politica". Lo ha dichiarato Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, che negli ultimi mesi ha segnalato più volte un certo scontento per la linea del partito e reclamato l'identità "liberale" di FI.
Le prime parole di Stefania Craxi da capogruppo forzista
"Ringrazio i colleghi di Forza Italia al Senato per la fiducia che hanno voluto accordarmi e per l'onore che mi hanno riservato eleggendomi capogruppo", ha dichiarato Stefania Craxi in una nota. "Sento certamente il peso della responsabilità, ma affronterò questo nuovo capitolo della mia vita politica con impegno ed entusiasmo. So di poter contare sul contributo di ogni collega, e insieme lavoreremo come squadra, come comunità che si nutre di saldi princìpi morali oltre che politici". Ha ringraziato anche Maurizio Gasparri, "per il lavoro fin qui svolto con competenza e passione", citando in conclusione Silvio Berlusconi, "un uomo che per me c'è sempre stato, nella buona e nella cattiva sorte".
Il nuovo ruolo di Gasparri dopo le dimissioni da capogruppo forzista al Senato
Maurizio Gasparri, dopo aver lasciato l'incarico di capogruppo di Forza Italia al Senato, si prenderà il ruolo che finora è stato della sua collega di partito. Ovvero quello di presidente della commissione Affari esteri e Difesa a Palazzo Madama. Ad annunciarlo è stata la stessa Stefania Craxi.
Stefania Craxi eletta nuova capogruppo di Forza Italia per acclamazione
Stefania Craxi è stata eletta per acclamazione capogruppo di Forza Italia al Senato. Nessuna conta, quindi. Lo hanno fatto sapere fonti parlamentari al termine dell'assemblea a Palazzo Madama
Marina Berlusconi 'benedice' la nuova capogruppo di FI Stefania Craxi
Fonti d'agenzia ‘vicine' a Marina Berlusconi hanno sottolineato che le dimissioni di Gasparri e la scelta di Stefania Craxi come nuova capo gruppo sono arrivate interamente per iniziativa dei parlamentari di Forza Italia, senza influenze esterne. Le stesse fonti, comunque, hanno sottolineato che da tempo Berlusconi sostiene una "maggiore apertura" della classe dirigente del partito, e che ha "grande stima" per Craxi.
Nevi (FI): "Grazie di cuore a Gasparri, lealtà e coerenza ai nostri valori"
"Voglio ringraziare di cuore Maurizio Gasparriper quello che ha fatto alla guida del Gruppo di Forza Italia del Senato. La sua lealtà, la sua coerenza ai valori di Forza Italia e del centrodestra, insieme alla sua preziosa conoscenza delle istituzioni nazionali e locali, saranno molto utili per tutti noi e per il nostro movimento". Lo dichiara in una nota Raffaele Nevi, portavoce nazionale Forza Italia ringraziando l'ormai ex capogruppo dimissionario.
Balboni (Fdi): "Ora legge elettorale, pensare a premio variabile"
"Sulla legge elettorale tutte le forze politiche dovrebbero essere d'accordo su tre punti: vince chi prende più voti; governa chi prende più voti; per governare occorre un limitato premio di maggioranza, ragionevole". Lo ha detto Alberto Balboni di Fratelli d'Italia, ospite a Start su Sky TG24. "Io ho avanzato una proposta diversa: utilizzare il metodo delle Regioni, dove il premio non è fisso ma è variabile, tu arrivi al 55% e lì ti fermi. Quella calendarizzata è una proposta parlamentare. Ero convinto prima, e sono convinto adesso, che sulla legge elettorale bisogna coinvolgere tutte le forze politiche. Al Senato ci sarà un pareggio. Dobbiamo garantire un limitato premio di maggioranza a chi vince, chi si oppone vuole la palude", ha concluso.
Tajani ringrazia Gasparri ma non spiega il perché delle dimissioni
"Ringrazio Maurizio Gasparri per l’impegno profuso in questi anni alla guida dei senatori di Forza Italia. La sua dedizione e lealtà verso la nostra bandiera è un esempio che tutti dovrebbero seguire e apprezzare". Così ha dichiarato Antonio Tajani, leader di FI, sui social. Nessuna spiegazione aggiuntiva sul perché il suo capogruppo al Senato abbia lasciato l'incarico. A Stefania Craxi, che lo sostituirà, "rivolgo i migliori auguri di buon lavoro", ha aggiunto. Prima di rilanciare: "Con le iniziative e con i prossimi congressi regionali lavoriamo per allargare sempre di più i nostri orizzonti, abbracciare tutte quelle forze che condividono il nostro percorso".
Bonelli: "Destra nel caos, dimissioni a catena. Accelerare su nostro programma"
"La crisi politica nel centrodestra, con le dimissioni di Bartolozzi, Delmastro, Santanchè e oggi Gasparri – e domani chissà chi – impone un'accelerazione nella definizione del programma del centrosinistra. La destra al governo dell'Italia ha superato il limite dell'ipocrisia: se il No non avesse vinto, da Santanchè a Delmastro sarebbero rimasti tutti al loro posto. L'Italia rischia di entrare in recessione economica, anche a causa della guerra e della politica energetica folle voluta da Giorgia Meloni, che ha reso il Paese dipendente dal gas di Trump e da quello algerino, facendo pagare energia cara a famiglie e imprese invece di seguire l'esempio della Spagna, che ha puntato sulle rinnovabili. Per queste ragioni è necessario accelerare con determinazione la costruzione di un'alternativa credibile, capace di offrire al Paese una prospettiva diversa, fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sulla sanità pubblica, transizione ecologica e indipendenza energetica". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Borghi (Iv): "Maquillage non serve, Meloni sfiduciata politicamente"
"L'esito del referendum costituzionale ha preso alla sprovvista la premier e la sua maggioranza, e adesso assistiamo a reazioni pavloviane inconsulte, prive di una regia e di un filo politico. Sembra più un regolamento di conti interno che una risposta a quello che è accaduto. Meloni è stata sfiduciata politicamente ma non vuole prenderne atto, e non credo che questo maquillage le consentirà di recuperare contatto e sintonia con il Paese. La attende una via crucis di un anno". Così a Radio Leopolda il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva. "Forza Italia è il partito maggiormente colpito dall'esito del referendum, e infatti è partita anche lì la resa dei conti con le dimissioni del capogruppo Gasparri. Il partito ha appaltato a Meloni la leadership, presentandosi servizievole, silente e prono, e ora si ritrova con le tasche vuote. L'immagine simbolo – ricorda Borghi – è quella di Tajani al Board of Peace con il cappellino ‘Maga' in mano. Il ministro degli Esteri si è piegato a fare il cameriere di Trump, andando contro la posizione del Partito popolare europeo. Un atteggiamento pagato nelle urne, su cui Forza Italia dovrà tirare qualche conclusione".
Gasparri (FI) lascia l'incarico di capogruppo: "Mia decisione autonoma, vado avanti con coerenza"
"Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico di capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull'incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro". Lo dichiara Maurizio Gassati dopo la notizia delle sue dimissioni da presidente dei senatori di FI a palazzo Madama.
Nordio: "Successore di Bartolozzi? Ci stiamo lavorando, i tempi saranno rapidi"
"Ci stiamo lavorando, i tempi saranno rapidi". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a chi gli chiede sulla nomina del nuovo capo di gabinetto del dicastero dopo le dimissioni di Giusi Bartolozzi.
Fratoianni: "Gasparri dimissionato, la forza di 15 milioni di no"
Gasparri dimissionato da capogruppo di Forza Italia. Un altro scossone per la maggioranza. Un pezzo per volta cade il castello di carta costruito in questi anni di propaganda, basata sulla protervia e sull'arroganza. La forza straordinaria di 15 milioni di No". Lo scrive sui social il leader Avs Nicola Fratoianni.
L'ex ministro Sangiuliano: "Doveroso dimettersi dopo la richiesta di Meloni"
"Era doveroso ottemperare alla richiesta della Meloni, le dimissioni sono sempre un fatto soggettivo". A parlare del passo indietro di Daniela Santanché è stato l'ex ministro della Cultura, esponente di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano, a margine della seduta sul bilancio. Il governo Meloni, ha aggiunto Sangiuliano, "ha dato una dimostrazione di stabilità più unica che rara nella storia italiana e i successi che ha avuto soprattutto in economia sono innegabili. L'Italia è giudicata positivamente nel mondo, ora tutto questo non lo possiamo dimenticare per il referendum, che è un fatto importante, non va sottovalutato, ma io sono convinto che Giorgia Meloni saprà dare una scossa al governo e rilanciare l'azione politica".
Il ministro Zangrillo: "FI è un partito vivo, i cambiamenti sono normali"
"Forza Italia è un partito vivo ed è dunque normale che ci siano, come in ogni organizzazione, dei momenti di cambiamento". Così Paolo Zangrillo, senatore di FI e ministro, interpellato dall'Ansa sulle imminenti dimissioni del capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri. Il suo nome, insieme alla ministra Elisabetta Casellati risulterebbe tra i 14 senatori su 20 che hanno firmato una lettera per esortare il partito a rinnovarsi, sostituendo Gasparri.
Il governatore del Lazio Francesco Rocca (FI): "Dimissioni di Gasparri? C'è bisogno di facce nuove"
"Non so se le dimissioni di Gasparri da capogruppo al Senato di Forza Italia siano una conseguenza della vittoria del No al referendum, non entro negli aspetti dei partiti. Credo però che ci sia bisogno di rinnovamento e di facce nuove. Il senatore Gasparri ha dato tantissimo in questi anni, però probabilmente dentro Forza Italia c'è stata una discussione circa la necessità di volti nuovi e innovativi". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a margine dell'evento "Sport per tutti – Il modello Lazio" svoltosi questa mattina a Roma nella sede della Giunta regionale.
Corruzione, il ministero della Difesa: "Pieno supporto alla magistratura"
In merito alle perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Roma, il Ministero della Difesa in una nota ha assicurato "pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti. Eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria".
Altra batosta per Nordio, l'Ue approva la direttiva anticorruzione: l'abuso d'ufficio è reato
La direttiva anticorruzione appena approvata dal Parlamento Ue stabilisce che l'abuso d'ufficio, abrogato dal ddl Nordio nel 2024, è reato. L'Italia quindi potrebbe trovarsi costretta a reintrodurlo nell'ordinamento.
Stefania Craxi verso la nomina a capogruppo di FI al Senato al posto di Gasparri
Per il successore di Maurizio Gasparri alla guida del gruppo di FI al Senato è in pole position il nome di Stefania Craxi. La senatrice già deputata dal 2006 al 2013, è stat anche sottosegretaria di Stato agli Affari esteri dal 2008 al 2011 nel governo Berlusconi IV.
Il viceministro Sisto: "Delmastro è provato, la pressione mediatica per le dimissioni è stata logorante"
"Io credo che ci sia una sola spiegazione: una pressione mediatica che alla fine, logora chiunque, soprattutto le persone direttamente interessate. Ho chiamato Andrea Delmastro dopo le dimissioni e l'ho sentito davvero provato. Secondo me, questo è un Paese in cui la comunicazione, soprattutto quando è insistente, ossessiva e asfissiante, e talvolta anche finalizzata ad aggredire il governo, finisce per generare situazioni che, col tempo, diventano insostenibili". Lo afferma il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto a Rtl 102.5. "Si può resistere, resistere, resistere, ma arriva sempre un momento, un punto di non ritorno, in cui si valutano anche le ripercussioni che tutto questo può avere sul governo, direttamente o indirettamente", continua. "Si tratta quindi – conclude – di un gesto di responsabilità che, da un lato, sancisce le difficoltà di chi subisce pressioni mediatiche e, dall'altro, dimostra rispetto nei confronti del governo, di cui Andrea Delmastro è stato in qualche modo protagonista e Giusi Bartolozzi è stato l'asse portante all'interno del ministero"
In corso perquisizioni al ministero della Difesa, Terna e Rfi
Sono in corso perquisizioni da parte della Gdf al ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale nell'ambito di una indagine della Procura di Roma, sviluppo di quella su Sogei, in cui si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio oltre alla turbativa d'asta e al traffico di influenze illecite. Al centro dell'indagine, coordinata dal sostituto Lorenzo Del Giudice, presunte irregolarità negli appalti informatici. Complessivamente 26 gli indagati. Fra le persone perquisite anche generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.
Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato
Maurizio Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato. È convocata per le 16.30 a palazzo Madama una riunione dei senatori di Forza Italia. L'ordine del giorno, firmato dallo stesso Gasparri prevede: "Dimissioni presidente del gruppo. Elezione nuovo presidente del gruppo". Forza Italia è in fibrillazione da ieri, da quando 14 senatori su 20 hanno sottoscritto la raccolta firme per spingere un rinnovamento all'interno del gruppo di palazzo Madama, chiedendo la sostituzione del capogruppo. Tra le firme ci sono quelle dei ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo. La più accreditata a prendere il suo posto sarebbe Stefania Craxi, attualmente presidente della commissione Esteri e difesa. "Non ho nulla da dichiarare", ha risposto Gasparri, interpellato dall'ANSA al riguardo.
Meloni: "7 miliardi dei fondi di Coesione per alloggi calmierati e misure su energia"
"L'Italia ha chiesto e ottenuto in Europa, nell'ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, un risultato molto significativo: la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico". Lo afferma in una dichiarazione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Sperando (FdI): "Ci liberiamo di tre scorie"
"Ci liberiamo di tre scorie". Lo ha affermato il coordinatore regionale veneto di Fratelli d'Italia Raffaele Speranzon, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle tensioni nel governo, in merito alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, del capo di gabinetto dello stesso dicastero, Giusi Bartolozzi e della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Speranzon ha poi spiegato: "Nella consapevolezza che fino al terzo grado di giudizio sono tutti innocenti, quando si svolgono funzioni importanti per la nazione è opportuno non essere in condizione di essere chiacchierati, ci possono essere delle zone d'ombra, e quindi credo che in questo momento sia il caso di dare un segnale che eviti a qualcuno di strumentalizzare vicende personali che con grande probabilità si risolveranno dal punto di vista giudiziario, ma che dal punto di vista politico rischiano di essere difficili da gestire anche per il governo". Per quanto riguarda l'esito del referendum sulla riforma della giustizia "non lo so se abbiano inciso, ma credo che il presidente del Consiglio dei ministri abbia la piena autonomia nel fare le proprie scelte affidando degli incarichi importanti e altrettanto abbia il diritto di chiedere responsabilità in tutti coloro i quali svolgono questo tipo di funzione", ha aggiunto. Ma se la riflessione sulle vicende giudiziarie chiama in causa le vicende Delmastro e Santanchè, la posizione del capo di Gabinetto di Nordio, Bartolozzi è ben diversa. Nel suo caso "io non so se sia stata fatta una richiesta di dimissioni o se siano state date spontaneamente ma non c'è ombra di dubbio che certe dichiarazioni siano state inopportune vista la funzione di quella figura, dichiarazioni inappropriate", in merito al paragone delle toghe a dei plotoni di esecuzione.