Le foto del falco pescatore, fra i rapaci più belli d’Italia: lo abbiamo incontrato al Parco del Circeo
Il falco pescatore (Pandion haliaetus) è un uccello rapace custodito in un posto speciale nel cuore di molti appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica, non solo per la straordinaria bellezza che lo contraddistingue, ma anche per il comportamento predatorio affascinante. Vederlo in azione, del resto, è uno degli spettacoli più incredibili cui si possa assistere in natura, per dinamicità, eleganza ed efficacia dell'atto. Non c'è da stupirsi che poter osservare l'intera sequenza di cattura del pesce, plasmata e perfezionata da milioni di anni di evoluzione, sia un “chiodo fisso” per tanti amanti del mondo ornitologico.
Un famoso fotografo naturalista americano, Mark Smith, ha costruito un vero e proprio “impero” sui social soprattutto grazie ai video dei falchi pescatori che si lanciano in mare per ghermire le prede più variegate (compresi pesci palla e barracuda!). Ne troverete un paio integrati in questo articolo, assieme alle fotografie che abbiamo scattato al Lago di Fogliano (provincia di Latina), una delle zone umide più importanti d'Italia e d'Europa incastonata nel Parco Nazionale del Circeo. Si trova infatti sul percorso di una delle principali rotte migratorie degli uccelli.
Lungo le sponde del bacino salmastro, nei giorni scorsi abbiamo avuto il privilegio di incontrare e fotografare uno degli esemplari di falco pescatore più grandi e belli cui ci siamo imbattuti. Dalle finestrelle di un punto d'osservazione tenevamo d'occhio una piccola spiaggia, sulla quale si spostavano freneticamente varie specie di uccelli limicoli. I più attivi erano i piro piro piccoli, sempre piuttosto aggressivi gli uni con gli altri in questo periodo della migrazione. C'erano anche un paio di piro piro boscherecci e una giovane pettegola. La superficie del lago era letteralmente coperta da centinaia di folaghe, fra le quali spiccavano alcuni cigni reali e un cigno nero, una specie australiana presente nel lago di Fogliano a seguito di "fughe" da allevamenti nella Pianura Pontina. Piccoli stormi di germani reali e mestoloni erano impegnati in un incessante via vai dalla superficie lacustre. Di tanto in tanto volavano sulle nostre teste aironi cenerini, spatole e alcuni giovani gabbiani reali.
Proprio l'incontro con i grandi laridi stava per ostacolare l'avvistamento del falco pescatore; come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, infatti, in visione frontale il bellissimo rapace ittiofago può ricordare un grosso gabbiano. Stavamo fotografando una giovane gallinella d'acqua a pochi metri da noi, quando la sagoma del “gabbiano” è apparsa in cielo. L'abbiamo notata con la coda dell'occhio, ma non le abbiamo dato peso proprio perché ritenevamo fosse un altro gabbiano reale di passaggio. Durante il rapido avvicinamento, tuttavia, ci siamo resi conto della forma delle ali, tipica del falco pescatore; a quel punto, senza esitare, abbiamo immediatamente puntato la (pesante) fotocamera con obiettivo da 600 mm verso il bersaglio. Due degli scatti che trovate nell'articolo (la copertina e il seguente) si riferiscono a questo splendido esemplare, fortunatamente transitato a una quota non siderale.
Il dettaglio che più ci ha stupiti di questo falco era la sua robustezza: appariva decisamente massiccio e con arti inferiori davvero possenti. Durante la pesca, il falco pescatore – che può raggiungere una lunghezza di 60 centimetri per 1,7-1,8 metri di apertura alare – proietta le zampe in avanti, assumendo una posizione caratteristica che massimizza le possibilità di ghermire la preda sotto la superficie dell'acqua. Non sempre va a segno, ma quasi tutte le volte che siamo riusciti a osservarne uno in azione è riuscito a tirar su un grosso cefalo o una spigola.
Emozionante il momento in cui spicca il volo dall'acqua, utilizzando potenti battiti delle ali per vincere la forza di gravità e riprendere quota con il prezioso bottino. Purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di veder pescare l'esemplare incontrato al Circeo nei giorni scorsi, ma abbiamo potuto ammirarlo bene sia in volo che posato. Dopo aver sorvolato la nostra posizione, infatti, si è delicatamente adagiato sui rami di un albero secco alla nostra sinistra, piuttosto distante. Fortunatamente avevamo con noi anche una fotocamera superzoom, che grazie ai 3.000 millimetri di lunghezza focale ci ha permesso di filmarlo e scattare qualche foto.
Come spiegato dalla Lipu, il falco pescatore è una specie estinta in Italia nel 1969, ma grazie a progetti di reintroduzione – in particolar modo in Sardegna e Toscana – alcune coppie si sono riprodotte con successo e ora il rapace è tornato a solcare i cieli del Bel Paese. Tendenzialmente il falco pescatore – appartenente all'ordine degli accipitriformi e alla famiglia Pandionidae – sverna in Africa, ma alcuni individui restano sul territorio nazionale anche nei mesi più freddi dell'anno.
La specie è catalogata nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come a rischio minimo, con un popolazione in incremento. Secondo l'ultimo censimento condotto nel 2021 si stimano tra 100.000 e 1,2 milioni di individui maturi in tutto il mondo. Il falco pescatore, curiosamente, ha una distribuzione praticamente cosmopolita, con poche eccezioni come l'Antartide. Disturbo antropico, collisione con le linee elettriche, frammentazione dell'habitat e depauperamento delle prede rappresentano le principali minacce per questa specie meravigliosa.