Le foto della passera lagia incontrata in Abruzzo, Barberini: “La macchia gialla vistosa è un segno di successo”
Tra le varie specie di passeri (famiglia Passeridae) presenti in Italia, la passera lagia (Petronia petronia) è probabilmente una delle meno conosciute dai non appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica. Si tratta infatti di un uccello che ama ambienti aperti di collina e montagna e che risulta molto meno legato a quelli urbani, inoltre un occhio poco esperto potrebbe confonderlo facilmente con le femmine di passera d'Italia (Passer italiae) e passera europea (Passer domesticus), più diffusi e decisamente somiglianti, pur con alcune differenze sibilline nel piumaggio. Quella principale, oltre a un netto sopracciglio biancastro-giallognolo, è un bella macchia gialla tra la gola e il petto, che tuttavia non è sempre ben visibile, in base alla posizione assunta. Come spiegato anche nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, infatti, quando la passera lagia è posata e incurvata risulta difficile da vedere. Questa specie è leggermente più grande di altri passeri: la lunghezza arriva a 17 centimetri e l'apertura alare può superare i 30 cm. Il peso è invece compreso tra i 28 e i 35 grammi.
Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare alcuni esemplari di passera lagia in Abruzzo, sul versante di una montagna nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. La quota era di circa 1.200 metri. Come indicato dalla Lipu, la fascia preferita dalla specie in Italia rientra proprio tra i 400 e i 1.200 metri, sebbene alcune popolazioni si trovino tra i 1.400 e i 1.500 metri e sulle Alpi occidentali possono spingersi fin quasi ai 1.800 metri. In generale, la passera lagia è presente al di sotto dei 2.000 metri in una lunga e stretta fascia che attraversa l'Europa e l'Asia, dalle isole Canarie a ovest fino all'Estremo Oriente a Est, come mostra la mappa di Birds of The World, progetto del Cornell Lab. In Italia, in virtù della predilezione per ambienti collinari e montani, è presente lungo gli Appennini e sulle Alpi, dove nidifica. L'habitat preferito è composto da terreni spogli e rocciosi come i prati alpini, ben assolati. “La specie predilige ambienti aperti, caldi e asciutti, con una netta preferenza per le vallate montane e collinari ben esposte a sud e ricche di pascoli magri e pietraie”, evidenzia la Lipu.
Il nostro incontro è avvenuto alcune settimane fa nei pressi di un fontanile in una zona dove non pioveva da molto tempo; ciò ha reso la pozza d'acqua generata da un rivolo che cadeva dal bordo della vasca in una vera e propria oasi. Non c'è da stupirsi che, nel corso di una mattinata, abbiamo potuto avvistare e fotografare oltre 30 specie di uccelli. Chiaramente senza arrecare loro alcun disturbo, dato che ci eravamo piazzati dentro un capanno mimetico a distanza di sicurezza. È proprio qui che abbiamo incontrato il crociere e il giovane codirosso comune che fa il bagnetto. Alcuni esemplari di passera lagia si sono palesati nelle ore più calde per abbeverarsi, come mostrano i nostri scatti. Risulta ben evidente la bella macchia gialla sul petto, che ha anche una funzione peculiare, come ha spiegato a Fanpage.it il giovane ornitologo Francesco Barberini.
“La macchia gialla sulla gola è un forte segnale visivo dello status dell'individuo. Sia i maschi sia le femmine con le macchie gialle più vistose sono quelli più attivi e con più successo durante la riproduzione”, ha affermato l'alfiere della Repubblica, aggiungendo che questa particolare specie di Passeride “spesso si osserva in nidificazione in piccole colonie ed è relativamente sociale.” Un dettaglio curioso del piumaggio risiede nel fatto che, a differenza di altri passeri, praticamente non esiste dimorfismo sessuale: maschi e femmine sono praticamente identici, somigliando come detto alle femmine di passera d'Italia. Barberini ha evidenziato anche un'altra interessante curiosità sulla passera lagia: “Le femmine sono state osservate adornare il proprio nido con un eccessivo numero di piume di specie diverse, un segnale visivo che riduce le aggressioni di estranei e spinge il maschio a difendere il nido.”
La specie, sia a livello globale che europeo, in base alla Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) è classificata come a rischio minimo. L'ultimo censimento condotto nel 2024 stima una popolazione compresa tra i 21,6 e i 46,7 milioni di individui adulti. In Italia, purtroppo, come specificato dalla Lipu la passera lagia presenta uno stato di conservazione cattivo, principalmente a causa dell'abbandono delle pratiche agricole tradizionali, “in particolar modo lo sfalcio dei prati”. Ciò riduce anche la disponibilità di cibo (la specie è onnivora, ma predilige invertebrati durante la riproduzione anche per nutrire i piccoli.) Si ritiene che il cambiamento climatico possa avere un impatto significativo sulla conservazione di questa specie, proprio perché ama luoghi caldi e assolati.