
Daniela Santanchè si è dimessa. Ieri sera la nota della premier in cui "auspicava" sensibilità istituzionale dalla sua ministra del Turismo affinché si dimettesse, ha travolto Palazzo Chigi. Oggi è finalmente arrivato l'annuncio ufficiale. In un messaggio rivolto a Meloni Santanché ha scritto: "Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare quello che mi chiedi". Ma "il mio certificato penale è immacolato", ha voluto precisare.
Non era praticamente mai successo che un ministro venisse sfiduciato pubblicamente dal proprio presidente del Consiglio. L'unico precedente è il caso dell'ex Guardasigilli Filippo Mancuso, nel 1995, che abbandonò l'incarico dopo una mozione di sfiducia votata anche dal suo governo. Meloni punterebbe a tagliare via "i rami secchi" per neutralizzare gli attacchi delle opposizioni.
Calenda (Azione): "Santanchè doveva dimettersi molto tempo fa e con lei Urso"
"Sono convinto che la Santanchè si sarebbe dovuta dimettere molto tempo fa. E con lei Urso che è una sciagura nazionale. Detto questo, fare opposizione gridando alle dimissioni e basta è un gioco che non ci appassiona. Per questo abbiamo avanzato più e più volte proposte concrete al governo. Perché non è rimasto molto tempo, il Paese rischia la recessione con le bollette delle famiglie alle stelle e la produzione industriale in picchiata. Eppure nulla accade. E forse anche tutto questo ha pesato sul risultato referendario. No?", lo scrive il leader di Azione, Carlo Calenda, in un post su X, pubblicando un suo breve intervento a '10 minuti' su Retequattro.
Santanchè, Borghi-Faraone (Iv): "Governo in implosione, Meloni venga in Parlamento"
Le dimissioni di Daniela Santanchè non chiudono lo scontro politico, ma anzi, secondo Italia Viva, ne amplificano le conseguenze. I vicepresidenti del partito, Enrico Borghi e Davide Faraone, parlano infatti di una "implosione evidente" del governo, della maggioranza e dello stesso partito della premier: "Le dimissioni chiudono un fatto politico inedito, cioè la sfiducia manifestata dalla premier a mezzo stampa, ma lasciano aperte tutte le conseguenze". Borghi e Faraone criticano anche il cambio di atteggiamento della presidente del Consiglio: "Meloni riscopre un giustizialismo d’antan dopo essersi professata garantista". Secondo gli esponenti di Italia Viva, il risultato referendario rappresenta una sfiducia diretta nei confronti della premier: "Non potranno esserci capri espiatori per nascondere questo dato". Da qui la richiesta: "Meloni si assuma le sue responsabilità e si presenti in Parlamento, smettendo di fuggire".
Malan (FdI): "Dimissioni Santanchè gesto di grande responsabilità che apprezziamo"
"Come auspicato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto di grande responsabilità che apprezziamo e che giunge dopo anni di intenso lavoro alla guida di un ministero chiave per l'economia nazionale. Daniela Santanchè lascia in un momento in cui il settore turistico è più vitale che mai, in costante crescita e tra i più dinamici di Europa. A lei, perciò, va il ringraziamento per quanto fatto in questi anni e il riconoscimento per aver contribuito a rilanciare nel mondo il turismo italiano", lo ha detto il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan.
Lega: "Grazie a Santanchè per il grande senso di responsabilità e la dimostrazione di attaccamento alla squadra"
"Grazie a Daniela Santanchè per il lavoro di questi anni, il senso di responsabilità e la grande dimostrazione di attaccamento alla squadra", così in una nota la Lega dopo le dimissioni della ministra del Turismo.
Ministero Giustizia, corsa alle sostituzioni: Kelany verso il posto di Delmastro, Antonio Mura come capo di gabinetto
Si apre la corsa alle nomine chiave al ministero della Giustizia dopo le dimissioni di Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Per il ruolo di sottosegretario, tra i nomi più accreditati ci sarebbe quello della deputata FdI Sara Kelany, mentre per la guida del gabinetto prende quota Antonio Mura, magistrato ed attuale capo dell'ufficio legislativo, considerato figura di alto profilo. L'ufficializzazione delle scelte è tuttavia attesa nei prossimi giorni, nell'ambito di una più ampia riorganizzazione del ministero.
Schlein: "Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi"
"Anche Daniela Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi", è quanto si legge in un post sui social pubblicato dal Pd e dalla segretaria dem Elly Schlein.
Santanchè, Pirondini (M5S): "Viene giù tutto, Meloni riferisca in Parlamento"
Il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini, ha attaccato duramente il governo, chiedendo un passaggio immediato in Parlamento della presidente del Consiglio: "Santanchè se ne va e paradossalmente mostra più coerenza di chi le ha affidato il ministero, l'ha difesa per anni e oggi prova a fare la paladina della moralità. Doveva dimettersi almeno due anni fa", ha detto Pirondini, ricordando a Giorgia Meloni di non avere responsabilità nella sconfitta referendaria, finisca per darle "una lezione".
Secondo l'esponente M5S, il tentativo della premier di chiudere la vicenda individuando un capro espiatorio è destinato a fallire: "Se pensa di rifarsi la faccia così, sbaglia di grosso". Pirondini ha chiesto quindi che Meloni riferisca in Parlamento: "Pretendiamo che venga a spiegare cosa sta accadendo e come intende procedere, mentre viene giù tutto, con il ministero della Giustizia sgretolato e una ministra fatta fuori in questo modo”. Infine, avverte: “La lista di chi dovrebbe dimettersi dentro Fratelli d’Italia è lunga e noi lo ricorderemo ogni giorno".
La Russa: "Vicinanza a Santanchè per responsabilità, suo gesto non dovuto"
"Rivolgo a Daniela Santanché la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato e con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell'interesse di Fratelli d'Italia e di tutto il centrodestra. Un gesto non dovuto, compiuto solo dopo l'invito del presidente del Consiglio, e nonostante la sua situazione giudiziaria non solo sia priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda ‘cassa integrazione'", così, in una nota, Ignazio La Russa, presidente del Senato dopo le dimissioni annunciate dalla ministra del Turismo.
Piemonte, Pd: "Scelta Chiorino inaccettabile, offende i cittadini"
Il Partito democratico del Piemonte critica duramente la decisione di Elena Chiorino di dimettersi da vicepresidente della Regione mantenendo però le deleghe di assessora, definendola "inaccettabile" e offensiva per i cittadini. "Chiorino ha sprecato l'unica occasione in cui avrebbe fatto bene a copiare Delmastro, riuscendo nell'impresa di comportarsi peggio della Santanchè", afferma il segretario regionale Domenico Rossi insieme alla capogruppo in Consiglio regionale Gianna Pentenero. Secondo il Pd, dopo le dimissioni del sottosegretario Delmastro e della ministra Santanchè, "è vergognoso che in Piemonte la maggioranza provi a far finta di nulla", sottolineando che non possono esserci "due pesi e due misure". Il partito chiede quindi che le forze di maggioranza votino la mozione delle opposizioni in Consiglio regionale e sollecita un passo indietro da parte di Chiorino o, in alternativa, un intervento diretto del presidente della Regione con la revoca delle deleghe.
Bignami (FdI): "Dimissioni Santanchè, passo indietro responsabile"
"AA nome del Gruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati ringrazio la senatrice Daniela Santanché per l'importante lavoro che in questi anni ha portato avanti alla guida del Ministero del turismo, e per i significativi successi raggiunti dall'Italia nel settore. Un passo indietro responsabile che mette a tacere le strumentali e pretestuose polemiche delle opposizioni". Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
Paita (Iv): "Dimissioni Santanchè? Capro espiatorio e segno di debolezza. Meloni fugge dalla realtà"
"Arrivano le dimissioni di Santanchè, che ho sempre reputato un pessimo ministro, ma la ricerca di un capro espiatorio è un segno di debolezza e non pagherà, perché Meloni non fa i conti con la realtà: i motivi per cui il governo ha perso il referendum sono soprattutto i pochi risultati concreti di questi quattro anni: sicurezza, tasse, economia. Questi sono i problemi che i cittadini sentono sulla loro pelle. Altro che pulizie di Pasqua". Lo dice a Radio Leopolda la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva."Meloni tirerà a campare, ma non è detto che ci riuscirà, vista la sua scarsa lucidità in questa fase. dobbiamo essere pronti come coalizione di centrosinistra a dare un'alternativa e una speranza agli italiani. Un passaggio che ritengo fondamentale è quello delle primarie, e avere, come riformisti – aggiunge Paita – una nostra proposta, con i nostri argomenti e le nostre idee, farà la differenza. Come Italia Viva Cominciamo l'11 aprile con l'evento delle Primarie delle idee a Roma". POL NG01 alm 251924 MAR 26
Lupi (Noi Moderati): "Comprendiamo travaglio Santanchè, scelta dimissioni le fa onore"
"Daniela Santanchè ha fatto molto bene il suo lavoro al ministero, per questo comprendiamo il travaglio che ha vissuto in queste ore e che si è concluso con la scelta di rassegnare le dimissioni. Una decisione che le fa onore, che dimostra responsabilità istituzionale e politica che tutto il Centrodestra le riconosce", lo ha detto il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
Pirro: "Chiorino aggrava sua posizione, chi pensa di prendere in giro?"
"Chi pensa di prendere in giro Elena Chiorino con queste semi dimissioni? Pensa di dover dare il contentino a qualcuno? Si è messa in affari con i prestanome di un clan camorristico che imperversa a Roma e anche al nord Italia, dovrebbe abbandonare ogni incarico istituzionale provando molta vergogna e invece lascia una poltrone e ne tiene due nella giunta del Piemonte. Questa indecenza aggrava la sua posizione. Questa è la concezione che il partito di Giorgia Meloni ha delle istituzioni, che si tratti di Santanchè, Delmastro o Chiorino. Si arroccano nei palazzi, si dimettono solo dopo 15 milioni di ‘No' o dopo ore di strenua resistenza oppure si dimettono ma anche no. Chiorino non faccia questo ulteriore torto alla nostra regione e ridia dignità alle istituzioni". Così la senatrice del M5s, Elisa Pirro.
Bocca (Federalberghi): "Grazie Santanchè per dinamismo e capacità di ascoltare le imprese"
"Salutiamo la senatrice Santanchè con un ringraziamento per l'impegno al servizio del settore turismo e per l'attenzione che ha dedicato alle esigenze delle imprese", ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in riferimento alla notizia delle dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè. "Dinamismo e capacità di ascolto", ha concluso Bocca, "sono i tratti principali che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo trascorsi alla guida del ministero".
Santanchè, Ricciardi (M5S): "Dimissioni tardive, Meloni regista di un sistema di potere"
Le dimissioni di Daniela Santanchè arrivano con anni di ritardo e, sottolinea Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, non sono il frutto della volontà di Giorgia Meloni, ma della spinta dei 15 milioni di cittadini che hanno votato NO al referendum:"Tra questi ci sono moltissimi giovani stanchi di vedere persone senza merito avanzare", evidenzia Ricciardi. Secondo il deputato pentastellato, la vicenda dimostra come Meloni sia "il regista di un sistema di potere più ampio", che va oltre singoli nomi come Santanchè, Bartolozzi o Delmastro, e che affonda radici in "contesti profondi e difficili da decifrare".
Santanchè, Conte: "Meloni responsabile degrado, venga in parlamento"
"Abbiamo un Governo che barcolla e una premier debolissima, che deve delle spiegazioni sul degrado istituzionale di cui si è resa responsabile. Lo deve fare di fronte al Paese e al Parlamento", così, su X, il presidente M5S Giuseppe Conte.
"Obbedisco": da Garibaldi a Santanchè, la frase simbolo della resa
Daniela Santanchè ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo inviando alla premier Giorgia Meloni un messaggio in cui scrive semplicemente: "obbedisco". La formula ha un precedente storico celebre: il primo "obbedisco" della storia italiana fu pronunciato da Giuseppe Garibaldi il 9 agosto 1866, dopo la vittoria italiana a Bezzecca durante la Terza guerra d'indipendenza, che mirava a liberare Veneto e Trentino dall'impero austro-ungarico. Avanzando verso Trento al comando dei volontari dei Cacciatori delle Alpi, Garibaldi ricevette l'ordine dal generale Alfonso La Marmora di fermarsi e ritirarsi a causa dell'imminente armistizio. La sua risposta, laconica e decisa, fu appunto, "Obbedisco", inviata via telegramma, documento tutt'oggi conservato all'Archivio di Stato di Torino.
Braga (Pd): "Dimissioni tardive di Santanchè, ci sono voluti 14 milioni di No al referendum"
"La decisione della ministra Daniela Santanchè di dimettersi arriva in ritardo, troppo a lungo rispetto a vicende che hanno gettato ombre non solo sulla persona ma anche sulla carica ricoperta. Sono state situazioni che Giorgia Meloni ha coperto per troppo tempo, cambiando posizione solo quando le è stato politicamente conveniente. Si tratta di uno dei numerosi episodi che offendono le istituzioni e minano il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni, allontanando le persone dalla politica. Alla fine, ci sono voluti 14 milioni di No al referendum per chiudere questa pessima pagina", ha scritto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, in una nota.
Dimissioni Santanchè, Mulè colto di sorpresa dagli applausi alla Camera: "Credevo applaudiste me, ho capito ora..."
La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni. La notizia, comunicata durante la seduta alla Camera, ha provocato una reazione immediata dei deputati, che hanno accolto l'annuncio con applausi, interrompendo momentaneamente l'intervento del vicepresidente Giorgio Mulé, presente a presidiare l'Aula. Visibilmente sorpreso, Mulé ha spiegato di aver appreso la notizia solo in quel momento, leggendo le agenzie di stampa: "Credevo applaudiste me, poi ho visto le agenzie…Ho capito ora…"
Fratoianni (Avs): "Dimissioni Santanchè chiudono teatrino indegno"
Nicola Fratoianni di Avs commenta le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo, definendo concluso un ‘teatrino indegno' durato oltre un giorno e mezzo, durante il quale la ministra ha tenuto sotto pressione il governo Meloni e la maggioranza di destra. Per Fratoianni, la vicenda rappresenta un ulteriore segnale della crisi politica aperta dopo la batosta referendaria.
Santanchè, Magi: "Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente"
"Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente". Il leader di +Europa, Riccardo Magi, commenta così la decisione di Daniela Santanchè di lasciare il ministero del Turismo, decisione annunciata quasi 24 ore dopo l'auspicio della premier Giorgia Meloni. Secondo Magi, la ministra "non ci mancherà" e non solo, la vicenda evidenzierebbe come "Meloni esca politicamente indebolita dal post-voto, incapace di gestire con efficacia le conseguenze del referendum". Magi definisce la situazione uno "scempio delle istituzioni", trasformate in un vero e proprio "ring per una rissa da bar".
Conte attacca Meloni: "Tre anni per far dimettere Santanchè, premier debole"
L'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha commentato con durezza la vicenda delle dimissioni di Daniela Santanchè: secondo Conte, ci sono voluti anni perché la ministra del Turismo lasciasse il suo incarico, segnalando una "evidente debolezza politica della premier Giorgia Meloni". Il leader del M5S evidenzia come la lentezza e le difficoltà nel far rispettare le dimissioni richieste mettano infatti in luce un governo incapace di gestire con decisione le proprie nomine e di mantenere coesione interna.
Santanchè si dimette la Rai guarda dall'altra parte
Santanchè ha lasciato l'incarico da ministra del Turismo alle 18 con una lettera rivolta alla premier Meloni, che ne aveva auspicato le dimissioni. Ma la tv generalista guarda dall'altra parte: Vita in Diretta su Rai 1 ignora tutto, il Tg2 arriva in ritardo.
Daniela Santanchè non tornerà nella sede del ministero del Turismo
A quanto si apprende, dopo aver ufficializzato le dimissioni, Daniela Santanchè non tornerà stasera nella sede del ministero del Turismo dove è rimasta fino alle 15.
Bonelli (Avs): "Governo Meloni su Santanchè mostra arroganza e spettacolo indecoroso"
Le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè, arrivate solo dopo forti pressioni politiche, non cancellano, secondo Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, anni di "arroganza e difesa dell'indifendibile" da parte della ministra e del governo. "Il governo Meloni ha dato uno spettacolo indecoroso di fronte ai problemi degli italiani", spiega Bonelli, "è stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia in un esecutivo che fino all'ultimo ha resistito, nonostante posizioni inquietanti. Se il Sì avesse vinto, Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto. Ora spetta a noi costruire un'alternativa", aggiunge, "affrontando i problemi reali degli italiani: crisi economica e sociale, povertà crescente, sanità pubblica allo sfascio e politica estera subalterna. Serve un cambiamento vero, fondato su giustizia sociale, difesa della Costituzione e investimenti su sanità, lavoro e transizione ecologica".
Santanchè: "Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa di Delmastro"
"Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'Onorevole Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento", così Santanchè in un passaggio della sua lettera al premier Giorgia Meloni con cui annuncia le sue dimissioni da ministro del Turismo
Santanchè: "Non vorrei esser capro espiatorio sconfitta"
Daniela Santanchè, nella lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiega le ragioni della sua decisione: "Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d'animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum, non volendo essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato Del Mastro, che pure paga un prezzo alto". Nella missiva, Santanchè conferma quindi di rassegnare le dimissioni dal ruolo di ministra del Turismo, come sollecitato dalla premier.
Arriva la notizia delle dimissioni di Santanchè, l'aula della Camera esplode in un lungo applauso
I lavori nell'aula di Montecitorio vengono interrotti da un improvviso e lungo applauso. Il presidente di turno, Giorgio Mulè, resta interdetto per alcuni secondi, poi riprende la parola: "Credevo appluadiste me, poi ho visto le agenzie…" riferendosi alla notizia delle dimissioni di Daniela Santanchè.
La lettera di dimissioni di Daniela Santanchè dal Ministero del Turismo
In un clima di forte pressione politica e dopo giorni di attese e dibattiti sulla sua posizione, Daniela Santanchè ha formalizzato la sua decisione di rassegnare le dimissioni dal ruolo di ministra del Turismo. Di seguito, il testo integrale della lettera inviata alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni:
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio. Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti. Daniela
La ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa
La ministra Daniela Santanchè si è dimessa. Dopo il braccio di ferro con la premier la titolare del Turismo ha ceduto alle pressioni e ha lasciato l'incarico. Le dimissioni sono state ufficializzate con una nota.
