Le foto e il video esclusivi di due fratini al Parco del Circeo, Lipu: “Rischio perdita nidificazioni nel Lazio”

Immagine
Il fratino inanellato incontrato al Parco Nazionale del Circeo. Credit: Andrea Centini
Nei giorni scorsi al Parco Nazionale del Circeo abbiamo avvistato due esemplari di fratino, specie simbolo dei nostri litorali. Uno degli uccelli era stato inanellato a giugno a Capalbio, in Toscana, come ci ha confermato Gastone Gaiba della Lipu. Le foto e il video del meraviglioso incontro con una specie fortemente minacciata dall’impatto antropico.

Alcuni giorni addietro abbiamo avuto il privilegio di osservare due esemplari di fratino (Charadrius alexandrinus) al Parco Nazionale del Circeo, un avvistamento tanto emozionante quanto prezioso. Questo piccolo uccello limicolo, appartenente alla famiglia dei Caradriidi (Charadriidae), è infatti fortemente minacciato e le sue popolazioni sono in costante declino. Basti pensare che, come sottolineato dalla Lipu in un recente comunicato stampa, nel nostro Paese si contano soltanto circa 500 coppie nidificanti. Si è passati dalle 1.300–2.000 del 2004 alle 570–691 del 2018, fino al dato più recente del 2023. È stato un crollo rapido e preoccupante, strettamente connesso all'impatto antropico sulle spiagge dove questa specie nidifica. Il turismo balneare, la pulizia meccanica dei litorali e i cani lasciati liberi — che possono predare i pulcini e far scappare gli adulti — sono tutti fattori capaci di influire sensibilmente sulla sua conservazione. La popolazione italiana è classificata come “in pericolo” nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ma un declino si registra anche a livello globale (l'ultimo censimento del 2025 indica 216.000–314.000 individui maturi). Non c'è da stupirsi se, in una situazione così precaria per questa specie emblematica, sia balzata agli onori della cronaca nazionale la ferrea opposizione di ornitologi e associazioni ambientaliste contro l'organizzazione di “concertoni” sulle spiagge.

Immagine
Fratino inanellato. Credit: Andrea Centini

Per tutelare il fratino è stato ufficialmente avviato il progetto europeo Life Alexandro nel contesto del Programma LIFE dell’Unione Europea, volto a sensibilizzare sul modo in cui viviamo le spiagge, a promuovere la sostenibilità e a ripristinare, laddove possibile, l'habitat di questo piccolo limicolo. Centinaia di chilometri di costa dello Stivale sono coinvolti nella virtuosa operazione. Uno dei passi importanti per tutelare i magnifici uccelli risiede nell'inanellamento, attività che permette di identificare i singoli individui, capire dove si spostano e quali ambienti frequentano, a tutto vantaggio della loro protezione.

Uno dei due esemplari che abbiamo avuto la fortuna di fotografare e filmare al Circeo aveva un anello, che abbiamo deciso di riprendere da varie angolazioni proprio per riuscire a ottenere l'intero codice impresso, consapevoli della sua importanza. Abbiamo inviato i nostri scatti a Gastone Gaiba, responsabile del Parco naturale Pantanello (un'oasi della Lipu in provincia di Latina), che sono stati poi combinati con quelli raccolti da altri operatori sul campo. Grazie alla sovrapposizione di questi dati — l'anello non era molto leggibile — è stato possibile ricostruire la storia almeno di uno dei due fratini incontrati.

Immagine
Il fratino senza anello. Credit: Andrea Centini

Come ha affermato il dottor Gaiba a Fanpage.it, l'uccello era stato inanellato lo scorso giugno a Capalbio, in Toscana, quando aveva appena 8-10 giorni di vita. Ricordiamo che i pulcini di fratino sono nidifughi, ovvero sono già in grado di camminare e alimentarsi in autonomia subito dopo la schiusa (a differenza dei pulli di molti altri uccelli che richiedono l'assistenza costante dei genitori). L'esemplare, pertanto, dopo alcune settimane ha deciso di migrare verso sud e raggiungere il sito al Parco Nazionale del Circeo, dove l'abbiamo trovato in compagnia di un altro individuo privo di anello. L'esperto ci ha però confermato che gli uccelli in totale erano tre e non due. “Non erano inanellati, quindi provenivano sicuramente da due nidi diversi”, ha spiegato il dottor Gaiba. “Questo ci dice che sul tratto della costa toscana ci sono almeno due nidi attivi. È un'ottima notizia perché è un animale in sostanziale contrazione numerica. Ci sono talmente poche coppie che quest'anno, nel Lazio, sembra ne siano state censite soltanto otto. L'anno scorso erano il doppio. È un continuo ribasso del 50 percento: fra tre anni rischiamo di non avere più nidificazioni”, ha aggiunto con profondo dispiacere il responsabile dell'oasi, precisando che c'è una coppia a Civitavecchia e un'altra a Montalto di Castro (Viterbo), ma che le restanti sono appunto toscane. “Nel Lazio – ha proseguito – sono veramente poche e localizzate. Lo scorso anno abbiamo avuto il sospetto che una coppia avesse nidificato su un tratto di spiaggia perché abbiamo trovato un giovane che si era involato da qualche giorno. Era tutto screziato. Probabilmente era nato lì, lo ha fotografato il mio collega Edoardo. L'anno scorso potevamo avere una speranza, ma quest'anno la situazione è davvero drammatica.”

Immagine
Un pulcino di fratino su una spiaggia frequentata dal turismo balneare, principale minaccia alla sopravvivenza della specie. Credit: Andrea Centini

I due esemplari che abbiamo fotografato e filmato si tenevano isolati da altri limicoli, come piovanelli pancianera, gambecchi e corrieri piccoli, che in questo periodo di migrazione si osservano spesso al Parco Nazionale del Circeo. Erano quasi sempre separati, ma in qualche occasione li abbiamo visti riunirsi, camminare e alimentarsi fianco a fianco sugli “isolotti” emersi dal bacino scelto per la sosta. Non sappiamo quanto si fermeranno nella zona umida in provincia di Latina né dove andranno; ciò che è certo è che si tratta di animali estremamente preziosi, che si spera riusciranno a riprodursi e a contribuire al recupero di questa specie simbolo delle nostre coste, che seguiamo da molti anni con genuina passione.

Immagine
I due fratini insieme su un "isolotto". Credit: Andrea Centini

Il ricordo del primo incontro con un fratino è ancora vivido e cristallino nella nostra memoria. Era piena estate e ci trovavamo in Salento, su una spiaggia dorata accarezzata dalla macchia mediterranea e da una splendida salina da un lato, mentre sull'altro si infrangeva il Mar Ionio. Lungo il camminamento fra i due ambienti potevamo ammirare la zona umida dall'alto; proprio lì, scrutando il margine del bacino idrico a una distanza considerevole, ci siamo accorti di un piccolo uccello limicolo in compagnia di due pulcini. I piccoli correvano come pazzi e poi si fermavano di colpo. Di tanto in tanto tornavano indietro e cercavano protezione sotto il piumaggio del genitore. Erano proprio splendidi fratini, che abbiamo potuto riconoscere — con grandissima gioia — solo dopo averli ripresi con una fotocamera superzoom montata su un treppiede.

Immagine
Il fratino con i due pulli fotografato in Salento diversi anni fa. Credit: Andrea Centini

Da allora ne abbiamo incontrati diversi altri, soprattutto al Monumento naturale Palude di Torre Flavia in provincia di Roma, dove c'è un sito di nidificazione sorvegliato con amore e passione dai volontari. Ogni incontro con questi uccelli è emozionante e coinvolgente, perché siamo consapevoli della loro importanza e soprattutto della loro fragilità, che dipende quasi esclusivamente dal nostro significativo impatto sull'ambiente.

Immagine
Fratino. Credit: Andrea Centini
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views