In Toscana trova una splendida cincia dal ciuffo ‘morta’, ma si rianima nella sua mano e vola via: “Che emozione”

L'ecologo marino Andrea Bonifazi, che ha recentemente commentato per Fanpage.it i rischi rappresentati dal pesce scorpione, è stato coinvolto in una emozionante esperienza che ha avuto come protagonista una meravigliosa cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus), tra gli uccelli più belli ed eleganti presenti in Italia. Della specie ve ne avevamo raccontato approfonditamente in questo articolo, corredato dalle bellissime foto di Claudia Mai e Gabriella Motta. Ma torniamo alla nostra storia.
Lo scorso weekend il dottor Bonifazi si trovava a Fosdinovo – un comune con meno di 5.000 anime in provincia di Massa Carrara – per presenziare a un evento, quando, passeggiando per strada assieme al collega divulgatore scientifico Simone Marzocchi, si è accorto del corpicino a terra del piccolo passeriforme.

Credeva non avesse alcuna speranza. La cincia dal ciuffo, infatti, non riusciva nemmeno a sollevare il capo; tutto lasciava intendere che quelli fossero i suoi ultimi momenti di vita. Così ha deciso di raccoglierla anche per verificarne meglio le condizioni di salute, confermando le primissime impressioni. Sembrava praticamente morta o sul punto di morire. “L'ho presa in mano senza molte speranze. Anzi, con la certezza che da lì a poco sarebbe morta. Tenerla sul palmo della mano e rendersi conto del suo effimero peso fa capire quanto possa essere delicata”, ha affermato a Fanpage.it il dottor Bonifazi. Del resto, parliamo di un uccellino con un peso compreso tra i 10 e i 16 grammi e una lunghezza massima di una dozzina di centimetri. La cincia dal ciuffo non è minuta come il regolo (Regulus regulus) o il fiorrancino (Regulus ignicapilla), i più piccoli uccelli d'Europa lunghi meno di 10 centimetri e con un peso massimo di 7 grammi, ma è meno della metà di un passero domestico o di un fringuello (dal punto di vista del peso).

“Il mio intervento è stato necessario perché rischiava di essere accidentalmente calpestata o di essere portata via da un gatto”, ha spiegato Bonifazi. Ma la sua premura è andata ben al di là della protezione del corpo di un animale selvatico morente. Dopo averla presa in mano, infatti, nel giro di pochi minuti la cincia “ha dato inaspettati segni di vita”, si è letteralmente rianimata “fino a riprendersi del tutto e volare via.” Alla fine ha anche sfoggiato la splendida cresta bianca e nera, che dà il nome alla specie.

Il tutto è avvenuto nel giro di pochissimi minuti, con il passaggio da una situazione che appariva disperata – e senza lieto fine – a una svolta che ha del miracoloso. La cincia dal ciuffo ha disteso anche le zampette e ha iniziato a sorreggersi sulle dita, così Bonifazi ha deciso di poggiarla su un muretto, dove ha iniziato a camminare un po'. L'uccellino poi si è girato verso i due salvatori umani, ha cinguettato ed è volata via. “Lo so, è una considerazione poco scientifica, ma mi piace pensare che il suo sia stato una sorta di ‘ornitologico ringraziamento'. Vi assicuro che è stata davvero una soddisfazione emozionante”, ha scritto in un post pubblicato su Facebook. Non sa cosa cosa avesse l'uccellino, ma probabilmente aveva sbattuto contro un muro o una finestra. Ciò che è certo è che la cincia dal ciuffo “ha dimostrato una resistenza che non pensavo possibile ed è stato meraviglioso poterla aiutare.”

Come mostrano le belle foto che trovate nell'articolo, il lieto fine c'è stato realmente e si spera che la cincia dal ciuffo si sia completamente ripresa dal momento traumatico vissuto. Bonifazi ha colto l'occasione per sottolineare l'importanza di avere un comportamento corretto innanzi a simili circostanze. “Quando un animale è in difficoltà, ritengo sia giusto intervenire in caso di emergenza, ma sempre nel limite delle proprie competenze in quanto è opportuno anche contattare un veterinario o rivolgersi al CRAS (o CRFS) più vicino”, ha affermato a Fanpage.it.

“Ancor più importante è distinguere un animale realmente in difficoltà da un animale che sta avendo un comportamento normale per la sua specie: si pensi, ad esempio, ai cuccioli di capriolo che possono essere trovati nascosti nell'erba alta, dove rimangono immobili per ore. Molte persone pensano siano stati abbandonati, mentre in realtà la madre si è solo momentaneamente allontanata per mangiare. Più comunemente, anche in città, è possibile imbattersi in giovani merli – o altri uccelli – che saltellano maldestramente nell'erba: sebbene possa sembrare che siano caduti dal nido, in realtà stanno venendo osservati e nutriti dai genitori, che rimangono nei paraggi. Quindi aiutiamo quando è necessario, ma solo se siamo certi che il nostro comportamento sia utile, altrimenti non intralciamo la Natura e, nel dubbio, rivolgiamoci a chi ne sa più di noi.”
