Le foto del piviere dorato, l’uccello dal manto tinto d’oro. Barberini: “Perfetto per mimetizzarsi”
Al Parco Nazionale del Circeo è arrivato uno splendido piviere dorato (Pluvialis apricaria), un uccello limicolo non molto facile da incontrare che nidifica nella tundra artica del Nord Europa. Si tratta di un ospite gradito e inatteso, giunto piuttosto in anticipo sulla tabella di marcia, perlomeno per la zona umida della Pianura Pontina, e soprattutto in solitaria. I pivieri dorati, infatti, al Parco del Circeo vengono solitamente avvistati nella stagione fredda e in gruppi numerosi, composti da decine e decine di esemplari. In alcuni casi ne sono stati segnalati anche 70-80. Molto spesso si ristorano in luoghi appartati e protetti, dove è possibile osservarli solo da grandissima distanza.
Il protagonista solitario di questo avvistamento, non per caso, è il primo che riusciamo a vedere e fotografare così bene; ha infatti trovato rifugio in un luogo decisamente più accessibile per il birdwatching e la fotografia naturalistica. La sua presenza ha attirato l'attenzione di numerosi appassionati di avifauna e ornitologi, che lo stanno monitorando da alcuni giorni rispettandolo e mantenendo la distanza prevista. Tutte le nostre foto che trovate nell'articolo sono state scattate con un potente teleobiettivo da 600 millimetri e senza arrecare alcun disturbo all'animale.
Come si evince dalle foto e dal nome, la caratteristica più affascinante di questo uccello è lo straordinario piumaggio che appare costellato di pepite d'oro su dorso, collo e testa. Le macchioline dorate si alternano a una screziatura nera e bianca, che con una determinata illuminazione ne esalta l'aspetto “prezioso”. È doveroso sottolineare che l'esemplare giunto al Circeo mostra il piumaggio invernale/giovanile, dunque privo dell'accentuata macchia nera che dalla testa discende sul ventre nell'abito nuziale. Non si nota nemmeno la caratteristica S bianca della vista laterale, che in periodo riproduttivo separa la parte dorata da quella nera. Ad ogni modo, si tratta di un uccello magnifico che siamo grati di aver potuto osservare e fotografare.
"Il termine piviere, come il genere Pluvialis, viene dal latino pluvia, ovvero da "pioggia", perché nelle regioni mediterranee i pivieri appaiono durante la stagione delle piogge, ovvero i mesi invernali. Mentre la specie è chiamata "apricaria", che deriva sempre dal latino "apricari", ovvero "starsene al sole", ha spiegato a Fanpage.it il giovane ornitologo Francesco Barberini. "I pivieri dorati – aggiunge l'esperto – del resto arrivano in Italia in inverno, spesso in grandi stormi, mentre nidificano in tundre e brughiere del nord Europa e stanno praticamente sempre allo scoperto sotto il sole. Il manto dorato garantisce un mimetismo eccezionale, soprattutto agli adulti in cova, ma anche uova e pulcini sono sorprendente mimetici per evitare la predazione."
Il piviere dorato avvistato al Circeo in genere si sposta da solo fra un isolotto all'altro del bacino scelto per sostare, senza accompagnarsi con le altre specie di uccelli limicoli che in questo intenso periodo di migrazione si affollano nelle zone umide. In alcuni casi, però, lo abbiamo visto riunirsi a corrieri piccoli, corrieri grossi, piovanelli pancianera e gambecchi, i più presenti e segnalati nel sito in questi giorni. Nella stessa zona, alcuni giorni addietro, abbiamo anche avvistato due rari e bellissimi esemplari di fratino, di cui uno inanellato e proveniente da Capalbio (Toscana), come ha affermato a Fanpage.it il naturalista Gastone Gaiba del Parco Naturale di Pantanello, un'oasi della Lipu in provincia di Latina affacciata sul celebre Giardino di Ninfa.
Il piviere dorato, spiega la Lipu, ha una lunghezza massima di 29 centimetri e un'apertura alare che arriva a 76 centimetri. Ha dunque più o meno le stesse dimensioni di un piccione. Durante lo svernamento condivide spesso l'habitat con la pavoncella (Vanellus vanellus), uno splendido limicolo che purtroppo rientra tra le specie cacciabili, pur avendo uno stato di conservazione inadeguato nel nostro Paese. «La caccia durante il mese di febbraio ha avuto, in un passato recente, un pesante impatto sulle popolazioni nidificanti», evidenzia l'associazione ambientalista. In Italia il piviere dorato è svernante regolare, sebbene con numeri in diminuzione a causa di «clima e caccia», come sottolineato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson (il piviere dorato è una specie protetta e non cacciabile). È possibile osservare questi uccelli in Pianura Padana, nelle zone umide dell'Alto Adriatico, nelle isole maggiori, in Puglia e lungo le coste affacciate sul Mar Tirreno, dove si trova anche il Parco Nazionale del Circeo, situato su una delle più importanti rotte migratorie per gli uccelli.
A livello europeo il piviere dorato presenta uno stato di conservazione definito favorevole, ma non nell'Unione Europea. L'ultimo censimento condotto dagli ornitologi che si occupano della Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) indica una popolazione globale di 1.970.000-2.910.000 esemplari adulti maturi, definita stabile. In Italia si contano tra i 15.000 e i 22.000 esemplari svernanti, secondo le stime indicate dalla Lipu. Tra le principali minacce per questa specie figurano il degrado degli habitat e gli allevamenti intensivi in sostituzione del pascolo.