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Le foto dello splendido zigolo giallo, lo abbiamo incontrato in Abruzzo. Barberini: “In Italia è in declino”

Abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrare e fotografare in Abruzzo lo zigolo giallo, così chiamato per il suo bellissimo piumaggio color limone. La specie, purtroppo, in Italia è in significativo declino, come raccontato a Fanpage.it da Francesco Barberini. Le foto del nostro avvistamento.
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, in un canyon d'alta quota in Abruzzo ci siamo imbattuti in uno spettacolo della natura memorabile: centinaia – se non migliaia – di bellissime farfalle posate al suolo, così tante che bisognava prestare attenzione a dove mettere i piedi. Erano licenidi della specie argo azzurro o icaro (Polyommatus icarus), impegnati in un comportamento noto come puddling, ovvero l'assorbimento di sostanze nutritive e sali minerali dal suolo umido (o altre fonti). Non eravamo lì per i lepidotteri dalle ali blu, che abbiamo ringraziato infinitamente per lo spettacolo offertoci, bensì per avvistare e possibilmente fotografare gli uccelli che popolano il delicato habitat montano degli Appennini. Il primo che abbiamo incontrato, proprio su una roccia all'interno del canyon, è stato uno zigolo giallo (Emberiza citrinella), una bellissima femmina, di cui potete vedere la fotografia qui di seguito.

Femmina di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Femmina di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

Come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, si tratta di una specie piuttosto diffidente che vola via al minimo segnale di potenziale pericolo. Noi, però, siamo stati particolarmente fortunati nella nostra sessione di birdwatching e fotografia naturalistica, perché sia la femmina che il maschio – incontrato poco più avanti – non sono stati così sfuggenti ed elusivi. Certo, li abbiamo fotografati con un teleobiettivo da 600 millimetri a debita distanza, senza arrecare loro alcun disturbo (le foto sono dei ritagli significativi), ma gli zigoli gialli sono rimasti tranquillamente a osservarci in “campo aperto” senza volare via immediatamente. Per contro, un paio di codirossoni (Monticola saxatilis) – la specie che più speravamo di avvistare – hanno reso necessario l'utilizzo della fotocamera superzoom per poter essere immortalati dignitosamente. Ma torniamo ai nostri bellissimi passeriformi color giallo limone.

Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

Come suggerisce l'epiteto del nome scientifico, citrinella, che deriva dal latino “citrinus”, la colorazione del piumaggio è una caratteristica piuttosto distintiva della specie, in particolar modo del maschio. L'adulto, infatti, presenta ventre, gola e testa di un vivacissimo giallo. Sulla testa sono presenti varie striature scure, due vicine agli occhi e una che si dipana a V sul vertice, a partire dal becco (di colore bluastro-grigio). Il petto presenta invece una screziatura rossiccia – brunastra, mentre il dorso è castano e più criptico. Caratteristico anche il bianco sulle penne timoniere della coda, lunga e forcuta. Nella femmina, come mostra anche la fotografia poco più alto, il giallo è meno diffuso e alcuni elementi possono ricordare quelli del verzellino (Serinus serinus) o del canarino selvatico (Serinus canaria) che abbiamo recentemente incontrato alle Azzorre. Gli Emberizidi – un tempo considerati sottofamiglia dei Fringillidi come il fringuello e il cardellino – hanno un corpo slanciato con un becco conico, corto e robusto, tipico da uccello granivoro, anche se meno massiccio di quello di un fringillide. Per quanto concerne le dimensioni, la Lipu spiega che lo zigolo giallo ha una lunghezza media di circa 16 centimetri, un’apertura alare compresa tra 23 e 29,5 centimetri e un peso che arriva a 38 grammi per gli esemplari più robusti.

Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

La Lipu evidenzia che la massima diffusione della specie si osserva tra i 1.300 e i 1.700 metri di quota, proprio nel range in cui abbiamo avvistato noi i due esemplari. In Italia lo zigolo giallo “è parzialmente sedentario, migratore, svernante e nidificante”, evidenzia l'associazione ambientalista, aggiungendo che è presente in periodo riproduttivo sulle Alpi mentre è localizzato sugli Appennini, “con limite meridionale in Basilicata”. Un tempo questo uccello nidificava anche nella Pianura Padana, tuttavia oggi è estinto come tale in questa regione geografica. Purtroppo nel nostro Paese lo zigolo giallo è in significativo declino; il suo stato di conservazione è definito “cattivo” e classificato come vulnerabile. Si calcola che in Italia vi siano tra le 20.000 e le 50.000 coppie nidificanti, una piccola porzione dei 65-90 milioni di individui adulti stimati a livello globale dall'ultimo censimento condotto dagli esperti dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). La specie, fortunatamente, nel mondo ha uno status di conservazione di rischio minimo, sebbene in decrescita secondo la Lista Rossa della IUCN.

Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

Nonostante lo Zigolo giallo sia una specie comune e molto diffusa tra Europa e Asia occidentale, in Italia sia la popolazione svernante che quella nidificante è diminuita”, ha spiegato a Fanpage.it il giovane ornitologo Francesco Barberini. “L'areale riproduttivo si è contratto, soprattutto nelle aree di pianura e sull'Appennino, con un decremento medio annuo del 3% dal 2000 al 2020. Una delle cause principali è la perdita degli habitat variegati e misti con siepi e arbusteti”, ha aggiunto l'esperto. La Lipu sottolinea che il declino è influenzato anche dall'abbandono delle pratiche agricole tradizionali sulle montagne e dall’intensificazione dell’agricoltura nelle aree di pianura, a cui va aggiunto anche l'utilizzo di pesticidi. Curiosamente, lo zigolo giallo è stato portato in Oceania dove si è adattato e prospera. “In Nuova Zelanda la specie è stata introdotta, insieme ad altre specie europee, negli anni '60-'70 del novecento e si è adatta molto rapidamente diventando in pochi decenni un "alieno" estremamente comune”, ha chiosato Barberini.

Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini
Maschio di zigolo giallo. Credit: Andrea Centini

Cogliamo l'occasione per ricordarvi che nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato anche del bellissimo e "leggendario" zigolo capinero (Emberiza melanocephala), con le splendide foto di Simone Proietti.

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