Ricercatore salva pappagallo in pericolo critico di estinzione da un serpente boa alieno e invasivo
Un ricercatore ha salvato un pappagallo in pericolo critico di estinzione dall'attacco mortale di un serpente, un boa costrittore (Boa constrictor). Potrebbe sembrare un intervento sconsiderato che ha intralciato il corso della natura, tuttavia l'evento si è verificato a Porto Rico, arcipelago delle Grandi Antille nel Mar dei Caraibi, dove il grande rettile è annoverato tra le specie aliene e invasive più dannose per gli animali autoctoni e gli equilibri ecologici.
Il salvataggio è avvenuto proprio all'ultimo istante, dato che il boa aveva già avvinghiato fra le sue spire lo sfortunato uccello, un pulcino di un pappagallo rarissimo, a un passo dallo scomparire per sempre. Si tratta infatti di un amazzone di Portorico (Amazona vittata), classificato appunto come in pericolo critico di estinzione (codice CR) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Secondo l'ultimo censimento condotto dagli ornitologi nell'estate del 2020, si stimano al massimo 49 esemplari adulti in natura nell'arcipelago americano.
Protagonista del salvataggio il biologo Raúl Correa dell'Ufficio regionale dei servizi ecologici per i Caraibi dello United States Fish and Wildlife Service (USFWS), agenzia federale del Dipartimento degli Interni statunitense impegnato nella conservazione della fauna selvatica, nella regolamentazione della pesca e di altre attività legate all'ambiente naturale. Come raccontato in un post su Facebook pubblicato dall'agenzia, il ricercatore è intervenuto nella foresta statale di Maricao (Bosque Estatal de Maricao), sita nella porzione occidentale della Cordigliera Centrale di Porto Rico. Si tratta di un'area protetta di circa 44 chilometri quadrati, ricchissima di biodiversità e di specie rigidamente protette, in particolar modo uccelli. Fra esse si trova anche l'amazzone di Portorico, un bellissimo pappagallo lungo una trentina di centimetri. Il colore principale del suo piumaggio è verde brillante, che contrasta con la faccia rossa, la macchia perioculare bianca e gli splendidi dettagli azzurri delle ali.
Il dottor Correa, come spiegato dall'USFWS, si è accorto di richiami frenetici provenienti da uno stormo di amazzoni di Portorico, così è corso sul posto per verificare cosa stesse succedendo. In cima a una canna di bambù ha notato il serpente che aveva appena avvinghiato un pulcino di circa un mese di vita, pronto a stritolarlo per poi divorarlo. Il ricercatore, accortosi della specie coinvolta, ha immediatamente abbattuto la canna di bambù facendo cadere il serpente, che ha così mollato la presa sullo sventurato pappagallo. Il pulcino è stato recuperato e trattenuto una notte in osservazione, per verificare che non avesse subito traumi dalla terribile esperienza. Fortunatamente non ha mostrato alcun problema e il giorno successivo è stato riportato dai suoi conspecifici, in perfetta salute.
Al serpente, come raccontato da IFLScience, è andata decisamente peggio. Poiché apparteneva a una specie aliena e invasiva, è stato soppresso e messo a disposizione degli scienziati per comprendere l'impatto sulla fauna selvatica locale. I boa costrittori a Porto Rico sono stati liberati in natura da appassionati di erpetologia, che li detenevano come animali domestici. Come spesso accade in questi casi, si sono riprodotti a dismisura arrecando danni spaventosi alla fauna autoctona, per assenza di predatori naturali. Il problema non risiede solo nella predazione, ma anche nei virus mortali che hanno diffuso tra i serpenti portoricani.
Il piccolo amazzone di Portorico è stato fortunatissimo grazie all'intervento provvidenziale del biologo, che si trovava al posto giusto e al momento giusto, tuttavia molti altri animali perdono costantemente la vita a causa delle specie invasive. La colpa, come sempre, non è degli animali alieni, che non fanno altro che provare a sopravvivere nell'ambiente in cui sono stati introdotti, ma dell'essere umano. Abbiamo arrecato danni enormi agli ecosistemi – in particolar modo quelli insulari – proprio a causa dell'introduzione di predatori e altre specie dannose, fra le quali si annoverano anche ratti, gatti e tartarughe. A Porto Rico, a causa del catastrofico impatto ecosistemico, oggi è vietato detenere un boa costrittore come animale da compagnia. Restando nel Mar dei Caraibi, segnaliamo le straordinarie immagini di un inghiottitore nero filmato questa estate con una preda enorme appena divorata.