Uccide una tartaruga rarissima e la mangia sui social, Bonifazi: “Atto di una gravità inaudita”

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A sinistra la tartaruga embricata prima di essere uccisa, a destra la pietanza in cui è stata trasformata. Credit: Instagram
Nell’arcipelago di Raja Ampat, tra i luoghi più preziosi al mondo per la biodiversità, un bracconiere ha ucciso una tartaruga embricata in pericolo critico di estinzione e l’ha mangiata, condividendo le sue gesta sui social network. Un giovane cinese è stato fermato dalla polizia e rischia una pena severissima. Il commento per Fanpage.it dell’ecologo marino Andrea Bonifazi.

Nel paradiso della biodiversità di Raja Ampat, arcipelago indonesiano nel cuore del Mar delle Molucche (Oceano Pacifico), si è consumato uno degli atti più atroci e indegni ai danni di un animale selvatico protetto, nel caso specifico una rarissima tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata). Questa specie è classificata come in pericolo critico di estinzione (codice CR) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale, con una stima di poche decine di migliaia di individui adulti nei mari e negli oceani della Terra (alcuni studi indicano solo migliaia). Ciascun esemplare è pertanto preziosissimo. Uno di essi, purtroppo, è finito nel mirino di un criminale, che lo ha barbaramente ucciso con un fucile da sub (sparandogli dietro la testa) per poi mangiarselo.

A rendere questa storia ancor più sconvolgente e insopportabile vi è il fatto che il protagonista ha pubblicato un video sui social network in cui mostra deliberatamente il suo crimine odioso. Nelle immagini, che non condividiamo perché molto crude, si vede l'uomo impugnare il fucile e avvicinarsi di soppiatto alla tartaruga, fino a quando non le sferra il colpo mortale a distanza ravvicinata. Non pago per aver ammazzato un animale protetto e indifeso che riposava placidamente sotto uno scoglio sommerso – si ritiene che i fatti si siano svolti al largo di Paynemo presso il Keruwo Homestay, tra le isole Pam o Fam – l'uomo ha anche condiviso le immagini del suo pasto a base di rettile marino a rischio estinzione. Assieme a lui ci sono altre due persone, probabilmente le stesse con cui si era immerso quando la tartaruga embricata è stata uccisa.

Questa notizia è molto grave, perché travalica il solo piano etico”, ha dichiarato a Fanpage.it l'ecologo marino Andrea Bonifazi, divulgatore scientifico, scrittore e fondatore della famosa pagina social Scienze Naturali. “Non si tratta, infatti, soltanto di aver ucciso un animale totalmente inerme, che riposava sul fondale, sparandogli con un fucile da sub e utilizzando le bombole, una pratica già di per sé illegale. Il fatto di averlo fatto in un'area marina sottoposta a misure di protezione e ai danni di un animale a rischio critico di estinzione rende il tutto di una gravità inaudita”, ha aggiunto il ricercatore. Bonifazi sottolinea che la vittima, Eretmochelys imbricata, è una specie “inserita nella Lista Rossa della IUCN in quanto etichettata come Critically Endangered.” “Sono proprio le attività umane e il bracconaggio tra le principali minacce per questa specie che, secondo le stime, ha una popolazione globale costituita da poche decine di migliaia di esemplari. Qui non si tratta di cacciare per necessità. Questa è una vera e propria azione di bracconaggio che, senza usare giri di parole, io definirei una vera e propria esecuzione a sangue freddo”, ha chiosato con rammarico il ricercatore.

Cosa rischia il sub che ha ucciso la tartaruga embricata

Ma ci sono alcune buone notizie, al netto della tragicità di un episodio del genere, che ancora una volta ruota attorno alla condivisione compulsiva sui social network. Un uomo di 36 anni, un affermato istruttore subacqueo cinese, lo scorso 14 settembre è stato fermato all'aeroporto internazionale Sultan Hasanuddin dagli agenti dell'ufficio immigrazione di Makassar, mentre era pronto a lasciare l'Indonesia. È fortemente sospettato di essere l'esecutore materiale dell'atto di bracconaggio.

Il fermo è legato alle solerti indagini della polizia locale, in particolar modo della comunità Meos Mansar, che appresa la notizia si è immediatamente attivata per identificare i responsabili, con controlli a tappeto su turisti e voli. “La documentazione attualmente al vaglio degli inquirenti dimostrerebbe che un fucile subacqueo è stato puntato al collo della tartaruga, causandone la morte”, ha affermato durante una conferenza stampa il commissario Jenny SA Hengkelare, responsabile delle pubbliche relazioni della polizia regionale della Papua sudoccidentale. “Esistono documenti che descrivono le attività svoltesi dopo che la tartaruga sarebbe stata portata presso l'alloggio, cucinata e poi consumata”, ha aggiunto il poliziotto.

La tartaruga sarebbe stata uccisa esattamente tra l'8 e l'11 settembre 2026, nella zona della barriera corallina a nord dell'Ormandira Homestay e a sud di Rufas, spiega il detiksulsel, uno dei principali quotidiani indonesiani. La polizia sta conducendo indagini nell'area per individuare il punto esatto in cui è avvenuto il crimine. Pur sostenendo di essere innocente e vittima di uno scambio di persona, il giovane cinese è stato trasferito a Sorong in attesa che vengano completate le indagini e raccolti tutti gli indizi a suo carico, in attesa del probabile processo. “Tutte le informazioni e la documentazione ricevute saranno attentamente verificate per confermare i fatti relativi all'incidente. La procedura sarà condotta in modo professionale e nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti”, ha dichiarato il capo della polizia di Raja Ampat AKBP Boma Wedhayanto Purnomo. La caccia alle tartarughe costituisce una violazione della Legge numero 5 del 1990 relativa alla conservazione delle risorse naturali biologiche e dei loro ecosistemi, spiega il quotidiano online platmerah.com.

Nel caso in cui l'uomo fosse ritenuto colpevole, poiché ha ucciso un animale rigidamente tutelato e in un'area marina protetta rischia una pena massima di 15 anni di carcere e una sanzione economica pari a circa 250.000 Euro (5 miliardi di rupie). Nel frattempo il sub è stato sospeso in via precauzionale dall'AIDA (International Association for the Development of Apnea) e anche la SSI (Scuba Schools International) sta conducendo un indagine su di lui. L'orribile gesto criminale ai danni della tartaruga rischia di essere un boomerang clamoroso, facendogli perdere lavoro, libertà, un mucchio di soldi e molto probabilmente anche la sua "passione". Si tratterebbe di un segnale fortissimo e un monito nei confronti dei bracconieri che intendono macchiarsi di gesti così atroci ai danni della biodiversità.

Solo pochi giorni fa, nel Mar Ligure, durante un'escursione di whale watching è stata avvistata una rarissima tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), un'altra specie minacciata di estinzione ma non in pericolo critico come l'embricata. Ciascuno di questi animali è un dono prezioso e dovremmo essere grati ogni volta che abbiamo la fortuna e il privilegio di incontrarli; il solo pensiero che qualcuno si è immerso in un'area protetta per ucciderne e mangiarsene uno davanti ai social è semplicemente sconvolgente.

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