Le foto del giovane codirosso comune che fa il “bagnetto” in una pozza d’acqua: il sollievo dal caldo estremo
Questa estate è stata insopportabile a causa delle continue ondate di calore che si sono susseguite nel corso dei mesi, lasciando talvolta solo pochissimi giorni di tregua tra l'una e l'altra. Se noi “sapiens” – per citare il geologo del CNR, divulgatore scientifico e presentatore Mario Tozzi – abbiamo sofferto tanto, considerando gli oltre 35.000 morti stimati in Europa, immaginate che inferno deve essere stato per gli animali selvatici, sottoposti a siccità estrema, incendi, temperature altissime, alluvioni e altri effetti legati alla crisi climatica e alle altre attività antropiche. Non c'è da stupirsi che in un contesto come questo, la preapertura della caccia stabilita da quindici Regioni sia considerata da molti un vero e proprio atto di barbarie contro la fauna selvatica, con le principali associazioni ambientaliste che hanno chiesto a gran voce di sospenderla.
Tra gli animali hanno sofferto di più vi sono quelli che vivono in montagna, dove l'accesso all'acqua più complicato e la riduzione dell'habitat a causa del calore estremo rappresentano problemi esistenziali per molti di essi. Per questo motivo, un semplice abbeveratoio da allevamento può trasformarsi in una vera e propria oasi. Qualche tempo fa ci siamo recati nei pressi di un fontanile sul versante di una montagna in Abruzzo, nel cuore del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, dove protetti da un capanno mimetico abbiamo potuto ammirare decine di specie di uccelli accaldati che lo hanno “preso d'assalto” per abbeverarsi.
Fra essi c'erano anche diversi esemplari di codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), un piccolo e bellissimo passeriforme migratore che vive spesso a contatto con l'ambiente urbano (ma non solo). Curiosamente, fatta eccezione per un meraviglioso maschio adulto, caratterizzato da un bellissimo piumaggio, c'erano solo esemplari giovanissimi. Alcuni dovevano essere usciti dal nido da poco, dato che presentavano ancora elementi del piumino da nidicoli. Uno di essi, più intraprendente, non solo si è avvicinato per abbeverarsi – quel giorno c'era una temperatura altissima – ma ha ben pensato di tuffarsi nella pozza d'acqua generata da un rivolo che fuoriusciva dal fontanile.
Come mostrano le foto che trovate nell'articolo, l'uccellino si è immerso più e più volte nei pressi di un sasso, scrollandosi l'acqua di dosso con vigore e lanciando le gocce ovunque. Questo comportamento non solo è utile per la termoregolazione, quando le temperature esterne sono troppo alte, ma anche per rimuovere lo sporco dal piumaggio, eliminare parassiti e rimettere in "ordine" le penne. È anche un atto antistress eseguito dagli sventurati uccelli condannati alla cattività. Gli uccelli, fra l'altro, fanno bagnetti anche con la terra e la sabbia.
Osservare le immersioni di questo piccolo codirosso comune accaldato è stato uno spettacolo emozionante, che sottolinea l'importanza del bene più prezioso che abbiamo: l'acqua. Senza di essa non c'è vita e con temperature in grado di raggiungere i 48,4 °C – record assoluto toccato il 19 luglio nel territorio del comune di Orani (provincia di Nuoro, Sardegna) – non si può non riflettere sull'impatto catastrofico che il cambiamento climatico ha anche sulla fauna selvatica. Permettere la preapertura della caccia dopo mesi di un simile tormento (non ancora finito) è un vero e proprio insulto alla biodiversità, costantemente presa di mira e a cui non diamo neanche un minimo di tregua per riprendersi.